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La filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari: una panoramica

La filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari: una panoramica La filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari: una panoramica
La filosofia di Gilles Deleuze e Félix Guattari: una panoramica

Oggi compiamo un breve viaggio nella filosofia contemporanea francese, precisamente nella corrente post-strutturalista, anche se è difficile inquadrare in una categoria univoca la “strana coppia” formata da Gilles Deleuze e Félix Guattari. Filosofo negazionista dei codici il primo, psicanalista anti psicanalisi il secondo, trovarono terreno comune nella critica delle scienze cosiddette “dure” e nella formulazione di un nuovo pensiero battezzato “rizomatico”.

Critica al concetto inteso in senso tradizionale

Nelle diverse opere firmate a quattro mani dai due autori, si ravvisa una critica generale al senso della storia, intesa come concetto lineare, che procede da un punto passato a uno futuro attraverso un’evoluzione. A tale forma di pensiero, viene contrapposto un modello “rizomatico”, prendendo in prestito l’immagine botanica di alcune radicelle vegetali – come quella della gramigna – che invece di procedere in senso per così dire verticale, si evolvono orizzontalmente aprendosi in molteplici direzioni. Per uscir di metafora, ma nemmeno poi tanto, quella che viene esaltata è una circolazione multidirezionale tra i concetti storico-scientifici, che permetta l’esplorazione di combinazioni inedite e percorsi differenziati. Anche visivamente, il rizoma si sostituisce, nel pensiero dei due autori, al modello tradizionale dell’albero, inteso anche come albero genealogico, in cui tutto è unidirezionale e il pensiero procede per fasi progressive, non per “contagio”.

Controcultura e schizofrenia

Abbiamo definito Deleuze e Guattari come una “strana coppia”, che vale la pena conoscere più da vicino. Il primo, filosofo abbiamo detto, è parigino, formatosi alla Sorbona, insegna in diversi licei di Parigi e mostra un interesse particolare per la storia della filosofia e per i movimenti contemporanei. Si avvicina a intellettuali fuori dalla cerchia accademica, tant’è che scriverà anche di letteratura, cinema e arte. Il suo padre spirituale, come per sua stessa ammissione, è Nietzsche: da lui assorbe la rottura con il passato e la rivendicazione del “nomadismo” del pensiero e della vita. Morirà suicida dopo una lunga malattia che gli aveva impedito di scrivere e parlare. Guattari, invece, è uno studente di medicina che si avvicina alla psichiatria, ma senza prendere la specializzazione per ragioni ideologiche. Molto vicino all’estrema sinistra, verrà espulso dal Partito Comunista francese per le sue posizioni antistaliniste. Nella sua collaborazione con Deleuze arriverà ad attaccare la psicoanalisi dalle sue origini, cioè partendo dalla scuola freudiana, paragonandola addirittura alla schizofrenia.

Foto | WikiCommons

L'autore: Roberta Barbi
Roberta Barbi Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente è autrice e conduttrice de “I Cellanti”, un programma di approfondimento sul mondo del carcere in onda su Radio Vaticana Italia. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.

Guarda tutti gli articoli scritti da Roberta Barbi

Giardino e rizoma

Il giardino rinascimentale come cartografia nomade, da Ficino a Deleuze

di María del Carmen Molina Barea

editore: Graphe.it

pagine: 166

Sogni, metamorfosi e viaggi dell'anima: un saggio per esplorare i giardini rinascimentali come microcosmi filosofici e compiere un viaggio alla scoperta di se stessi, in quei labirinti di bellezza dove l'anima si perde e si ritrova.

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