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«La filosofia del giardiniere» di Roberto Marchesini

Solo et pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi et lenti,
et gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio human l’arena stampi.

La prima strofa del sonetto XXXV (35) del Canzoniere di Francesco Petrarca.

Il poeta descrive la situazione perfetta per chi vive nei tormenti d’amore: starsene soli in mezzo alla natura, con il desiderio di non voler vedere nessuno.

È innegabile che stare nella natura è rigenerante, anche per quelle persone che si dichiarano urban addicted, diciamo così.

Scriveva Marguerite Yourcenar: «Le radici affondate nel suolo, i rami che proteggono i giochi degli scoiattoli, i rivi e il cinguettio degli uccelli; l'ombra per gli animali e gli uomini; il capo pieno di cielo. Conosci un modo di esistere più saggio e foriero di buone azioni?».

Queste riflessioni fungono un po’ da guida per il libro La filosofia del giardiniere, scritto da Roberto Marchesini e pubblicato da noi della Graphe.it edizioni nella collana Parva. Il sottotitolo del libro – che oltre alla parte scritta presenta alcune fotografie di giardini del mondo – è Riflessioni sulla cura.

Si tratta di un piccolo volume per pensare la filosofia attraverso il giardino e il giardino attraverso la filosofia.

Un modo, se volete, per riconciliarsi con se stessi e con il mondo.

 


La filosofia del giardiniere

Riflessioni sulla cura

di Roberto Marchesini

editore: Graphe.it

pagine: 48

Un piccolo volume per pensare la filosofia attraverso il giardino e il giardino attraverso la filosofia.

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