Filosofo, storico e intellettuale di primo piano, Benedetto Croce (1866-1952) è stato uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento. Filosofo, storico, critico letterario e uomo politico, ha attraversato decenni cruciali della storia italiana mantenendo sempre una posizione di rigore intellettuale e morale. Le sue parole continuano a risuonare oggi con una forza e un'attualità sorprendenti.
Abbiamo selezionato cinque citazioni autentiche del grande pensatore abruzzese, tratte dalle sue opere principali, che meglio rappresentano il suo pensiero e la sua visione del mondo.
«La libertà al singolare esiste soltanto nelle libertà al plurale»
Questa frase, tratta dalla Storia d'Europa nel secolo decimonono, sintetizza perfettamente il pensiero politico di Croce. Per il filosofo, la libertà non è un concetto astratto, ma si realizza concretamente attraverso le diverse libertà individuali e collettive. È una visione che si oppone radicalmente a ogni forma di totalitarismo: la vera libertà nasce dal riconoscimento e dalla tutela delle molteplici espressioni della libertà umana.
«Non possiamo non essere cristiani, anche se non seguiamo più le pratiche del culto, perché il cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile.»
Una delle citazioni più celebri e discusse di Croce, tratta da Storia dell’Idea di Europa. Il filosofo, pur non essendo credente in senso stretto, riconosce l'importanza storica e culturale del cristianesimo nella formazione della civiltà occidentale. Non si tratta di adesione religiosa, ma di consapevolezza storica: il cristianesimo ha plasmato profondamente la nostra sensibilità morale e intellettuale.
«Ogni vera storia è sempre autobiografica.»
Croce rovescia la concezione tradizionale della storia come narrazione oggettiva del passato. Per lui, la storia è sempre filtrata attraverso l'esperienza e la sensibilità di chi la scrive. Ogni storico porta con sé il proprio tempo, le proprie passioni, i propri interrogativi. La storia, quindi, non è mai neutrale, ma sempre "contemporanea" rispetto a chi la racconta. La citazione è tratta da Il carattere della filosofia moderna.
«Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di “storia contemporanea”.»
Questa citazione (da La storia come pensiero e come azione) sviluppa il concetto precedente: studiamo il passato perché abbiamo bisogno di risposte per il presente. La storia non è erudizione fine a se stessa, ma strumento per comprendere e affrontare le sfide del nostro tempo. È una visione dinamica e vitale del sapere storico, che Croce ha applicato anche alla sua riflessione sul fascismo.
«La violenza non è forza ma debolezza, né mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla.»
In questa frase – tratta, come la precedente, da La storia come pensiero e come azione – si condensa tutto l'antifascismo di Croce. La violenza, lungi dall'essere segno di forza, rivela invece l'incapacità di creare, di costruire, di proporre soluzioni positive. È una critica radicale a ogni forma di autoritarismo che pretenda di imporre le proprie idee con la forza. Per Croce, la vera forza sta nella capacità di creare cultura, bellezza, progresso civile.
Le parole di Benedetto Croce mantengono una straordinaria attualità. Il suo pensiero sulla libertà, sulla storia, sulla cultura continua a offrire strumenti preziosi per comprendere il nostro tempo. Particolarmente significativa è la sua riflessione sul rapporto tra intellettuali e potere, tra cultura e politica.
Chi desidera approfondire il pensiero di Croce, in particolare la sua opposizione al fascismo e la sua visione della libertà, può trovare spunti importanti nel libro Una visita dello Stato Etico, curato da Maurizio Tarantino, che raccoglie i suoi scritti più significativi su questi temi cruciali della storia italiana del Novecento.
Foto | Archivio Eredi Dora Marra