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Addio a padre Bruno Secondin, che reinventò la lectio divina

Addio a padre Bruno Secondin, che reinventò la lectio divina Addio a padre Bruno Secondin, che reinventò la lectio divina

Una vita vissuta in preghiera, fraternità e servizio, come impone il carisma carmelitano che aveva abbracciato tanti anni fa. Si è spento oggi dopo una grave malattia padre Bruno Secondin, che tutti ricordano soprattutto per aver condotto gli esercizi spirituali di papa Francesco e della Curia Romana nel febbraio 2015 presso la Casa Divin Maestro di Ariccia.

Chi era padre Bruno Secondin

Originario della provincia di Venezia (era nato l'11 agosto 1940 a La Salute di Livenza, frazione di San Stino di Livenza, Venezia), aveva pronunciato la professione semplice nel 1957; quattro anni dopo la professione solenne, e quattro anni dopo, 8 luglio 1965, era stato ordinato sacerdote.

Fine teologo e sacerdote instancabile, spese l’intera vita alla sequela di Cristo, impegnato con ogni mezzo nella diffusione della Parola di Dio: dopo aver studiato a lungo a Roma, in Germania e a Gerusalemme, è stato docente ordinario di Spiritualità moderna e Fondamenti di vita spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana, l’ateneo dei Gesuiti.

Padre Bruno Secondin ha scritto una trentina di libri su temi inerenti la vita religiosa, alcuni anche con la nostra casa editrice; è stato relatore a convegni internazionali; collaboratore di riviste per cui ha scritto sulla vita consacrata e le nuove esperienze pastorali di spiritualità.

Per diversi anni ha commentato per gli ascoltatori della Radio Vaticana il Vangelo della Domenica.

Per le edizioni Messaggero di Padova, inoltre, ha diretto la collana Rotem sulla lettura orante della Parola e nel 2014 il Papa lo ha nominato Consultore della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica in Vaticano.

Padre Bruno Secondin e la lectio divina

Ma soprattutto, per oltre venti anni ha guidato gli incontri di Lectio Divina comunitaria nella parrocchia romana di Santa Maria in Traspontina, da lui stesso inventati.

La Lectio Divina ha evidenti radici bibliche e una lunga storia di esercizio in ambito monastico: si tratta, in parole semplici, di unire la lettura delle Sacre Scritture con la preghiera che mette in una condizione di ascolto orante della Parola e di risposta alle sollecitazioni dello Spirito Santo. È una sorta di «lettura credente» della Bibbia che si può fare da soli o in piccoli gruppi, proprio come negli incontri ideati da padre Bruno, in cui fare esperienza di silenzio e meditazione.

In genere, poi, si scelgono brani dalle letture della domenica in arrivo per favorire il legame tra la lectio e la liturgia popolare: in questo modo la Parola diventa per il fedele sorgente di grazia, appello alla conversione e orizzonte di speranza.

Anche Papa Francesco ha sempre riconosciuto l’importanza di tale esperienza, tanto da proporre che ogni comunità, almeno una domenica durante l’anno liturgico, possa raccogliersi e dedicarsi esclusivamente alla ricchezza della Parola del Signore intesa come eterno dialogo tra Dio e il suo popolo.

Gli esercizi spirituali a papa Francesco

Il Santo Padre, poi, nel 2015 scelse proprio la grande cultura teologica di padre Bruno per essere guidato negli esercizi spirituali annuali.

Il tema scelto fu Servitori e profeti del Dio vivente enucleato in una lettura pastorale del profeta Elia, difensore della fedeltà a Dio contro gli idoli. Da qui padre Bruno ha sottolineato la necessità di tornare alle radici della propria fede e la forza di dire no alle ambiguità che la sporcano; ha ricordato quanto sia potente l’azione evangelizzatrice della vicinanza con i poveri e l’esigenza che i cristiani siano testimoni di giustizia. Proprio come in vita, un giorno dopo l’altro, fu lui.

L'autore: Roberta Barbi
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente è autrice e conduttrice de “I Cellanti”, un programma di approfondimento sul mondo del carcere in onda su Radio Vaticana Italia. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.

Guarda tutti gli articoli scritti da Roberta Barbi

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La sapienza teologica e spirituale del p. Bruno Secondin, maturata in tanti anni di insegnamento alla PUG e mostrata in una trentina di libri pubblicati, garantisce la serietà del commento e la forza ispiratrice della sua rilettura della Regola Carmelitana.

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