George Washington Cable è una delle voci più coraggiose e meno celebrate della letteratura americana dell'Ottocento. Cresciuto nel Sud degli Stati Uniti, visse in prima persona le lacerazioni della Guerra Civile e le contraddizioni di una società che, pur avviandosi verso la mescolanza, si chiudeva su sé stessa per difendere i propri privilegi.
In Madame Delphine l'ambientazione è la New Orleans degli anni Venti del XIX secolo, e la protagonista è una “quadroone” — una donna con un quarto di sangue “schiavo” — la cui libertà di amare è compressa da leggi e convenzioni sociali che definiscono i confini del sentimento in base all'origine. Cable affronta senza retorica il tema del matrimonio misto, esplorandone le tensioni umane e politiche attraverso una lingua straordinaria, che intreccia eredità francesi, inglesi e ispaniche in un riflesso autentico della società creola.
Questa edizione si avvale della traduzione, introduzione e note di Aldo Setaioli, che restituisce al lettore italiano la ricchezza stilistica di un autore ingiustamente dimenticato. Leggere Cable oggi non è un esercizio storico: è un modo per riconoscere quanto certi meccanismi del pregiudizio e della discriminazione sappiano reinventarsi nel tempo.