Occuparsi di tematiche legate alla dimensione invisibile della realtà, impone un atteggiamento equilibrato così da non esser sbilanciati in un senso o nell’altro, ossia affidarsi a un rigido iper-razionalismo oppure scivolare nell’abisso di interpretazioni acritiche, inattendibili se non ridicole.
La dimensione invisibile abbraccia un’ampia gamma di fenomeni e la si può affrontare unicamente con un atteggiamento possibilista, in grado di conciliare un equilibrato scetticismo con un’apertura all’ignoto. Così facendo, il fenomeno della psicoscopia d’ambiente (il tema di questa pubblicazione dal titolo Spettri dal passato?) ossia lo studio delle esperienze di chi ha affermato d’aver fatto capolino nel passato, merita di non essere accantonato dalla memorialistica così come dalla Scienza.
La parte finale del libro offre una lettura del fenomeno attraverso le ricerche che risalgono all’Ottocento e le nuove frontiere della Scienza, connesse con interpretazioni secolari che originano nella filosofia induista. Antica spiritualità orientale e ipotesi occidentali: percorsi differenti per intuizioni comuni.
Non mi resta che augurarvi buona avventura nel crepuscolo della realtà.
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