Il tuo browser non supporta JavaScript!

La stanza delle grida. Intervista all'autore Simone Lega

La stanza delle grida. Intervista all'autore Simone Lega La stanza delle grida. Intervista all'autore Simone Lega
La stanza delle grida
autori: Simone Lega
formato: Ebook
prezzo:
€ 3,49
vai alla scheda »

Simone Lega, scrittore, autore teatrale e blogger ha scritto per la collana eTales un racconto che più horror non si può, La stanza della grida. L’abbiamo intervistato per GraphoMania per conoscerlo un po’ più da vicino. E le sorprese, come scoprirete leggendo le risposte di Simone, non mancheranno.

Com’è nato il tuo racconto, nel quale ho colto echi cinematografici e fumettistici piacevolmente d'antan?
Dietro La Stanza delle grida effettivamente c’è una storia un po’ particolare: anni fa vidi il trailer del film The Jacket, con Adrien Brody, che mostrava un uomo ancora vivo spinto a forza dentro il loculo di un obitorio. Ricordo bene l’angoscia sul suo viso. Poi campeggiava una scritta, qualcosa tipo “Avevo ventisette anni quando sono morto”. Quel trailer cominciò a ossessionarmi. Non vedevo l’ora che uscisse il film, mi ero costruito tutta una storia in testa ed ero convinto che dovesse in qualche modo ricalcare la trama della pellicola. Quando finalmente lo vidi, rimasi parecchio deluso. Non c’entrava niente con ciò che avevo immaginato e forse proprio per questo nemmeno mi piacque. La storia che avevo immaginato io mi pareva molto più intrigante, e così mi sono detto che tanto valeva scriverla. Così è nata La stanza delle grida, e in tutta sincerità sono ancora convinto che, almeno a livello di soggetto, sia più interessante di The Jacket. Con tutto il rispetto per Adrien Brody.

Quali sono i tuoi modelli letterari di riferimento?
Sono innumerevoli e cambiano di continuo. Per un certo periodo ci fu pure Proust, e ti lascio immaginare come scrivessi all’epoca. Al momento mi piacerebbe essere semplice come Buzzati, commovente come Berto, che mi frega sempre: ho letto Il male oscuro e Anonimo veneziano ed è riuscito a farmi piangere con entrambi. C’è sempre quella frasetta che riesce a toccarmi il cuore, e considera che io non ho la lacrima facile, letterariamente parlando. Cinematograficamente invece sì, ma è un’altra storia, creativo come E.T.A. Hoffmann (uno dei miti della mia infanzia: con il racconto Vampirismo mi ha segnato per la vita) e tenebroso come Matthew Gregory Lewis. Sarebbe poi il massimo riuscire a scrivere un giorno qualcosa come Storia di Neve, di Mauro Corona. Magari però con qualche ripetizione in meno.

Scrittore, blogger, ma anche autore teatrale: qual è il link che collega i vari versanti della tua attività artistica?
Mi verrebbe da dire che il link è il caso. La mia amica Valentina, cui devo moltissimo, è attrice e regista del Teatro Instabile Siracusa. Ci conosciamo da una vita e a un certo punto cominciò a chiedermi materiale per la sua compagnia. Io, se devo dire la verità, ho sempre accolto con fastidio qualunque richiesta di collaborazione creativa che mi distraesse dalle mie storie. Lei però sa come prendermi e, dai oggi e dai domani, riuscì a tirarmi fuori un pezzo diciamo teatrale, Lontani, che poi arrivò finalista al premio Montevergini di Palermo di qualche anno fa. Poi fu la volta di un testo per bambini, Benedetto il Cassonetto, che fu commissionato al Teatro Instabile per la campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata. Con Benedetto abbiamo girato le scuole di mezza Sicilia e ci ho guadagnato pure qualcosina. In seguito a Valentina venne in mente di mettere su un reading-teatrale ambulante raggruppando tre racconti miei sul tema della donna ferita, Amare per forza, e anche con questo abbiamo viaggiato in lungo e in largo da una punta all’altra dell’isola. Ci hanno perfino pagato! Ci sono però delle volte in cui il mio no alle richieste di Valentina è categorico, ma lei non si perde d’animo. Prende uno dei miei racconti e se lo adatta da sola. Non so se gliel’ho mai detto, ma senza di lei la mia vita sarebbe stata molto più misera. Ecco sinceramente e in breve la mia carriera di autore teatrale. Io poi sono molto timido e salgo sul palco solo per leggere le mie storie, con la caramella in bocca ovviamente, ché altrimenti comincio a biascicare come un vecchio ed è una tragedia.

Anche blogger lo sono per caso. Ne ho uno mio, che tra l’altro non aggiorno da un po’ di tempo. In realtà non avevo grande interesse per i blog fino al giorno in cui Edizioni XII, editore con il quale collaboro, non mi chiese di occuparmi del suo. Sono un grande ammiratore di quella casa editrice, prima ancora che collaboratore, e quindi non mi feci scappare l’opportunità. Non so poi perché lo chiesero proprio a me, bisognerebbe domandarlo a loro. Comunque ciò che facevo non ricalcava esattamente il lavoro del blogger, nel senso che mi occupavo più di coordinare gli articoli altrui che di scriverne di miei. Il motivo è che non sono in grado, e lo dico con l’immenso rispetto che nutro per amici che aggiornano il loro blog quotidianamente e hanno sempre qualcosa d’interessante da dire su qualunque argomento. La situazione con il blog di XII comunque prese una svolta quando il direttore mi fece una proposta particolare. In pratica si trattava di romanzare la rassegna stampa dodicina. Così nacque Sonar, la rubrica in cui ogni settimana raccontavo le notizie di XII come se fossero le puntate di un romanzo. Ne venne fuori una cosa strampalata, a volte temo pure troppo strampalata, però, visto che nessuno si è mai lamentato, io ho continuato e continuo tutt’ora. In effetti il link che collega tutt’e tre le cose è la voglia di raccontare storie, e cerco di farlo ovunque, a teatro così come nei blog.

A cosa stai lavorando al momento?
Racconti. Di recente ne ho scritto uno su un’apocalittica invasione di streghe. Mi piace, ma mi rendo conto che è molto assurdo, al punto che mi vergogno un po’ a proporlo. Al momento ne sto terminando un altro che coniuga stalking e possessione demoniaca, non ha ancora un titolo. Sul versante romanzi negli ultimi due anni ne ho scritti tre. Uno è un thriller davvero malriuscito, prima o poi lo dovrò riscrivere. Un altro narra di giganti, mi piace e ci credo molto anche se gli editori lo stanno un po’ snobbando (pure questo è abbastanza sopra le righe), e il terzo è un horror medievale attualmente in fase di editing. Comunque al momento voglio concentrarmi sulle storie brevi. Ho parecchie idee e chissà, magari un giorno avrò la possibilità di tornare qui a parlarne.

L'autore: Luigi Milani
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.

Guarda tutti gli articoli scritti da Luigi Milani

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo avviso, navigando in questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Acconsento