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Anna dai capelli rossi o dell'ottimismo che non demorde

Anna dai capelli rossi o dell'ottimismo che non demorde Anna dai capelli rossi o dell'ottimismo che non demorde

Vi sono romanzi, concorderete con me, che non hanno età. Passano i decenni, cambiano le mode, evolvono progressivamente i gusti, ma certe letture rimangano come ferme. Vere e proprie stelle fisse, pronte a illuminare, a seconda dei casi e dei momenti, sia le nostre lunghe notti insonni che i nostri meritati giorni di relax.

Scritto nel 1908 da Lucy Maud Montgomery, Anna dai capelli rossi rientra da sempre nella categoria felice e fortunata dei classici per l’infanzia. Tuttavia come tutti i classici che si rispettino, le vicende della piccola Anna Shirley mal sopportano confini angusti. Non ammettono facili e inutili demarcazioni.

La testolina rossa della sua intrepida protagonista (un colore allora guardato in tralice dai più e che sarà spesso una spina nel suo fianco) ha sedotto fin dal suo primo apparire lettori e lettrici di ogni età e provenienza.

Ne sono testimonianza anche le tante trasposizioni televisive e cinematografiche che si sono susseguite negli anni. Per non parlare del celebre cartone animato del 1979.

Un successo letterario, dunque, clamoroso che spinse la Montgomery a dare un seguito a questo suo primo romanzo. Così noi piccoli e grandi ammiratori di Anna Shirley (c’è tutta una serie dedicata a lei) sappiamo ormai tutto della sua vita.

Del resto, impossibile negarlo, l’abbiamo teneramente amata fin da quel primo giorno, quando a soli otto anni arrivò cinguettante come un piccolo pettirosso a casa di Marilla e Matthew, la coppia di fratelli che l’aveva adottata per errore. Un arrivo del tutto inaspettato che porta subito gioia e scompiglio tra le pareti dei Tetti verdi, la vecchia fattoria dei Cuberth. Da allora l’abbiamo seguita passo passo, vista crescere, laurearsi, innamorarsi di Gilbert. Con lei ci siamo commossi, rattristati, abbiamo, nonostante tutto e tutti, confidato nel domani.

Questo è, in tutta probabilità, il vero segreto di tanto successo. Di tanta fedeltà da parte dei lettori: un ottimismo che non demorde. Non smette mai di colorare d’azzurro la vita. Un infinito campo di fiordalisi su cui spicca – come in un quadro impressionista investito dalla luce di mezzogiorno – il sigillo rosso della sua inconfondibile capigliatura.

L'autore: Giorgio Podestà
Giorgio Podestà, nato in Emilia, si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il Premio Strega Ferdinando Camon). Appassionato di letteratura italiana, inglese e americana del secolo scorso, ha sempre scritto poesie, annotandole su quadernini che conserva gelosamente. Con Graphe.it ha pubblicato la raccolta poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo».

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Breve storia dei capelli rossi

di Giorgio Podestà

editore: Graphe.it

pagine: 82

Barba rossa e mal colore, sotto il cielo non è peggiore. Ma anche no!

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