Il tuo browser non supporta JavaScript!

Terroristi nella storia antica: la parola all'autore

È noto che il termine terrorismo, alle origini, indicasse un membro del governo francese durante l'arco temporale in cui si sviluppò il cosiddetto regime del Terrore (1793-1794).

Eppure, non si può affermare che il terrorismo sia sorto negli anni immediatamente successivi alla Rivoluzione francese. Al contrario, sin dalle fasi più antiche la storia dell’umanità è stata percorsa da atti che, a buon diritto, possono essere ritenuti terroristici. Numerosi sono, infatti, gli esempi dall’antichità al periodo contemporaneo di conflitti sfociati in vere e proprie guerre o di tensioni finite in azioni di guerriglia.

 

Terroristi nella storia antica

Mentre le guerre vengono dichiarate, i fenomeni di guerriglia spesso vengono condotti in completa autonomia rispetto a dichiarazioni di carattere ufficiale o, per lo meno, senza che le popolazioni coinvolte negli scontri abbiano piena consapevolezza dell’effettivo stato dell’arte, salvo poi subirne tragiche conseguenze sotto ogni punto di vista. Con ogni evidenza, infatti, il quid proprium delle azioni di guerriglia risiede in azioni di disturbo contro obiettivi facilmente raggiungibili e, in genere, secondari al fine di evitare qualsivoglia conflitto in campo aperto. Va da sé che all'origine di tale modus agendi è da porre la consapevolezza da parte dell'esercito guerrigliero della propria inferiorità rispetto alle forze nemiche.

Pertanto, allo scopo di garantire il necessario approfondimento di una questione così complessa, delicata e di incontrovertibile attualità, il libro che intendiamo presentiamo sarà diviso in differenti capitoli. In via preliminare, si procederà alla identificazione di quegli atti che, sulla base delle fonti in nostro possesso, possono essere qualificati, a buon diritto, come terroristici. Di notevole interesse sarà, a tal proposito, l'analisi della nozione di terrorismo al paragone con quella di "guerra asimmetrica" che, come è noto, allude a strategie di guerra non convenzionale spesso condotte per evitare scontri diretti con forze ostili.

Lungo tale orizzonte di senso, la quaestio coinvolge, di necessità, anche il diritto romano. Attraverso questo convegno cercheremo, infatti, di comprendere se il legislatore della res publica sia intervenuto in qualche modo allorché determinati avvenimenti abbiano colpito Roma lungo tutto il dispiego della sua storia. L’odio antiromano, che può aver portato ad atti di terrorismo, potrebbe per esempio essere scaturito da idee religiose differenti? Questo forse no ma, almeno in un caso, la classe sacerdotale di un popolo, a detta delle fonti, si attivò per cercare di cacciare le legioni di Cesare. Pertanto non si sarebbe trattato di guerra religiosa, bensì di religiosi al servizio della libertà del proprio popolo.

Quest'ultima constatazione guiderà, recta via, le nostre ricerche in direzione del cosiddetto "bellum iustum", l'indicazione di una guerra come "giusta" e, più precisamente, la giustificazione dell'uso della forza in contesti di estremo pericolo. Di qui la necessità di condurre le guerre secondo determinate regole, vale a dire le indicazioni decretali del Senato e le deliberazioni del popolo. A ben vedere, seguendo la sintassi di Cicerone, il "bellum iustum" caratterizzava i conflitti che i Romani intraprendevano contro un belligerante straniero, quindi anche lo "ius in bello".


Terroristi nella storia antica

Atti di terrorismo nell'antichità romana

di Luca Montecchio

editore: Graphe.it

pagine: 200

Le traversie dolorose che dovettero affrontare, in taluni momenti della storia, non pochi Romani possono pienamente inserirsi nell’ambito di atti terroristici dell’antichità.

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.