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Mai più un mondo a parte

Mai più un mondo a parte Mai più un mondo a parte

Tutto è cambiato per colpa di una telefonata, di una stupida telefonata...

Il cellulare di mia sorella che squilla in orario di lavoro:

«Pronto, ciao… ci sono problemi? Sono al lavoro», precisa lei.

«No, se tua figlia e la sua amichetta...»

Ecco, bastano poche parole per farti crollare il mondo addosso.

***

Ormai da anni mia sorella e io ci auguriamo il buongiorno con un buon cappuccino, ma quella mattina gira, gira e gira e il cappuccino proprio non va giù.

«E cosa facciamo adesso?», mi domanda angosciata. Un pianto con lei e un abbraccio sono stati la mia risposta.

Cosa posso fare io? Il primo pensiero è andare da quella che conosciamo fin da ragazzina e con la quale trascorriamo vacanze e Capodanno insieme e che ultimamente incontriamo pure di sovente.

Sì, il primo pensiero è di andare da quella che - con il supporto di un’altra mamma - ha messo su la bella sceneggiata di convocare un consiglio di classe per discutere del “problema”.

«Posso andare a parlarle? Avrei giusto due cosette da dirle».

«Meglio di no».

«Allora le mando un bel messaggio!»

«Meglio di no».

«Ma non pensi sia opportuno tapparle la bocca? Dobbiamo difendere la nostra piccola… le stanno facendo del male solo perché è lella!».

«Lo so».

Meno male che mia sorella e io ci compensiamo; meno male che è più razionale di me, ma…. lo sapete che i fiammiferi si accendono subito vero? Mi vedevo già davanti a casa di quella là senza discorsi preparati, con quella dose di ardimento che non so in quali parole si sarebbe tradotta. Pazienza, occasione mancata.

***

La nostra piccola all’epoca aveva 16 anni. Bell’età vero? Bell’età che in un attimo però si può trasformare in un incubo.

L’estate è trascorsa tra alti e bassi per tutta la famiglia, con il patema di tornare a scuola e sentire le solite battutine, i soliti sguardi, il dito puntato addosso con fare accusatorio. Ma da ogni situazione difficile, si viene fuori. Grazie al lavoro svolto dal docente di lettere - che non finiremo mai di ringraziare - anche le superiori sono terminate direi discretamente bene.

Ora ci aspetta un altro mondo, quello del lavoro, con una parte degli adulti che ci ricorderanno sempre colei che un giorno si permise di chiamare al telefono.

La “piccola” diventa donna, confidiamo nella sua forza. E noi grandi? Abbiamo avuto la bella fortuna di aver incontrato i genitori AGedO, i quali subito ci hanno accolto: per qualche incontro siamo stati al centro dell’attenzione con la nostra storia, ascoltati e rassicurati dalle giuste parole, coccolati dal loro abbraccio. Ci hanno dato la forza e l’energia per lottare per i diritti dei nostri figli, diritti da rispettare perché un orientamento sessuale non può e non deve essere causa di discriminazione. Il mondo dei nostri ragazzi è lo stesso mondo in cui tutti noi viviamo, ognuno di noi ne è parte integrande e nessuno deve essere costretto a costruirsene uno a parte.

Imparare ad accogliere, a tendere una mano, contribuirebbe a far nascere più sorrisi.

La zia di Eliana

Foto | Gerd Altmann via Pixabay

Come l'aria, in un abbraccio

Storie di genitori con figli e figlie lesbiche, gay, bisessuali, trans e queer

di Pier Luigi Gallucci

editore: Graphe.it

pagine: 158

Penso ai genitori che vedono orientamenti sessuali diversi nei figli: come gestire questo e accompagnare i figli e non nascondersi in un atteggiamento condannatorio. (papa Francesco)

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