Che cosa succede quando un catalogo editoriale riceve apprezzamenti, riconoscimenti e parole di stima, ma questi non si traducono in risultati economici altrettanto soddisfacenti? È una domanda che riguarda da vicino il lavoro degli editori indipendenti e che Roberto Russo, direttore editoriale di Graphe.it Edizioni, ha affrontato in un articolo pubblicato su Insula europea.
La riflessione nasce da un equivoco epistolare, diventato l'occasione per dare un nome a una contraddizione più profonda: lo strabismo editoriale, la distanza fra il valore culturale riconosciuto a un catalogo e la sua sostenibilità economica.
Da una parte ci sono la cura dei testi, la coerenza delle collane, la ricerca editoriale e il rapporto con autori e lettori. Dall'altra ci sono i numeri, le vendite, i costi e le difficoltà di una filiera nella quale gli editori indipendenti si confrontano con una forte concentrazione del mercato e con tempi sempre più brevi per raggiungere il pubblico.
Le due prospettive non si escludono, ma non coincidono. Il prestigio culturale non garantisce automaticamente la solidità economica; allo stesso tempo, le vendite di un singolo momento non esauriscono il valore di un libro né la capacità di un catalogo di trovare i propri lettori nel tempo.
È una questione che invita anche a interrogarsi sulle scelte editoriali, sui canali attraverso i quali i libri arrivano in libreria e sulle possibilità di costruire un rapporto più diretto e duraturo con chi legge. Per una casa editrice indipendente, difendere la bibliodiversità significa anche cercare condizioni concrete perché la qualità del lavoro editoriale possa continuare a esistere.
Nell'articolo Lo strabismo editoriale, Roberto Russo approfondisce questi temi, mettendo in relazione l'esperienza quotidiana di una piccola casa editrice con le dinamiche più ampie del mercato del libro.
L'articolo integrale è disponibile su Insula europea: Lo strabismo editoriale
Foto | Ottavio Leoni, Public domain, da Wikimedia Commons