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Intervista a Pietro Fratta, curatore dell'antologia Cuori a Kabul

Intervista a Pietro Fratta, curatore dell'antologia Cuori a Kabul Intervista a Pietro Fratta, curatore dell'antologia Cuori a Kabul

Cuori a Kabul è un'antologia di poesie per l'Afghanistan. Si tratta di una raccolta nata da un'idea di Pietro Fratta che ha deciso di non restare a guardare quanto succedeva in Afghanistan e ha coinvolto poetesse e poeti per dare vita a un progetto di beneficenza. I proventi dell'antologia, infatti, saranno interamente devoluti ad EMERGENCY per i suoi progetti in Afghanistan.

Un'idea che noi della Graphe.it edizioni abbiamo sposato subito con convinzione e che arriva in libreria con un'introduzione di Susanna Camusso.

Abbiamo rivolto qualche domanda a Pietro Fratta per capire un po' meglio cosa l'ha portato a pensare che la poesia potesse essere un modo concreto per aiutare donne e uomini di Kabul e dell'Afghanistan tutto.

 

Intervista a Pietro Fratta


La più classica delle domande: come nasce questo libro?

Il libro nasce non appena saputo, il 15 agosto di quest'anno, della presa di Kabul da parte dei talebani e della fuga del contingente di pace che vi operava da vent'anni. Leggevo ovunque, soprattutto sui social network, dello sdegno e della presunta angoscia che colpiva noi occidentali. Ma con un sentimento così fugace che spariva in poche ore, a suon di like e non appena constatato che un fatto così importante e drammatico, di così grande portata storica, generasse pochi “clickbait” cioè un'attenzione che monetizza poco. Non mi sembrava possibile che l'indifferenza di fondo animasse le nostre coscienze. Come rendersi conto di un dramma così lontano che non ci tange? Come fare qualcosa e rispondere anche al sentimento nevrotico e di pancia che pare contraddistinguerci? L'unica risposta che mi son data è stata: con la poesia. Ho richiamato molti miei amici e conoscenti, tutti autori e poeti, conosciuti grazie al lavoro che dedico al laboratorio di ScriverePoesia.it e ho chiesto loro di contribuire con qualche poesia che esprimesse il vero sentimento al riguardo. Le risposta è stata celere e davvero partecipata e arrivavano in poco tempo tante poesie: così è nata l'antologia.

 

Può la poesia essere di aiuto in contesti così complicati come quello dell'Afghanistan?

Penso proprio di sì. Alla base di questa antologia c'è un pensiero pratico: devolvere i proventi delle vendita dell'antologia a EMERGENCY, infine aiutare l'ong proponendo l'antologia poetica come strumento di sensibilizzazione. Sono convinto che non vi sia mezzo di comunicazione più potente della poesia: ciò che un verso può comunicare - per intensità di significato e come appello diretto alla sensibilità di chi legge – è più forte e vertiginoso di un saggio o di un romanzo: manifesta il potere del linguaggio e della singola parola nella maniera più pura e significante.

 

Come hai selezionato le autrici e gli autori presenti nell'antologia?

Leggendo ogni proposta e facendomi convincere dalla qualità e bontà delle idee. Ecco perché si trovano alcuni artisti, come la cantante lirica Clarissa Costanzo e il fotografo Tommaso Fiscaletti, qui al loro esordio poetico: hanno dimostrato una scrittura di qualità e una voce originale, supportate da un sentimento sincero. Per la stessa ragione ho selezionato autori solitamente avvezzi alla scrittura in prosa che hanno trovato la giusta contaminazione con la  poesia formando dei prosimetri  adatti a raccontare scenari di vita in Afghanistan, come Stefano Bidetti ed Emma Saponaro. Alcuni poeti e poete, invece, hanno dedicato il loro talento (assolutamente da tenere d'occhio e già riconoscibile dalle loro bellissime pubblicazioni) per poesie di grande fattura come Gisella Blanco, Fabrizio Cavallaro e Chiara Lev Mazzetti.

 

Una coincidenza che fa pensare: mentre lavoravi a questo libro è nata in Italia la prima bambina di una donna afgana fuggita dal caos. Il nome che le hanno dato è stato Ghazal cioè Poesia…

Appena saputo della sua nascita mi sono sinceramente commosso. L'antologia era quasi finita e la sua venuta alla luce è stata come una consacrazione straordinaria a un progetto poetico su cui ho scommesso tutte le mie forze.

 

Tu sei poeta, ma nell'antologia non c'è alcuna tua poesia. Ce ne vuoi regalare una ora?

Provo a lasciare un pensiero che mi assillava da tempo, ispirato da una foto di Steve McCurry:

Il tuo sguardo di bambina
raccoglieva il cielo
di un paese perduto nella storia
e la paura dell'odio.

Speravo:
mai più odio
nei tuoi occhi

dopo due decenni
li ritrovo dentro
un viso consumato, adulto,
il viso d'un sogno infranto.

Mai più speranza,
mai più futuro.
mai più.

Cuori a Kabul

Poesie per l'Afghanistan

editore: Graphe.it

pagine: 198

Dal cuore della poesia che racconta una tragedia lontana al cuore delle genti vittime della violenza

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