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Alla scoperta dell'Arcadia Bookstore: libri, cinema e cultura a Melzo

Alla scoperta dell'Arcadia Bookstore: libri, cinema e cultura a Melzo Alla scoperta dell'Arcadia Bookstore: libri, cinema e cultura a Melzo
Alla scoperta dell'Arcadia Bookstore: libri, cinema e cultura a Melzo

In via Martiri della Libertà, presso il Cinema Arcadia, a Melzo (Milano) si trova la libreria Arcadia Bookstore. Per il comune lombardo, ma anche per i luoghi limitrofi, questo è uno spazio conosciuto e interessante perché capace di creare una connessione tra la bellezza delle parole che si fanno immagini e quelle sulla carta: considerata la libreria del Multisala – nato nel 1997 – accoglie al suo interno perle anche per gli amanti del cinema e per i collezionisti. Alle pareti locandine di film, letteratura dedicata, testi introvabili e un fornitissimo angolo dell'usato mostrano l'esperienza e la passione del libraio Roberto Manzotti e di Valentino Ronchi, suo collaboratore. Ecco perché titoli di grandi nomi affiancano in egual misura scrittori della piccola e media editoria: ciò che conta in questo spazio è la cultura e la bellezza del libro.

 

Libri, cinema e cultura: Arcadia Bookstore è più di una libreria


Per questa ragione, intervistiamo per voi Roberto Manzotti, in una sorta di visita guidata all'interno della sua libreria.

Roberto, perché una libreria all'interno di un multisala? Ci racconti...

L’Arcadia di Melzo è un multisala, ma è noto per una sala particolare, la sala Energia, che per le sue spiccate caratteristiche tecniche attira molti spettatori da Milano e dalla Lombardia, e persino da fuori Regione. Potenziali clienti che hanno delle caratteristiche da lettori forti e sono portatori di interessi stimolanti per un libraio: cinema, fotografia fumetti e graphic novel, filosofia e psicologia, divulgazione scientifica; e, ancora, lettori competenti in narrativa che chiedono autori raffinati, di nicchia. Con questi clienti è piacevole scambiare opinioni, preferenze di lettura, dare ma anche ricevere consigli di lettura. 

Sappiamo che ha un occhio di riguardo per l'editoria indipendente (e ricordiamo che Arcadia è una libreria amica della Graphe.it): in questa scelta, sente di andare controcorrente?
È una scelta legata alla qualità e al gusto della scoperta, in alcuni casi riscoperta, di opere che per i meccanismi editoriali rimangono nell’ombra. Ci sono editori indipendenti che lavorano molto bene, fanno proposte che vanno a coprire quello che i grandi gruppi tralasciano. Più che corrente o controcorrente, ci spinge andare nella direzione che ci pare giusta.

 
Libri usati e d'occasione sono parte integrante della sua esposizione, e allora voglio farle una domanda birichina: le capita di sottrarne alla vendita per desiderio di averli tutti per lei? Lo ammetto, da avida lettrice io non resisterei!

Rimettere in circolazione libri “usati” o reminders è una bella soddisfazione. Valentino, che per anni ha lavorato con l’usato, si trova ancora talvolta a gestire librerie personali di chi ha fatto tutta la vita un lavoro intellettuale o che allo studio o alla letteratura è rimasto sempre legato. Qui, fra questi libri ci sono grandi sorprese, grandi scoperte. Si ritrovano titoli sottovalutati, autori che hanno lasciato il segno ma sono andati nel dimenticatoio editoriale. Io non sono affetto dal virus del collezionista, ma sicuramente ci sono titoli o collane che non mi lascio scappare. Per fare un esempio, prendiamo la bianca Einaudi. Pensiamo ai primi numeri, alla nascita della collana e al suo progredire negli anni: è difficile resisterle… 

Esiste per lei un libro la cui lettura ha influenzato il desiderio di occuparsi proprio di libri anche a livello lavorativo?
La spinta è stata intravvedere la possibilità di poter passare, transitare da un libro all’altro a un altro ancora. Dilatare all’infinito il desiderio, renderlo “eterno”. E in questo viaggio trovare e scoprire oasi di bellezza. Ci sono libri che, semplicemente,  mi hanno reso felice: ad esempio Segreto Tibet di Fosco Maraini, i racconti di Etgar Keret, Uomini senza donne di Murakami. 

Si dice che sia molto difficile vendere poesia ma anche in questo come libraio dimostra coraggio offrendo ai lettori una zona dedicata ai versi: i suoi clienti apprezzano?
La poesia è l’oasi per eccellenza: un tempo cristallino, luminoso, che pretende uno stato d’animo sereno e concentrato. Considerando che Valentino è un poeta stimato ed esperto, è stato facile assemblare un piccolo settore che contenesse autori affermati ed emergenti. Poi va detto che abbiamo inaugurato l’Arcadia Bookstore con Vivian Lamarque: la sua verve è stata una spinta benaugurale. E, ancora, che siamo riusciti a organizzare incontri con vari poeti: esperienze vivaci e gratificanti. Ricordo con emozione Giampiero Neri conversare amabilmente con giovani poeti suoi ammiratori, una serata indimenticabile. Poi, vi dirò, non è così vero che la poesia non si vende.

Gli amanti del cinema cosa trovano nella sua libreria?
I cinefili sono parecchi e qui trovano un ampio settore di saggistica di cinema e tutto uno scaffale di romanzi da cui sono stati tratti film. E, ancora, biografie, critica, storia del cinema. Ogni tanto Valentino recupera vecchie sceneggiature, o introvabili saggi di cinema dell’epoca d’oro della saggistica cinematografica. Inoltre ci siamo imbarcati in una piccola impresa editoriale. Con l’editore peQuod abbiamo creato una piccola collana di monografie di cinema, collaborazione fra l’editore di Ancona e la nostra libreria, che per ora annovera due titoli che amiamo molto: Shining di Massimiliano Studer, e Quattro lezioni sul cinema di Felice Accame.

Insomma, abbiamo visto che ogni genere di lettore può trovare alla libreria Arcadia qualcosa che lo attende e questo di certo crea un buon rapporto con il cliente, ma è sufficiente? Ovvero, in base alla sua esperienza di libraio, cosa serve per soddisfare davvero un lettore e per far sì che diventi cliente affezionato?
Ci siamo accorti che il pubblico dell’Arcadia bookstore varia con il variare dei film che vengono proiettati. Quando finisce il ciclo di un film che ha tenuto per un mese o due, cambia la tipologia dei lettori che entrano nel bookstore. Anzi, facendo attenzione, potremmo accorgerci soltanto dal mutare dei clienti del fatto che è cambiato il cartellone dei film in programmazione! Certo, comunque sia, sono lettori di passaggio e non è facile “fidelizzare”. L’obiettivo è dunque soddisfare le molteplici esigenze mantenendo ferma la nostra proposta. La cosa importante è riuscire a stabilire una buona comunicazione con il lettore che di volta in volta abbiamo davanti.

Se decide che un libro è buono, indipendentemente da lanci pubblicitari o diffusione o traduzioni in tutti i continenti, come si muove perché venga scoperto anche dal pubblico?
Una volta al mese teniamo un gruppo di lettura aperto a tutti. Propongo libri nuovi poco conosciuti e recupero titoli del passato. Una soddisfazione  sentire un partecipante del gruppo che ti dice che ha letto Furore di Steinbeck grazie alla proposta, e che gli sembra un capolavoro. Poi, magari, un Viaggio al termine della notte, per un motivo o per l’altro, non ha lo stesso riscontro. Però il seme è gettato, la discussione aperta...


 

L'autore: Susanna Trossero
Susanna Trossero Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi

Guarda tutti gli articoli scritti da Susanna Trossero

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