George Washington Cable (New Orleans, 1844 – St. Petersburg, 1925) è una figura centrale della narrativa statunitense di fine Ottocento e tra i primi autori a trasformare la Louisiana creola in materia letteraria.
Cresciuto a New Orleans e segnato dall’esperienza della Guerra civile americana, sviluppò una scrittura capace di coniugare precisione storica e finezza narrativa. Nei racconti di Old Creole Days (1879) e nel romanzo The Grandissimes (1880) restituì con straordinaria vividezza un mondo in trasformazione, tra aristocrazie creole, tensioni sociali e memorie in declino.
La sua opera si distingue per l’attenzione, allora inconsueta, alle dinamiche razziali del Sud: una complessità che anticipa, per sensibilità e profondità, autori come William Faulkner. Accostato ad Alphonse Daudet e Ivan Turgenev per la vena regionalista, Cable mantiene una voce autonoma, segnata da ironia e tensione morale.
Collaborò con Mark Twain e contribuì a definire un’immagine letteraria del Sud destinata a lunga fortuna. In Italia, Old Creole Days conobbe una prima traduzione già nel 1965 (per Opere nuove), cui si affianca oggi la raccolta Racconti creoli (Linea Edizioni, 2023).
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