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La poesia di Giorgio Podestà

Una rosa è una rosa è una rosa. Tutti conosciamo questo verso di Gertrude Stein, che, tra l’altro, è stato interpretato in mille modi.

E per te cosa è una rosa? Cosa ti frulla in testa quando pensi alle rose? Magari alla bella stagione, ai colori, all’amore… Pensieri che più o meno facciamo tutti.

I poeti, invece, ci offrono sempre un altro punto di vista. Se per Gertrude Stein una rosa è una rosa è una rosa per Giorgio Podestà le rose hanno il potere di abbaiare allo sguardo. Se ci pensi bene è vero. Quando all’improvviso ti trovi dinanzi a una bella rosa, il tuo sguardo viene catturato e tutta la tua attenzione si concentra su di essa, proprio come accade quando un cane abbaia verso di te: non esiste altro se non quel cane che abbaia.

E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo è il titolo della raccolta poetica di Giorgio Podestà che noi della Graphe.it edizioni abbiamo pubblicato nella collana Calligraphia. La prefazione è di Luisa Sparavier.

Una raccolta in tre tempi, come un anno in cui manca l’estate: un non più, ricco senza dubbio di immagini naturali, ma carente di qualcosa. Un cammino che l’autore ci fa compiere attraverso le sue poesie e nel mondo dei ricordi. Perché, come leggiamo nella poesia finale:

Ricordo
la tua mano sulla porta,
il sole appeso al ramo
e sul mio cuore –
inutile e guasta –
un’ombra di rose.


E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo

di Giorgio Podestà

editore: Graphe.it

pagine: 64

«Poesia non è andare a capo ogni tanto. Poesia è avere nostalgia delle parole, del loro significato per creare il pieno dal vuoto». (dalla prefazione di Luisa Sparavier)

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