Pensate: sembra che i medici avessero consigliato a Virginia Woolf di stare lontana dalla caotica Londra, città in cui ha scritto le sue opere più significative ma considerata deleteria per un'anima fragile come la sua. Londra le era d'ispirazione, quando passeggiava senza meta e in solitudine nelle sue vie o calpestava i pavimenti in legno di ricche librerie.
Le librerie storiche di Londra possiedono un fascino senza eguali: quello dell'antica saggezza, o dell'indelebile ricordo lasciatovi dai grandi della letteratura classica. A tal proposito, elencandone qualcuna potremmo anche imbatterci sulle tracce di Virginia Woolf.
Al numero 187 di Piccadilly, dal 1797 ancora oggi fa bella mostra di sé la più antica libreria di Londra, Hatchards. Nei suoi flussi di coscienza, Mrs Dalloway – dell'omonimo romanzo di Virginia Woolf – fa muovere il pensiero affiancandolo al movimento della città londinese e delle sue strade, che passo dopo passo la conducono proprio dinanzi alle invitanti e ricche vetrine della Hatchards:
Che cosa sognava, mentre guardava le vetrine della libreria Hatchards? Che stava cercando di recuperare? Quale immagine di alba bianca in campagna, mentre leggeva nel libro aperto: non temere la vampa del sole, né la rabbia furiosa dell’inverno.
La vampa del sole, la rabbia dell'inverno, e i pensieri che fluttuano senza più controllo con lo sguardo che si specchia sul vetro che separa dagli arredi signorili: il monologo interiore della protagonista di un romanzo si fonde con lo sguardo di una grande scrittrice ed entrambe subiscono il fascino del medesimo luogo…
Nel dicembre del 1931 furono pubblicati tre brevi saggi scritti da Virginia Woolf sulle suggestioni di Londra e siamo certi avrebbe apprezzato la biblioteca londinese oggi tra le più grandi al mondo: la British Library, giovane di nascita ma meravigliosamente ricca di reperti antichi di secoli. Certo, qui i libri non si comprano, ma è possibile ammirare dei testi che hanno fatto la storia dell'intera umanità, come la Magna Carta, documenti di Leonardo da Vinci, manoscritti di Shakespeare. Si trova al 96 di Euston Road, non lontano da Piccadilly. La sala di lettura è a dir poco maestosa, invita al silenzio e alla lettura, facendosi portavoce di saggezza e conoscenza.
Fondata nel 1902, ospita anche le opere di Virginia Woolf la libreria Foyles, più volte citata in grandi opere letterarie. Agatha Christie in un suo romanzo così la descrisse:
È chiaro che i libri possedevano il negozio piuttosto che il contrario. Ovunque si erano scatenati e si erano impossessati del loro habitat, crescendo e moltiplicandosi, e chiaramente mancava una mano forte per dominarli.
La suggestione di queste poche righe rende l'idea del vero scopo di questo luogo: la perdizione del lettore. Opere classiche e moderne occupano in maniera ordinata gli spazi rendendo la Charing Cross Road una meta per gli amanti della parola scritta.
Londra offre delle vere e proprie esperienze immersive nel mondo dei libri e molte delle sue librerie rappresentano dei veri e propri gioielli unici e suggestivi, con arredi ed esposizioni avvolgenti ma anche e soprattutto in quanto a ricchezza di titoli, dai libri rari alle edizioni più svariate dei grandi classici. Acquistare là le opere in lingua originale di Virginia Woolf possiede tutto un altro significato. Gemme come To the Lighthouse, Night and day, Mrs Dalloway, A Room of One's Own, divengono addirittura ricordo indelebile prima ancora d'esser lette se acquistate per esempio in una libreria... galleggiante!
La Word on the Water Library è una libreria galleggiante organizzata su una chiatta olandese di ben cento anni, ormeggiata lungo il Regent’s Canal Towpatt, a King's Cross. La libreria è vicinissima all'omonima stazione in cui i fratelli di Virginia, Thoby e Stephen, prendevano il treno per il Trinity College, quando l'intera famiglia abitava nel quartiere londinese Bloomsbury, là dove proprio i ragazzi Virginia, Thoby e la sorella pittrice Vanessa diedero vita a un circolo di intellettuali.
Nonostante lo spazio apparentemente limitato, l'insolita libreria vanta una selezione di testi usati e nuovi. In una esposizione d'atmosfera si possono sfogliare i libri nella stiva adibita a saletta di lettura, godendosi la quiete placida del canale.
Le librerie storiche di Londra ma anche quelle più recenti, ci portano verso le tracce di Virginia Woolf, la quale scrisse: “Talvolta penso che il Paradiso sia leggere senza fine…”.
E ci domandiamo quante volte, la scrittrice che si cibava di letteratura così come un goloso di dolci, abbia fatto visita a Cecil Court, la via di Londra dalle atmosfere vittoriane che accoglie visitatori da tutto il mondo. Chiamata Bookshop Street è famosa per la sua concentrazione di librerie indipendenti le cui facciate sono rimaste quelle del XIX secolo, e per deliziosi negozi d'antiquariato. I bibliofili non possono non passeggiare lungo questa via, respirando cultura tra colori caldi, ferro battuto e legno massello.
E allora, sotto le fronde londinesi, cercate parole, tante parole, senza saziarvene mai. Il perché lo lasciamo dire a Virginia Woolf:
Troppo spesso le parole sono state usate, maneggiate, rivoltate, lasciate esposte alla polvere della strada. Le parole che cerchiamo pendono accanto all’albero: con l’aurora le troviamo, dolci sotto le fronde.
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