Sant’Agostino (354-430), vescovo di Ippona, è tra i padri della Chiesa che hanno inciso di più sul pensiero occidentale. Tra i suoi Discorsi ce n’è una serie dedicata al Natale: tornano sempre sullo stesso paradosso, quello di Dio che si fa bambino. Ecco alcuni passi, ciascuno con una breve nota di lettura.
Per Agostino il Natale è prima di tutto un fatto di tempo: colui che sta fuori dal tempo nasce in un giorno preciso.
«Il Verbo del Padre, per mezzo del quale sono stati creati i tempi, divenuto carne, ci ha donato il suo Natale nel tempo.» (Discorso 191)
Agostino insiste sul contrasto tra la grandezza di Dio e la sua nascita. È il cuore della sua predicazione natalizia.
«Colui che regola il corso delle stelle succhia da un seno di donna: nutre gli angeli, parla nel seno del Padre, tace nel grembo della madre.»
Altrove accosta le due nature in una serie di coppie: il Creatore, pur essendo la fonte, può aver sete, e pur essendo il pane, può aver fame.
«Il Verbo senza il quale è muta l’umana eloquenza ha vagito nella mangiatoia, come bambino che non sa ancora parlare.»
Commentando il Salmo («La verità è sorta dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo», Sal 84,12 nella numerazione della Vulgata, 85,12 nelle Bibbie moderne), Agostino legge nella nascita di Cristo da una vergine la verità che spunta sulla terra. La giustizia, spiega, non viene dall’uomo, ma da Dio.
Il Figlio unico di Dio, dice Agostino, non ha voluto rimanere solo, ma avere dei fratelli adottivi. È una delle idee più originali dei suoi discorsi natalizi:
«Era il Figlio unico, e non ha voluto rimanere solo.»
Un’altra immagine ricorrente è il confronto con Adamo: quello del giardino parlava e dava il nome a tutte le cose, mentre il Creatore in una mangiatoia non chiama per nome neppure sua madre.
«La superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l’umiltà divina.»
Dalla predicazione natalizia, alcune frasi tra le più citate di Agostino:
«Ama e fa’ ciò che vuoi», dal Commento alla Prima lettera di Giovanni (7,8). Spesso citata fuori contesto: il punto di partenza è l’amore, da cui nasce ogni scelta.
«Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te», dalle Confessioni (I,1).
Per conoscere Agostino fuori dalla predicazione, Graphe.it ha pubblicato, con la curatela di Francesco Roat, Sulla vita felice, il dialogo che scrisse nel 386, poco dopo la conversione.
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