New Orleans, anni Venti dell'Ottocento. In una città ancora attraversata dall'eredità francese, spagnola e creola, una donna con "un quarto di sangue schiavo" — una quadroone, nel termine coniato da George Washington Cable — vive una storia d'amore che le leggi e le convenzioni sociali le vietano di rivendicare apertamente. È questo il cuore di Madame Delphine, il romanzo breve che Graphe.it porta per la prima volta in italiano nella traduzione di Aldo Setaioli, professore emerito di Lingua e Letteratura Latina all'Università di Perugia.
Cable, cresciuto in una famiglia di proprietari di schiavi e combattente per la Confederazione, diventò con gli anni una delle voci più critiche contro il razzismo del Sud, tanto da essere considerato un anticipatore di Faulkner. In questa intervista, Setaioli ripercorre le ragioni per riscoprire oggi questo autore poco noto in Italia, il significato del termine "quadroone" e dell'arbitrio linguistico con cui lo ha reso in italiano, il paradosso morale al centro del romanzo — una madre che giura il falso in chiesa per amore della figlia — e le sfide di tradurre un testo che intreccia francese, patois creolo e inglese scorretto. Ne emerge il ritratto di un libro che, un secolo e mezzo dopo la sua pubblicazione, continua a interrogare i meccanismi del pregiudizio.
Perché riscoprire oggi George Washington Cable? Cable è considerato un anticipatore di Faulkner, ma in Italia è poco conosciuto. Qual è l'importanza di questo autore nel panorama della letteratura americana?
Cable si può dire un anticipatore di Faulkner nel senso che anche l'oggetto della sua narrativa è costituito dalla vita e dalla società del Sud degli Stati Uniti. È stato infatti chiamato "il primo scrittore del Sud". Sebbene per molti versi gli argomenti trattati da Cable ricordino Faulkner, l'epoca in cui si collocano le sue opere più importanti è però ben più antica. Cable descrive infatti di preferenza un'epoca molto precedente alla sua stessa nascita, quella del sud "creolo", precedente non solo alla guerra civile, ma anche alla totale riduzione in schiavitù e alla spietata discriminazione di cui fu vittima la popolazione nera fin quasi alla fine del XX secolo. L'inizio di questo feroce razzismo è ben illustrato proprio in Madame Delphine. Quanto poi agli aspetti più propriamente letterari, la narrazione di Cable è sì realistica, ma ben lontana dallo stream of consciousness di Faulkner.
Un autore "controcorrente": Cable nacque in una famiglia di proprietari di schiavi e combatté per la Confederazione, eppure divenne una voce critica contro il razzismo. Come è avvenuta questa trasformazione e come si riflette in Madame Delphine?
Cable si rese ben presto conto dell'ingiustizia delle discriminazioni razziali proprio a motivo delle sue esperienze durante la guerra civile, e la sua attività di scrittore inizia appunto da questa rinnovata coscienza, con i racconti poi raccolti col titolo Old Creole Days, per poi proseguire con la sua opera principale, Le Grandissimes, seguita l'anno dopo da Madame Delphine, che può quasi considerarsi una specie di manifesto contro il divieto dei matrimoni misti. Oltre ad opere letterarie, Cable fu autore anche di molti scritti in cui si opponeva alle cosiddette "leggi Jim Crow", volte a spogliare gli Afroamericani dei diritti che per breve tempo erano stati loro riconosciuti dopo la guerra civile, tanto che dové abbandonare il Sud e stabilirsi nel Massachusetts.
Chi erano le "quadroone"? Nel libro chiarisci che Cable conia questo termine al femminile. Ci puoi spiegare chi erano queste donne e quale posto occupavano nella società di New Orleans dell'epoca?
Come dice il nome, un "quadroon" è una persona che ha un quarto di sangue nero. Nella New Orleans precedente all'acquisizione della città da parte degli Stati Uniti, con il Louisiana Purchase del 1804, erano generalmente libere. La discriminazione iniziò immediatamente, e Madame Delphine coglie precisamente il momento di passaggio. Il personaggio di Jean Thompson, dal nome francese e dal cognome inglese, rappresenta la componente protestante e anglosassone che dette inizio alla discriminazione razziale. All'inizio del XIX secolo le ragazze con un quarto (o meno) di sangue nero erano particolarmente ammirate. Proprio per questo Cable conia il femminile quadroone, applicando la terminazione femminile francese all'inglese quadroon, e allo stesso tempo impiegando la neoformazione con funzione di sostantivo, mentre il termine inglese, invariabile, può essere tanto sostantivo quanto aggettivo. È un elemento linguistico che riflette tanto l'argomento della narrazione (la mescolanza delle razze) quanto la geniale mistura linguistica del racconto. Per rendere in qualche modo questo femminile, ho compiuto un arbitrio linguistico, chiamando queste ragazze "quarte di sangue", come se nel termine "mezzo-sangue" la prima parte si riferisse alla persona e fosse variabile.
Il cuore del romanzo è un paradosso morale: Madame Delphine giura il falso in chiesa per amore della figlia. Secondo te, Cable vuole dirci che la moralità individuale può (o deve) superare le leggi ingiuste dello Stato?
Indubbiamente Cable (e il suo portavoce Père Jerome) considera non solo la moralità individuale, ma la legge morale universale superiore alle leggi dello stato. Madame Delphine viene meno a quello che per lei è il dovere dettato da Dio ("non dire falsa testimonianza"), giurando il falso davanti agli uomini, alla legge e alla sua stessa figlia, perché questa non sia privata della sua felicità. Ma non mente in chiesa, e rivela in confessione quel suo "peccato" a Père Jerome. Ma questi chiede a Dio di non imputare a lei quel peccato, che è invece di tutta la società e delle sue leggi ingiuste, in perfetta coerenza con le idee espresse nella sua predica del capitolo V.
Père Jerome è una figura affascinante, non è il classico prete dogmatico, ma un uomo che cerca di comprendere la colpa condivisa di un'intera comunità. Cosa rappresenta questo personaggio nell'economia del racconto?
In parte ho già risposto a questa domanda. Nella predica ora ricordata Père Jerome prende lo spunto da Santo Stefano che, mentre veniva lapidato, chiese a Dio di non imputare quel peccato a chi lo lapidava. Come San Paolo, che era presente al martirio di Stefano e non fece nulla per opporsi, tutti siamo membri di una società che cancella i "non" dei comandamenti divini e ci conformiamo a questo comportamento senza reagire e senza sentirci a disagio. Madame Delphine mente davanti alla società, perché i principi su cui questa si fonda sono ingiusti, e in questo modo offende non la legge, ma la rettitudine della propria coscienza, fino a soccombere sotto il peso di quello che avverte come un peccato. Come abbiamo detto, vedendola morire, Père Jerome potrà chiedere a Dio di non imputarlo a lei. È questo il messaggio che, attraverso di lui, Cable intende comunicare al lettore. Ma questi non saprà mai quale è stata la principale causa della morte di Madame Delphine: il dolore per il peccato di menzogna o per la rinuncia alla figlia, che inevitabilmente ne discende.
Tradurre il patois: il romanzo è intessuto di lingue diverse e modi di dire creoli. Quali sono state le difficoltà maggiori nel rendere in italiano questa ricchezza linguistica senza perdere il colore locale?
Madame Delphine è scritto in inglese, ma, come l'autore ci avverte, i personaggi si esprimono in tre linguaggi diversi: il francese, che era la lingua della Louisiana prima di entrare a far parte degli Stati Uniti ed era ancora assai diffusa al momento in cui si colloca il romanzo; il patois fondato sul francese, ma con trasformazioni fonetiche e morfologiche e con una sintassi semplificata, parlato dalle classi inferiori, specialmente di etnia nera o mista (simile a quello ancora oggi parlato a Haiti), mentre Père Jerome e i suoi amici parlano un francese corretto; e l'inglese, la lingua della nuova classe dirigente. Lo stesso autore ci avverte che le parti dialogate scritte in inglese corretto debbono intendersi come pronunciate in francese, mentre quelle in inglese semplificato e scorretto vanno intese come pronunciate in inglese dai personaggi. Le numerose scorrettezze nella grafia andranno intese come errori nella pronuncia di termini inglesi. Madame Delphine parla il patois, ma quando non si esprime in inglese anche le sue parole vengono riferite in un inglese corretto. A volte Cable riporta anche qualche battuta in patois, specialmente in momenti di forte emozione, ma la fa quasi sempre seguire dalla traduzione inglese. Per il traduttore non si pone quindi il problema di tradurre il patois, ma l'inglese molto scorretto che indica che le parole dei personaggi vengono pronunciate precisamente in quella lingua, a qualunque strato sociale appartengano. Ho comunque cercato di rendere il tono di quelle battute immaginandole sempre come pronunciate da personaggi di lingua non inglese. Nella mia traduzione italiana mi sono quindi messo dal punto di vista di uno straniero che non parli perfettamente la nostra lingua; e poiché in esse s'intende riprodurre un inglese scorretto, ho fatto ricorso a costruzioni inglesi estranee all'italiano: la frequenza di pronomi personali usati come soggetto, la loro posposizione nelle interrogazioni, la mancanza di articolo davanti al possessivo, le scarse variazioni morfologiche nella coniugazione dei verbi, l'infinito nelle proposizioni oggettive, e in generale le più comuni scorrettezze degli Anglosassoni che cercano di parlare italiano.
La scelta dei termini: nella nota al testo, menzioni la scelta di rendere certi errori grammaticali originali in un italiano "scorretto" per imitare il parlato degli stranieri. Come hai bilanciato la leggibilità del testo con la fedeltà a questo sperimentalismo di Cable?
Ho risposto sopra al modo in cui ho tentato di restituire il più fedelmente possibile lo sperimentalismo linguistico di Cable. Quanto alla leggibilità del testo, ho cercato sempre di formulare frasi scorrette ma facilmente comprensibili, conservando nel modo più chiaro i rapporti logici degli elementi sintattici fra loro.
Un libro che “brucia ancora”: Madame Delphine è un'opera che parla ancora al presente. In che modo il pregiudizio raccontato da Cable nel 1820 può aiutarci a riflettere sulle discriminazioni odierne?
Il libro è tanto più attuale in quanto oggi le discriminazioni razziali, abolite sul piano legale, si dimostrano ancora profondamente radicate nella società, manifestandosi nella diffusa diffidenza verso ogni "diversità". Madame Delphine ne costituisce ancora una fedele metafora, facilmente estendibile dalla proibizione dei matrimoni misti a ogni aspetto di razzismo. Il messaggio di Père Jerome e di Cable conserva ancora tutta la sua validità.
Il ritratto di George Washington Cable è tratto da WikiCommons