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Diritti umani: intervista a Roberto Fantini autore del libro Il cielo dentro di noi

Diritti umani: intervista a Roberto Fantini autore del libro Il cielo dentro di noi Diritti umani: intervista a Roberto Fantini autore del libro Il cielo dentro di noi
Il cielo dentro di noi
autori: Roberto Fantini
formato: Libro
prezzo:
€ 10,00
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Incontriamo oggi Roberto Fantini, autore del libro Il cielo dentro di noi. Conversazioni sui Diritti Umani (sul mondo che c’è e su quello che verrà), edito in questi giorni dalla Graphe.it, con il patrocinio di Amnesty International.

In parole povere, cosa sono i diritti umani?
Potremmo dare tante definizioni di diritti umani, più o meno concettose e altisonanti. Ma preferisco optare per una via molto pragmatica e dire che i diritti umani sono la cosa più importante della nostra vita, ciò che ci permette di dare alla nostra esistenza - all’esistenza di ciascuno di noi, senza alcuna distinzione gerarchica – pienezza di valore e di significato.
Si può vivere in tanti modi in questo mondo. Si può credere o non credere in una qualche forma di divinità; si può amare questo o quel genere musicale e/o letterario; si può prediligere la cucina friulana o quella messicana, ecc… Le vite di noi umani, tutte le singole vite possono essere vissute in infiniti modi differentissimi fra loro… Ma, per poter sperare che ognuno di noi riesca a vivere in maniera felice, è indispensabile che ognuno di noi veda riconosciuta tutta un’ ampia rosa di diritti fondamentali, a cominciare dal diritto al rispetto della propria persona, dal diritto alla vita e a quello di non essere sottoposto a negazioni o a restringimenti arbitrari delle proprie libertà.
I diritti umani, insomma, sono la più grande “invenzione” della storia umana: sono idee astratte, certo, princìpi teorici ed etici (un vero distillato del meglio delle culture prodotte dall’umanità), ma sono soprattutto sapienti strategie operative per rendere questo mondo più ospitale e per rendere l’esistenza di ogni essere umano (senza alcuna eccezione) il più possibilmente liberata dalle sofferenze che la prevaricazione e la violenza dell’uomo sull’altro uomo possono provocare.

Il titolo del tuo libro è “Il cielo dentro di noi”, quasi un ossimoro con i “diritti umani” che non stanno in cielo ma qui sulla terra... Come mai questa scelta?
Il titolo nasce, soprattutto, prendendo ispirazione da una celebre massima kantiana: “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.” Lo spettacolo del firmamento è da sempre immagine dell’immenso, del mistero, del sublime. Del sublime – potremmo dire – immensamente misterioso e misteriosamente immenso… È qualcosa che ci dilata i polmoni e, nello stesso tempo, ci fa mancare il respiro. Ma il cielo che l’uomo è in grado di scoprire dentro di sé, attraverso le sue scelte fondate sull’esercizio della pura ragione (capace di abbattere i confini dell’ignoranza e del pregiudizio) e attraverso un cuore fervidamente capace di abbattere i confini dell’egocentrismo che rifiuta l’altro e che separa, divide e contrappone, è un cielo ancora più luminoso, ancora più vertiginosamente in grado di darci la rappresentazione del nostro vero destino, della nostra vera missione in questo mondo: portare luce e costruire rapporti di armonia.
E, allora, siccome in questo libro ho dato parola ad alcune persone che, come luci nella notte cosmica, grazie alle loro esperienze, ai loro studi e alle loro battaglie, possono indicarci la rotta da seguire per impedirci di perderci nell’infinito, allora ho pensato che il cielo di cui abbiamo più bisogno di ascoltare, di ammirare e di osservare, è proprio quello che ci brilla dentro e che persone come quelle da me intervistate possono aiutarci a scoprire.
Perché non c’è nulla di più immensamente sublime dell’anima dell’uomo che sa aprirsi alla luce dell’infinito che è dentro di sé…

Ma l'uomo comune cosa per fare perché i diritti umani siano sempre più rispettati? Molte delle questioni che tu tocchi nel libro non dipendono da noi e non possiamo certo risolvere questioni molto più grandi di noi (i laogai cinesi, per esempio).
È vero. A volte, si ha la legittima sensazione di essere soltanto tanti piccoli Davide, contro colossali e agguerriti Golia. Di essere, cioè, disarmati e paralizzati davanti a problemi di portata enorme e di complessità abissale.
Ma non siamo condannati all’inerzia né, tantomeno, alla rassegnazione. Possiamo cercare di sapere di più, prima di tutto, e comprendere di più e meglio. Possiamo cercare di ribellarci, possiamo cercare di allearci con quanti, come noi, vogliono sapere e vogliono ribellarsi all’ingiustizia e all’oppressione. Di una cosa sono convintissimo: chiunque ha provato a percorrere questa strada ha scoperto almeno due cose straordinariamente importanti. La prima è che, percorrendola, ci si ritrova insperatamente in tanti e che, fra questi tanti, ci sono altri come noi e meglio di noi, capaci di darci calore, fiducia e tanta speranza. La seconda è che, nel rifiutarsi di rendersi complici dei boia e degli aguzzini (il silenzio è sempre complice di chi vuole colpire la verità e la giustizia), si conquistano una grande forza interiore, una grande grandissima gioia che ci sostiene e ci ripaga per tutte le sconfitte e le amarezze a cui potremmo andare incontro. L’esempio dei protagonisti del mio libro è un esempio estremamente eloquente: non si tratta di “supereroi”, bensì di persone vere che, a volte anche con grosse difficoltà, hanno fatto la scelta di stare dalla parte delle vittime. Lo hanno fatto loro. Lo possiamo fare tutti noi.
Non pretendo di essere creduto. Il mio è un invito: ognuno scelga, poi, da che parte stare.

Tu sei anche pittore: di che colore sono i diritti umani secondo te?
I diritti umani hanno i colori dell’arcobaleno, nessuno escluso: colori freddi e colori caldi. L’arcobaleno comunica magnificamente, infatti, l’idea dell’armonia che scaturisce dalla molteplicità e dalla diversità. Di un’unità viva, in cui c’è posto per ogni sfumatura e in cui la diversità è valore… di un'unità che trionfa gioiosa su tutte le divisioni.


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