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Oltre il rumore del caso Montesi: cosa resta quando al centro torna Wilma

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Oltre il rumore del caso Montesi: cosa resta quando al centro torna Wilma

Ci sono storie che non smettono di tornare. Non perché siano irrisolte – o non soltanto – ma perché dentro di esse rimane qualcosa che continua a interrogarci. Una voce che non abbiamo ascoltato abbastanza. Un volto che la storia ha trasformato in simbolo, dimenticando la persona.

Nel nuovo saggio Il silenzio sul mare, Chiara Ricci torna su uno dei casi più discussi della storia italiana: la morte di Wilma Montesi. Non per aggiungere un’altra teoria a un enigma che dura da oltre settant’anni, ma per fare qualcosa di più raro: rimettere al centro la ragazza.

Negli anni, il cosiddetto “caso Montesi” è stato raccontato in molti modi. Ha attraversato la politica, il mondo dello spettacolo, le cronache giudiziarie e persino il cinema. Intorno a quella vicenda si è costruita una trama fitta di ipotesi, sospetti e narrazioni spesso contraddittorie. In mezzo a tutto questo, però, Wilma Montesi è rimasta quasi sempre sullo sfondo.

Il lavoro di Chiara Ricci nasce da un lungo percorso tra archivi, documenti, fotografie, testimonianze. Carte consultate una per una, spesso trascritte a mano, per ricostruire un quadro quanto più possibile fedele a ciò che sappiamo – e anche a ciò che non sapremo mai. Ma il cuore del libro non è solo la ricerca storica. È lo sguardo.

Quello di una studiosa che sceglie di avvicinarsi a questa vicenda con una domanda semplice e insieme radicale: chi era davvero Wilma Montesi? Quali sogni aveva? Quale vita le è stata sottratta, oltre alla verità sulla sua morte?

Leggere Il silenzio sul mare significa attraversare di nuovo una storia che pensavamo di conoscere. Ma, pagina dopo pagina, accade qualcosa di inatteso: il caso si allontana e resta una presenza più silenziosa, più fragile, più umana.

Ed è forse proprio questo il gesto più necessario. Dopo decenni di parole, restituire finalmente ascolto.
 

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