Si dice spesso che l’umorismo faccia ridere, ma molto più raramente ci si chiede a che cosa serva davvero. È solo evasione, o può diventare uno strumento per affrontare la realtà, anche quando si fa più dura?
Da questa domanda nasce il video corale che raccoglie le voci di alcune autrici e autori di Le storie del Buduàr, antologia umoristica pubblicata da Graphe.it edizioni e legata all’esperienza del Premio Buduàr (riconoscimento nato in seno al Premio Racconti nella Rete®) e alla rivista Buduàr. Almancacco dell’arte leggera.
Nel video gli autori e le autrici Marco Rinaldi, Alessia Chiappini, Claudia Mereu, Caterina Fiume, Marco Polcari e Marco De Angelis del Comitato centrale di Buduàr riflettono sul rapporto tra umorismo e difficoltà: dal paradosso che fa scattare la risata all’autoironia come forma di guarigione, dal sorriso che crea distanza critica fino alla capacità dell’umorismo di smontare ciò che sembra opprimente o lontano, come la politica e la cronaca.
Ne emerge un’idea condivisa: l’umorismo non nega la tragedia, ma la attraversa. Anzi, spesso nasce proprio da lì. È uno sguardo laterale, capace di trasformare l’esperienza personale e collettiva in racconto, disegno, parola scritta. Un modo per non farsi schiacciare dalla realtà, ma nemmeno per ignorarla.
Le storie del Buduàr raccoglie racconti che si muovono esattamente in questa direzione: una comicità intelligente, mai gratuita, che utilizza il riso come strumento di consapevolezza. Una tradizione che affonda le radici nella migliore satira e nell’arte leggera, ma che parla con chiarezza al presente.
Il video, che trovate a seguire, è un invito ad ascoltare direttamente le voci degli autori e a scoprire come, dietro ogni risata, possa nascondersi un modo diverso di abitare il mondo.