“Il più importante artista del Sud attivo nel XIX secolo”, oppure “il primo grande scrittore moderno del Sud”: sono tante e lusinghiere le definizioni accostate negli anni a George Washington Cable, per questo stupisce che poi il tempo e la ribalta del grande dibattito letterario lo abbiano dimenticato. Nativo di New Orleans, con idee probabilmente troppo avanti per l’epoca alquanto gretta e segregazionista che era l’America di quegli anni, fu costretto a trasferirsi nel Massachussetts per poi finire i suoi giorni in Florida.
Nato nel 1844 nel cuore della Louisiana, i suoi genitori sono ricchi proprietari di schiavi, membri di spicco della chiesa presbiteriana e dell’alta società cittadina. Alla morte prematura del padre, però, George deve mettersi a lavorare per sopperire alla precaria situazione finanziaria in cui la famiglia era caduta.
La vita nel sud e le sue esperienze anche da soldato nell’esercito confederato, formarono le sue idee sul Sud e sulla direzione politica che stava prendendo, che egli iniziò a esprimere presto, diventando giornalista per il New Orleand Picayune.
Parallelamente iniziò a scrivere racconti sulla vita creola che vennero riuniti e pubblicati nel libro Old Creole Days nel 1879: si tratta di storie che rivelano la multiculturalità e la multirazzialità della società di New Orleans prima della guerra civile, affrontano temi quali i conflitti sorti in seguito all’acquisto della Lousiana e il confronto tra i creoli di allora e gli anglo-americani.
Il primo romanzo di Cable, datato 1880, è anche il suo capolavoro: The Grandissimes. A story of creole life, racconta la vita di una famiglia creola all’inizio del XIX secolo ed è uno strumento attraverso il quale l’autore approfondisce le ingiustizie razziali emergenti nella società sua contemporanea, la classe meticcia, la schiavitù e il fenomeno dei linciaggi. Nel narrare, infatti, le storie d’amore di questa grande famiglia composta da diverse etnie, si contrappone una versione romantica della cultura creola francese alle atrocità commesse sotto il sistema schiavista degli Stati Uniti.
Affrontano le stesse tematiche anche i numerosi articoli di giornale e saggi scritti da Cable, nonché il romanzo breve Madame Delphine, in cui la protagonista, una donna di origini in parte africane, tenta di organizzare il matrimonio della famiglia – per lo più di origini europee – con un esponente dell’élite creola francese.
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