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Frasi di Natale dalla Bibbia e dal Vangelo: i passi della Natività

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Frasi di Natale dalla Bibbia e dal Vangelo: i passi della Natività

La nascita di Gesù è raccontata nei Vangeli di Luca e di Matteo. Giovanni la legge in chiave teologica nel prologo, mentre l’Antico Testamento contiene alcuni passi che la tradizione cristiana ha interpretato come annuncio del Natale. Ecco i versetti più legati a questa festa, nella traduzione CEI, ciascuno con il suo riferimento.

Il Natale nell’Antico Testamento: le profezie

I profeti non parlano del Natale in senso stretto: è la lettura cristiana a riconoscere in questi versetti un’attesa che si compie con la nascita di Gesù.

«Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.» (Isaia 7,14)

Per il testo ebraico la parola indica una «giovane donna»: «vergine» segue la traduzione greca dei Settanta, che Matteo cita nel suo Vangelo.

«Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.» (Isaia 11,1)

«E tu, Betlemme di Èfrata, così piccola per essere fra i villaggi di Giuda, da te uscirà per me colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall’antichità, dai giorni più remoti.» (Michea 5,1; 5,2 nella numerazione ebraica)

Il Natale secondo Luca

Luca racconta l’annuncio a Maria, la nascita nella mangiatoia e la visita dei pastori.

«Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine.» (Luca 1,30-33)

«Mentre si trovavano in quel luogo [Betlemme], si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.» (Luca 2,6-7)

«Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.» (Luca 2,10-12)

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama.» (Luca 2,14)

«[I pastori] trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.» (Luca 2,16-19)

«Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.» (Luca 2,40)

Il Natale secondo Matteo: Giuseppe e i Magi

Matteo guarda la nascita dal punto di vista di Giuseppe e racconta l’arrivo dei Magi. Su Giuseppe e sulla sua rappresentazione nell’arte natalizia esistono approfondimenti specifici.

«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.» (Matteo 1,20-21)

«Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.» (Matteo 2,2)

«Entrati nella casa, [i Magi] videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.» (Matteo 2,11)

Giovanni e Paolo: il significato teologico del Natale

Nel prologo di Giovanni la nascita non è un racconto ma un’affermazione: il Verbo si fa uomo. Anche una lettera di Paolo, quella ai Galati, viene tradizionalmente letta in chiave natalizia.

«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.» (Giovanni 1,14)

«Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.» (Galati 4,4-5)

Quali versetti scegliere per gli auguri

Per un biglietto funzionano i versetti brevi e autonomi: Luca 2,14 è il più usato, perché unisce lode e pace. Anche Giovanni 1,14 e l’annuncio di Luca 2,10-11 reggono bene da soli. Citare sempre il riferimento permette di ritrovare il contesto, e di leggere la storia intera.

 

Foto | DepositPhotos

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