Incontro con il professor Carlo Lapucci in dialogo con Massimo Avuri – scrittore e traduttore
Letture a cura dell'autore e di Maria Grosso (Biblioteca delle Oblate)
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Carlo Lapucci presenta i suoi volumi sul ciclo dell’anno che ha in diversi periodi pubblicato presso l’editore Graphe.it di Perugia, riferendosi particolarmente all’ultimo uscito in occasione del carnevale di quest’anno: Carneval non te ne andare.
Il volume si inserisce nell’opera di ricerca di Carlo Lapucci, studioso di linguistica e tradizioni popolari, volta a conoscere il valore della cultura della tradizione, traducendo nella vita dei nostri giorni la riflessione sul mondo, sull’esistenza, sulla natura, sull’ordine cosmico, e tutte le conoscenze che le generazioni si sono traman-date mediante l’oralità, come patrimonio di notizie spontanee, che stanno alla base dello sviluppo della nostra cultura.
Gli altri volumi si rifanno alle feste principali della corona annuale:
Tutti i volumi hanno il loro incunabolo nel testo I proverbi dei mesi (Cappelli, Bologna 1975, poi Garzanti Vallardi, Milano 1985).
Nella presentazione si prende occasione dall’ultimo testo pubblicato per in-quadrare le varie opere nella grande cattedrale del tempo, disegnata nei millenni dall’uomo, seguendo le linee del corso dei pianeti e degli astri, i cicli della vegetazione, le cadenze della vita delle creature e delle cose.
Si tratta di riscoprire alla radice la grande opera umana, gigantesca impresa collettiva di dare forma alla realtà inafferrabile del tempo, salvando l’uomo dall’orrore dell’imprendibilità d’una forza incoercibile e inconoscibile che, come lo porta a esprimere il suo ciclo vitale, lo conduce inesorabilmente alla fine.
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Le feste sono lo strumento più forte col quale s’identifica l’ignoto, a cominciare dal dare volto ai vari giorni, che in passato avevano il nome dei vari santi. La grande festa è una boa nel tempo, un punto di riferimento col quale si stabiliscono i collegamenti tra l’individuo e la collettività, e via via, con i mutamenti celesti, la vita della terra, delle piante, degli animali e di quanto si percepisce e ci riguarda.
Alle feste principali si collegano poi manifestazioni d’ogni tipo, che solennizzano la percezione di essere nel tempo, far parte di una collettività, affermare la vita, volere certe cose, credere in certi valori. Da qui le usanze, i giochi tradizionali, gli alimenti rituali, le fiere, i mercati, i cortei, le processioni, i riti religiosi, l’esaltazione di figure collegate alle varie ricorrenze.
Tanto è forte ancora questo vincolo che, soppressa nel calendario civile tempo fa l’Epifania da Andreotti, sedicente cattolico praticante, pochi anni dopo si dovette ripristinarla a furor di popolo. E, bene o male, c’è ancora
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L'evento si colloca all'interno della Settimana del fiorentino 2026.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
Per informazioni telefonare al numero 055 2616512 oppure scrivere all'indirizzo bibliotecadelleoblate@comune.fi.it