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Spettri dal passato?: intervista all'autore Andrea Biscàro

Spettri dal passato?: intervista all'autore Andrea Biscàro Spettri dal passato?: intervista all'autore Andrea Biscàro

La collana Parva si arricchisce si un nuovo titolo. È Spettri dal passato? scritto da Andrea Biscàro, autore che con noi ha già pubblicato la biografia di Madame Rimsky-Korsakov e quella della cagnolina Peg.

Argomento del saggio breve di Biscàro è la cosiddetta psicoscopia d'ambiente o retrocognizione e, in particolare, un evento enigmatico avvenuto ai primi del Novecento e noto come il caso del Petit Trianon.

Per comprendere un po' meglio l'argomento dello studio, abbiamo posto qualche domanda ad Andrea Biscàro.

 

Andrea Biscàro e gli spettri dal passato

 

Un tema senza dubbio particolare quello che hai scelto per questo tuo nuovo libro…

Decisamente sì. Sono anni che custodisco nel “cassetto dello scrittore” questo breve studio. Finalmente è venuto alla luce! Essendo, per natura, un possibilista, sono attratto da alcuni aspetti della realtà che appaiono, a tutt’oggi, inspiegabili. Come questo che racconto nel mio nuovo libro, intimamente legato al Tempo il quale, come afferma Platone, «è l’immagine dell’eternità». Sono partito da questa sua intuizione…

 

Fammi fare l'avvocato del Diavolo: ma non è che le due insegnanti hanno preso fischi per fiaschi e noi stiamo qui a parlarne oltre cent'anni dopo?

Ben vengano gli “avvocati de Diavolo”, sono di stimolo alla ricerca. Non credo che alla Reggia di Versailles abbiano preso “fischi per fiaschi”. Nel libro ho cercato di spiegarlo con argomenti razionali. Erano, diremmo oggi, delle dirigenti scolastiche, in un tempo, siamo nel 1901, maschile e maschilista. Hanno pubblicato un testo sull’accaduto, sotto pseudonimo, per proteggere se stesse dal pubblico scherno. Oggi, ormai da decenni, vige la regola del non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli. Allora, specie se eri donna, non funzionava così. Hanno visto qualcosa di estremamente concreto seppur fuori dal loro tempo presente. Ma non sono le sole. Infatti, il libro tratta anche altre esperienze simili a quelle delle due insegnanti inglesi. Esperienze che affondano le proprie radici nella battaglia di Maratona, arrivando ai campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale e oltre, incluso un episodio vissuto dal padre della psicanalisi, Jung. Quello delle due insegnanti non è un caso isolato. Sono in buona compagnia.

 

Che idea ti sei fatto di quanto successe al Petit Trianon a inizio secolo scorso?

Quanto successe al Petit Trianon, così come le altre esperienze che narro nella prima parte del libro, non ha nulla a che fare con gli spiriti. Gli studiosi ritengono che queste visioni, certamente anomale, presentano tutte le apparenze di un fenomeno di psicoscopia (la visione con la psiche) in cui l’ambiente avrebbe funzionato da oggetto induttore, escludendo così le interpretazioni spiritistiche e privilegiando quelle della visione, da parte di ignari ricettori (persone dotate di una qualche sensitività), di un momento storico rimasto fissato nel mondo eterico. Ho dedicato l’ultima parte dell’opera alle interpretazioni del fenomeno, perché tra l’Ottocento e il Novecento (a metà via tra l’approccio orientale e quello occidentale) si è cercato di comprendere…

 

Per portare avanti il libro, ti sei avvalso dell'aiuto di Alice Rocchi curatrice del blog Parigimeravigliosa: raccontaci qualcosa di come il lavoro di squadra ha influito sulla scrittura del testo.

Alice Rocchi vive a Parigi, è l’ideatrice di questo blog dedicato alla Ville Lumière, alla sua storia e ai personaggi che l’hanno animata nel corso dei secoli. La sua collaborazione è stata determinante per ricostruire l’esperienza delle insegnanti. Lavorare con una persona storicamente preparata, empatica, razionale ma aperta al mistero è stato arricchente, per me e per tutte quelle considerazioni che il lettore incontrerà nell’inchiesta sul Petit Trianon. Sì, in fondo si tratta di una piccola inchiesta. Nel testo c’è molto delle riflessioni da noi sviluppate a Parigi e al Petit Trianon.

 

Scegli sempre temi poco usuali per i tuoi libri: la biografia di una donna a partire da un quadro con L'amante di se stessa; un'altra biografia, ma di un cane questa volta, con Lady Peg; un fenomeno scientificamente inspiegabile con il libro Spettri dal passato? Qual è la molla che ti fa interessare a questi argomenti?

Mi innamoro di ciò che rischia di finire nel dimenticatoio. La narrazione storica minore è la mia passione. È una forma di affetto per le figure in piccolo che, al tempo che fu, avevano conquistato un loro spazio personale. Ciò mi consente di entrare nei risvolti del tempo, senza mai accantonare la dovuta contestualizzazione, imprescindibile per chi fa saggistica.

Spettri dal passato?

Da Maratona al Petit Trianon e oltre

di Andrea Biscàro

editore: Graphe.it

pagine: 88

Testimonianze su chi avrebbe fatto capolino in ciò che è stato.

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