“Come possiamo difenderci, Signore?”
Apre questo volume una poesia di Biagio Zagarrio, voce civile che interroga il tempo presente: come può l'umanità resistere alla fame, alla paura, all'indifferenza? La risposta non arriva per via filosofica, ma attraverso la forma più antica del racconto.
Il corpo del libro è costruito, secondo la tradizione della collana Natale ieri e oggi, da due storie: la prima è una gemma ritrovata, apparsa sul Corriere dei piccoli nel 1933, firmata da Bianca De Maj — un testo d'epoca che restituisce l'atmosfera intatta di un Natale lontano ma riconoscibile. La seconda è un racconto inedito contemporaneo di Andrea Breda Minello, che porta lo stesso tema nel presente, con occhi diversi e la stessa tenerezza.
A completare il volume, un disegno di Sabrina Gennari: un'immagine che non illustra, ma accompagna.
Ciò che difende la nostra umanità, suggeriscono questi testi, non è eroico né straordinario: è condividere, essere grati, ascoltare, saper leggere la tristezza nello sguardo di chi si ama. E lasciare spazio alla magia del Natale, che in ogni cuore — da secoli — trova modo di rinascere.
Un libro da tenere sul comodino, da regalare, da leggere a voce alta.
Bianca De Maj è lo pseudonimo di Agnese Miglio, nata a San Bonifacio (Verona) il 30 marzo 1879 da padre musicista e madre appartenente alla famiglia Simoni. Dopo un'infanzia trascorsa tra Verona, Bassano del Grappa e Milano, esordì nel 1916 con il racconto per ragazzi Piccolo esploratore, va!, pubblicato dalla casa editrice Quintieri, di cui divenne in seguito amministratrice e poi moglie del fondatore, Riccardo Quintieri.
Accanto alla letteratura per l'infanzia — fra cui la collaborazione con il “Corriere dei piccoli” — sviluppò una narrativa per adulti che mette al centro la condizione femminile: il lavoro negli uffici, la disparità salariale, le molestie sul luogo di lavoro. Il suo romanzo Pagare e tacere (1928) vinse il primo "Premio dei Trenta" a Livorno e fu tradotto in tedesco nel 1938. Scrisse per Treves, Rizzoli e Garzanti fino all'ultimo romanzo, La sposa felice (1951).
Rimasta vedova nel 1942 e senza figli, continuò a scrivere fino alla morte, avvenuta a Milano il 29 settembre 1953. Caduta nell'oblio, fu riscoperta dallo studioso veronese Corrado Buscemi, che ne ha ricostruito la vicenda biografica e letteraria nel volume Il caso De Maj.
Foto | Elaborazione digitale di una fotografia di Bianca De Maj tratta dalla copertina de Il caso De Maj. Una riscoperta letteraria di Corrado Buscemi (Cierre Edizioni)
Andrea Breda Minello (1978) vive e lavora a Venezia. È poeta, drammaturgo, scrittore e si occupa di letteratura comparata e di studi di genere. Suoi racconti sono usciti per Empirìa, su “Nazione Indiana” e “Narrandom”. In poesia ha esordito in X quaderno di poesia contemporanea e ha pubblicato: Del dramma, le figure (Zona, 2015), Yellow (Oèdipus, 2018), Catechesi dell’abbandono (Industria&Letteratura, 2025). Ha pubblicato l’atto unico Black Russian (Blonk, 2023). Collabora con “Testo a fronte”, traducendo dal francese ed è redattore della rivista semestrale “Metaphorica”. Ha curato Se solamente di Julien Burri (Kolibris, 2010) e Poesie d’amore di Anna de Noailles (Arcipelago Itaca, 2019). A livello critico ha scritto sul teatro di Maria Grazia Calandrone, Rossana Ombres e sull’opera di Antonella Anedda, Franco Buffoni, Sara Zanghì, Marisa Sannia.
Sabrina Gennari è nata nel 1987 a Cattolica (RN). Dopo gli studi in grafica pubblicitaria al Liceo Artistico “Federico Fellini” di Riccione, ha frequentato l’Accademia Internazionale di Comix di Jesi, per poi proseguire la sua formazione come illustratrice in modo autodidatta, seguendo la sua naturale inclinazione per il disegno e la narrazione visiva.
Dal 2015 lavora nel mondo dell’editoria come illustratrice freelance e graphic designer, curando la progettazione visiva di libri per l'infanzia e non solo. Alla sua attività editoriale affianca laboratori creativi per bambini e ragazzi – spesso all'interno di scuole materne, primarie e licei – e progetti di comunicazione visiva. È direttrice artistica di “Oltre le Mura”, evento di arte pubblica che, dal 2018, porta opere di arte contemporanea nel borgo di Gradara (Pesaro e Urbino).
Dal 2016 fa parte dell’Associazione Zoe di Pesaro, dove si occupa di progettazione artistico-culturale rivolta ai giovani: un impegno costante per accompagnare e sostenere chi desidera intraprendere percorsi creativi e professionali nel mondo dell’arte.
Collabora con diverse case editrici, tra cui Graphe.it edizioni, Settenove, Coccole Books, Piemme e Battello a Vapore.
Biagio Zagarrio (Ravanusa, 1898 - Genova, 1951) è stato poeta e scrittore italiano. Avvocato, lasciò la Sicilia dopo gli studi per trasferirsi in Liguria, dove ricoprì per anni incarichi di rilievo presso l'amministrazione dello Stato, vivendo tra Carrara, Chiavari, Viareggio e infine Genova. Parallelamente alla carriera, coltivò con rigore la scrittura, pubblicando liriche e novelle su periodici e riviste e dedicandosi anche alla pittura.
Esordì nel 1934 con la raccolta poetica Gli uomini della Piana, a cui seguirono Il turno (1939) e Sereno (1949), con cui vinse il Premio Versilia di poesia nell'ambito del Premio Viareggio, ex aequo con Ugo Moretti. In prosa si distinse per la raccolta È già una signorina la bimba (1938). Postumo uscì Il nostro paradiso perduto (1952).
Zio del poeta Giuseppe Zagarrio, la sua opera completa è stata ripubblicata dalla nipote negli anni Novanta.
Foto | Elaborazione digitale del ritratto di Biagio Zagarrio tratto dalla copertina di Poesie e racconti (s.n.t.).
“Come possiamo difenderci, Signore?”
Così recita un verso della poesia di Biagio Zagarrio, che apre questo libro. Come può l’umanità difendersi, in questi tempi minacciosi, dalla fame, dalla fatica, dalla paura? Può la preghiera bastare, quando a mancare è il pane, o un tetto solido?
A rispondere si alzano i due racconti natalizi che costituiscono (come da tradizione, ogni anno) il corpo del volume: uno d’antan, apparso sul Corriere dei piccoli nel 1933, e uno inedito contemporaneo.
A difendere ciò che in noi è umano sono cose alla nostra portata: condividere, essere grati, ascoltare, leggere la tristezza nello sguardo di una persona cara e cercare di capirla. E poi, a darci una mano, penserà la magia del Natale, che in ogni cuore riesce a rinascere in quel giorno speciale, da secoli.
Inserisci il tuo indirizzo email e ti invieremo le istruzioni per reimpostare la password