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Attore anonimo, l'originale romanzo di Aurelian Silvestru

Attore anonimo, l'originale romanzo di Aurelian Silvestru Attore anonimo, l'originale romanzo di Aurelian Silvestru
Attore anonimo, l'originale romanzo di Aurelian Silvestru

“La maggior parte di noi tenta di nascondere il proprio Io che però, di contro, è nato per comunicare”, sostiene un protagonista di Attore anonimo. Scrivere un romanzo è, in fondo, utilizzare una forma di comunicazione universale, arrivare a tante persone sconosciute e creare con loro un ponte che unisce chi legge e chi scrive, un legame profondo che impedisce, davanti a certe asserzioni, di indossare armature, nascondere a se stessi il proprio Io.

Già dalle prime frasi di questo romanzo siamo pronti a sottolineare quelli che trasformeremo in personali aforismi, poiché gli spunti di riflessione non mancano, né passeranno inosservati.

La costruzione del libro di Aurelian Silvestru (tradotto in italiano da Olga Irimciuc) possiede originalità, mostra l'autore come voce fuori dal coro, audace in certe scelte azzardate e per questo avvincente come narratore.

 

Attore anonimo

La storia comincia in maniera tranquilla, con due amici di vecchia data che ricordano, davanti a un buon piatto, la giovinezza, le ragazze, il loro amico e compagno di studi Florin, morto giovane, e i tempi della convivenza tra studenti, negli anni condivisi all'Accademia di Belle Arti. I due, pur incontrandosi oramai di rado, si conoscono molto bene, ma i ricordi comuni, i sogni e le aspirazioni di un tempo non impediscono di mostrarne le grandi differenze anche caratteriali.

È così che ci viene presentato Adi Corn, benestante uomo d'affari, elegante e in ottima forma fisica. Figlio di un ufficiale medico, patito dell'arte, ma senza talento, sicuro di sé e solido. Una persona di cui ci si può fidare.

Tudor Cerescu invece, sembra triste (“Le vecchie illusioni si sono sciolte e non ho più intenzione di ingannarmi con altre nuove. Quando cominci a credere che la vita non ti porterà più nulla di buono, lei (la vita) ti abbandona alla prima svolta del destino e prosegue per conto suo”). Lo è triste, perché la vita non è stata tenera ed è egli stesso a cercare tra le pagine di spiegarne parte delle ragioni: “Scegli un ruolo. Fai di tutto per averlo. Lotti. Vinci. Sei felice. Diventi una sola cosa con il tuo ruolo e, senza rendertene conto, ti trasformi nel suo prigioniero”.

Tudor è un uomo profondo, introspettivo, che trova nella scrittura una valvola di scarico. Vecchie ferite fanno parte del suo essere, e i ricordi che via via affiorano ci aiutano a comprenderle e conoscerle.

Sono proprio i ricordi ad aiutarci a vivere questa storia ricca di intessiture tra i protagonisti del passato che in qualche modo si intrecciano anche nel presente ai personaggi principali, in più piani di narrazione e differenti luoghi in cui tutto accade. Così come tanti affluenti confluiscono in un fiume maggiore, anche qui ogni situazione o persona finiranno sfocia nella medesima storia del presente, in un insieme di colpi di scena che trasformeranno il placido scorrere in qualcosa di inaspettatamente denso di ritmo.

 

Nerone e san Pietro

Tra i capitoli dai titoli suggestivi, ne incontriamo alcuni ambientati nell'antica Roma, poiché Tudor intende raccontare di un inedito Nerone in un testo a lui dedicato. Tuttavia, come spesso accade agli amanti della scrittura, il personaggio finisce per guidare la mano dell'autore e lo stesso Nerone diviene parte tangibile della storia, materializzandosi. È infatti proprio Nerone ad aiutare Tudor a conoscere meglio se stesso parlandogli della loro somiglianza, della stessa sete e perseveranza, di quel talento che preme per uscire e mostrarsi: sono divorati dalle medesime passioni – dipingere, scrivere, fare teatro – ma anche differenti nelle ambizioni... “Io offro l’ispirazione, incoraggio loro a commettere dei crimini. Io sono l’ideatore dei grandi incendi” dice Nerone compiaciuto.

L'incontro con san Pietro completa il quadro dello stile visionario e interessante di Aurelian Silvestru, ma ciò che accadrà nei capitoli finali di Attore anonimo metterà ordine, non senza momenti travagliati tra i tanti nomi e i fatti, mai utilizzati senza uno scopo preciso e ben congegnato.

Fin dalle prime pagine, l'autore esalta l'arte in tutte le sue forme, compiendo suggestivi collegamenti con la natura, il mare, la vita stessa. Riflessioni sull'amicizia, sulla solitudine, sul vivere, sulla disperazione e sul rialzarsi cercando le più semplici motivazioni per farlo, che stanno là a portata di mano in attesa di esser viste. E poi la personalità degli attori, quel saper fingere o immedesimarsi che rischia di insinuarsi nella vita reale, ma anche la storia che abbiamo studiato sui banchi di scuola è in questo libro capace di insegnarci qualcosa: Seneca, Nerone, Agrippina, l'antica Roma, hanno un posto d'onore nell'originale costruzione del romanzo e lasciano segni interessanti...

Quando avvertì che le forze l’abbandonavano, diede a Nerone un ultimo consiglio: “Abbi paura di te stesso. Non c’è nessuno in questo mondo che possa farti più male”.

 

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L'autore: Susanna Trossero
Susanna Trossero Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi

Guarda tutti gli articoli scritti da Susanna Trossero

Attore anonimo

di Aurelian Silvestru

editore: Graphe.it

pagine: 282

Attore anonimo è un romanzo di amore e di avventura, con sfumature di giallo, in cui l’imperatore Nerone, oltre a essere uno dei protagonisti, riveste un ruolo dai significati sorprendenti.

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