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Nelle terre dei (Sette) Dormienti

Jerome K. Jerome nel suo libro Tre uomini in barca (per non parlare del cane) riporta l’espressione «urlare tanto da svegliare i Sette Dormienti». Si tratta di una metafora per indicare quanto sia difficile svegliare chi ha il sonno profondo.

 

I Santi Sette Dormienti di Efeso

Ma chi sono questi Sette Dormienti? Nel Martirologio Romano – quel libro liturgico cioè che raccoglie le date delle celebrazioni dei santi e costituisce la base del calendario della liturgia – si hanno informazioni molto concise. La loro festa ricorre il 27 luglio e così se ne scrive:

«Ricordo dei Santi Sette Dormienti di Efeso, che, come si narra, consumato il martirio, riposano in pace, aspettando il giorno della resurrezione».

Secondo la leggenda riportata da Jacopo da Varazze, sette giovani di Efeso – i cui nomi sono Costantino, Dionisio, Giovanni, Massimiano, Malco, Marciano e Serapione – durante la persecuzione dell’imperatore Decio (siamo nel 250 dopo Cristo all’incirca) – si rifiutarono di offrire sacrifici agli dei e vennero condannati, ma momentaneamente rilasciati. I giovani, per evitare l’arresto, si nascosero in una grotta da cui uno di loro, Malco, usciva per procurare il cibo. Furono però scoperti e murati vivi nella grotta. I sette giovani si addormentarono in attesa della morte.

Vennero svegliati dal sonno da un gruppo di muratori che voleva costruire un ovile e per questo sfondò la parete: solo che erano trascorsi ben duecento anni da quando erano stati murati e il fatto che fossero ancora vivi fu ritenuta una testimonianza della risurrezione dei corpi. Dopo la loro morte – questa volta per davvero – vennero sepolti proprio in quella grotta.

Quella dei dormienti non è una tradizione esclusiva del mondo cristiano: nel Corano troviamo la «sura della caverna» in cui si narra un episodio simile. I giovani in questo caso dormono per trecento anni e il loro numero non è ben identificato: tre, cinque o sette con anche un cane che era accucciato sulla soglia della caverna, con le zampe distese.

Nelle terre dei (Sette) Dormienti

Alla leggenda dei Sette Dormienti di Efeso è dedicato l’ultimo studio del professor Gianroberto Scarcia, pubblicato da noi della Graphe.it edizioni nella collana Pecile con il titolo Nelle terre dei (Sette) Dormienti. Sopralluoghi, appunti, spunti.

Si tratta di un saggio che raccoglie gli appunti messi insieme dal professor Scarcia – orientalista di fama internazionale - nel corso del tempo sulla complessa trama costituita dalle leggende sui Sette Dormienti e che prova a mettere insieme culture ed esperienze, forse solo in apparenza, distanti tra loro.

Purtroppo, alcuni giorni prima della pubblicazione ufficiale di questo libro, il professor Gianroberto Scarcia, al pari dei Sette oggetto del suo studio, si è addormentato per sempre e questo libro risulta essere un po’ il suo testamento spirituale. Che tu possa riposare in pace, professore!

Foto | Miniatura del Weißenauer Passionale (tra il 1170 e il 2000), Fondazione Bodmer, Coligny, Svizzera; Cod. Bodmer 127, fol. 125v] / Di either an unknown master or „Frater Rufillus“ (http://www.e-codices.unifr.ch/en/list/one/cb/0127) [Public domain], attraverso Wikimedia Commons


Nelle terre dei (Sette) Dormienti

Sopralluoghi, appunti, spunti

di Gianroberto Scarcia

editore: Graphe.it

pagine: 254

«I santi Sette Dormienti di Efeso, subíto il martirio, riposano in pace, in attesa del giorno della resurrezione» (dal Martirologio Romano)

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