Oggi esploriamo – tanto per usare un verbo a lui particolarmente caro – un Jules Verne non inedito, ma certamente sconosciuto ai più. È l’autore che guardando oltre i propri Viaggi straordinari ha prodotto anche decine di racconti brevi, meno considerati dalla critica che li ha dunque condannati quasi all’oblio, ma che invece è molto interessante ri-scoprire o addirittura scoprire.
Intitolato in italiano Mastro Zacharius o l’orologiaio che aveva perduto l’anima, è un racconto scritto nel 1854 ma pubblicato ben venti anni dopo. Il protagonista è, appunto, un orologiaio che vende prima l’anima e in seguito la propria figlia in cambio dell’immortalità dei propri orologi: si tratta di uno dei primi racconti scritti dall’autore, dal sapore certamente hoffmaniano, che anticipa quelli che saranno alcuni temi ricorrenti della sua poetica: l’influenza malefica dell’eccesso di tecnologia sull’uomo, capace addirittura di trasformarlo in folle, per uno stile a tratti grottesco come nella migliore tradizione.
Questo invece è un racconto lungo datato 1872, pubblicato diverse volte e con titoli differenti, ma comunque tratta di uno strano esperimento messo in atto da questo misterioso dottor Ox nella tranquilla e a tratti noiosa cittadina di Quiquendone. All’improvviso i calmi cittadini iniziano ad avere reazioni emotive sempre più forti e frequenti, nascono incomprensioni e conflitti, fino a che arrivano a dichiarare guerra a una città vicina per una vecchia storia di sconfinamento di una mucca. In realtà la colpa è di Ox che pare abbia inserito uno strano gas nella rete di illuminazione pubblica che ha installato, tanto che anche le piante hanno iniziato a crescere a dismisura…
La giornata di un giornalista americano nel 2889 è il primo racconto scritto in inglese, probabilmente da Verne figlio, ma questa storia non è mai stata appurata. Narra la giornata del 25 settembre 2889 di Francis Bennett, magnate dell’informazione, proprietario del giornale Earth-Herald, intorno al quale ruotano enormi interessi politici ed economici. Il romanzo tratta il tema del potere dell’informazione, in un’epoca ancora lontanissima dai media come li conosciamo e utilizziamo oggi, perciò può essere considerato un romanzo di fantascienza post-apocalittica.
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