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Barbara Cartland, regina del rosa

Barbara Cartland (1901-2000): un nome iconico della letteratura romantica di tutti i tempi. Un nome che non solo ha dato vita a romanzi d’amore pieni di palpiti e brividi blu, ma che per interi, lunghi decenni ha anche infittito con la sua caparbia presenza le cronache mondane di tutta l’Inghilterra.

Come dimenticare le sue mise spavaldamente rosa confetto, le ariose parrucche biondo platino e i gioielli che scintillavano a ogni suo più piccolo movimento, dove nulla, ma proprio nulla, era mai fuori posto?

Chi è stata Barbara Cartland

Una personalità, quella di Barbara Cartland, che si imponeva al primo sguardo, che in un solo istante reclamava per sé tutta l’attenzione del mondo. Una vita fatta, non vi è dubbio, per i riflettori, nata per il cosiddetto coup de theatre, ma in verità dedicata fin da subito alla scrittura.

Figlia di un maggiore dell’esercito britannico, Barbara Cartland iniziò, infatti, la sua carriera letteraria come giornalista, lavorando per il Daily Express. Solo nel 1923 si decise a pubblicare il suo primo romanzo: Jigsaw, un thriller dai toni arrischiati e fatalmente osé.

Pochi si sarebbero forse allora immaginati che quella giovane autrice avrebbe scritto più di settecento libri e venduto milioni e milioni di copie in giro per il mondo.

Un curriculum vitae certamente impressionante dove accanto a best seller come Passione sotto la cenere e Amore selvaggio appaiono – scandalosamente in rosso - matrimoni e divorzi, amicizie altolocate e liaison segrete con duchi dal lungo e noiosissimo pedigree. Non per nulla una delle figlie della Cartland, Raine McCorquodales, sposerà il conte Spencer, diventando di fatto la matrigna di Lady D. Un rapporto quello tra la scrittrice e la principessa del Galles non sempre felice, nonostante Diana fosse un’accanita lettrice dei suoi romanzi.

Dame of the British Empire

Incomprensioni e faide familiari a parte, Barbara Cartland venne anche insignita dalla regina del titolo onorifico di Dame of the British Empire. Un riconoscimento che raddoppiò le uscite mondane dell’autrice che, invitata ovunque, programmi televisivi inclusi, divenne anche tra i più giovani un volto familiarissimo. Una celebrity irresistibilmente in rosa, avvolta soavemente di piume ma dalla lingua tagliente.

Del resto, lo sappiamo bene, la vita ce l’ha insegnato, nulla è mai come sembra.

Foto | Allan warren / CC BY-SA

L'autore: Giorgio Podestà
Giorgio Podestà, nato in Emilia, si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il Premio Strega Ferdinando Camon). Appassionato di letteratura italiana, inglese e americana del secolo scorso, ha sempre scritto poesie, annotandole su quadernini che conserva gelosamente. Con Graphe.it ha pubblicato la raccolta poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo».

Guarda tutti gli articoli scritti da Giorgio Podestà

Breve storia della letteratura rosa

di Patrizia Violi

editore: Graphe.it

pagine: 90

Il rosa piace perché è analgesico: rassicura, perché semplifica la realtà, fa sognare e sperare che i problemi alla fine si aggiusteranno.

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