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Uniamoci, amiamoci

novità
Uniamoci, amiamoci
Titolo Uniamoci, amiamoci
Sottotitolo Blasoni e complimenti proverbiali tra popoli italici
Autore
Illustratore
Argomento Saggistica Hobby e Tempo libero
Collana Notabilia, 5
Editore Graphe.it
Formato
libro Libro: brossura
Dimensioni 15x21, con alette
Pagine 224
Pubblicazione 05/2024
ISBN 9788893722230
 

Abstract

Si deve andar d’accordo a costo di litigare! Una scorribanda nella storia e nella geografia di questo mondo sorprendente, indefinibile, contraddittorio che è l'Italia, un paese che, nonostante tutto, è ancora unito.
15,90
 
Spedito in 1/2 giorni

Questa ricerca che si basa su un paziente spoglio dello sconfinato patrimonio proverbiale italiano, linguistico e dialettale, è uno studio, con un repertorio esemplificativo di un settore dei proverbi che non ha avuto molta attenzione, classificato come tipologia generica di utilità pratica.

Il blasone proverbiale invece è una ben individuata e radicata forma paremiologica con la sua qualità, le sue regole e le sue dinamiche, con applicazioni diverse da quelle enunciate dal suo stesso nome. Serve infatti più a marcare le differenze, le distanze, le particolarità, usando preferibilmente i difetti altrui che con le qualità proprie, tra comunità grandi e piccole, più spesso vicine, ma anche lontane, dell’intero Stivale e altrove.

Il fenomeno è molto più antico del periodo dell’unità italiana e può dirsi un fenomeno costante del modo di stare insieme delle comunità italiane. È cosa singolare che questo particolarismo ringhiosa non abbia risentito per nulla dello spirito unitario del Risorgimento, se addirittura non si è acuito e consolidato, ignorando l’invito uniamoci, amiamoci di quello che oggi è l’inno nazionale ufficiale.

 I riflessi antropologici segnalati da questo studio sono notevoli, profondi e anche divertenti, dal momento che scoprono un lato singolare del carattere tipico d’una popolazione che ha più elementi in comune di quanti non vorrebbe avere, tenendo a distanziarsi, smarcarsi, definirsi, mantenendo il proprio stigma, fino all’ultimo paesello della montagna più sperduta.

Gl’inni nazionali, chiamati in causa, ci dicono che anche altrove non sono tutte rose e fiori, pur riconoscendo che il periodo più lungo d’unità e convivenza, ha permesso a certi stati una coesione e una concordia maggiore, laddove in Italia si giunge talvolta al parossismo del bisogno di distinguersi.

Certi spunti di riflessione sarebbero stati utili anche a figure che si batterono per l’unione senza conoscere neppure la lingua italiana e magari a Cavour, artefice dell’unità senza essere mai stato nel Meridione.

Una scorribanda nella storia e nella geografia di questo mondo sorprendente, indefinibile, contraddittorio, la cui vita sociale potrebbe essere individuata da una frase proverbiale che ben ci definisce (l’Italia nonostante tutto è ancora unita) e si dice ironizzando su se stessi: Si deve andar d’accordo a costo di litigare!
 

 

Biografia dell'autore

Carlo Lapucci

Carlo Lapucci

Carlo Lapucci vive a Firenze dove si occupa di letteratura, linguistica e tradizioni popolari. Ha lavorato e collaborato con varie case editrici; ha partecipato come esperto alla trasmissione di Radiodue La luna nel pozzo ed è stato l'autore delle serie I verdi giardini della memoria e Cose dell'altro mondo.

Nel campo letterario ha esordito nel 1960 con una scelta di poesie presentate da Nicola Lisi su L'Approdo letterario; seguì sulla stessa rivista nel 1962 un'altra silloge presentata da Mario Luzi. Ha pubblicato in seguito i romanzi Itinerario a Vega (Cappelli 1972), La pianura e altri racconti (Le Samare 1974), per il quale ha avuto il Premio Il Ceppo nuovo autore, e L'uomo di vetro (Camunia 1992). Inoltre nella letteratura fantastica sono usciti Viaggio nell'Antimateria (Francesco Rossi 2006) e Silicon Valley (Francesco Rossi 2008), rappresentata dalla Compagnia stabile I ritrovati di San Gimignano (2009).

Sono uscite le raccolte di versi: L'erba inutile (Vallecchi 1982), Il battello del sale (Il Grifo 1991), Oibò. Parodie e copie (Francesco Rossi 2000) che gli è valso il premio Giusti per la satira 2002 e Alla dogana del sonno (Le Balze 2005).

La rivista Giornale di bordo ha dedicato alla sua opera l'intero numero del marzo 2003.

Tra le numerose opere di linguistica e tradizioni popolari si segnalano: I proverbi dei mesi, con Anna Maria Antoni (Cappelli, 1972), La Bibbia dei poveri (Mondadori 1985), Dizionario dei modi di dire della lingua italiana (Garzanti Vallardi, 1993 già Valmartina 1969), Indovinelli italiani (Vallari 1994 già Valmartina 1977), il Dizionario dei proverbi italiani (Le Monnier 2006, poi Mondadori 2007), che raccoglie venticinquemila detti della saggezza popolare, prima opera di studio generale dei proverbi italiani, Fiabe toscane (Mondadori 1984) e Fiabe toscane di maghi, fate, animali, diavoli e giganti (Sarnus, 2008).Particolare attenzione ha dedicato al teatro, sia in proprio (Teatro a buon mercato, 2004), sia scrivendo libretti per rappresentazioni di Bruscelli.

Tra i lavori più recenti, oltre quelli pubblicati con la Graphe.it edizioni, segnaliamo: La Biblioteca di Tarmakòden. 24 racconti (Helicon 2019), Diario di un istante (Le Samare 2019), La sapienza dell'ignoranza. Il pensiero profondo dei proverbi (Ibiskos 2020), Le lappole (Le Samare 2020), Come la spiga accanto alla spiga. Trilogia cinese (Lorenzo de' Medici Pres 2021), Phaenomena et noumena (Le Samare, 2021), Storia di Semetipsum. Viaggio nel se stesso (Helicon 2021).

Ha ricevuto i premi Fiorino d'Oro alla carriera (2018) e il Premio Casentino per la letteratura (2020).

Pagina su Wkipedia.

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