Tra il 1922 e il 1926 Benedetto Croce osservò, scrisse, ragionò. Assistette al passaggio dall'Italia liberale alla dittatura e ne lasciò traccia in lettere, articoli, taccuini. Sessantuno testi — con due inediti — che Maurizio Tarantino ha raccolto senza filtri, restituendo la voce diretta di uno dei più acuti intellettuali del Novecento.
Ma la domanda che queste pagine pongono va oltre Croce: cosa fa un intellettuale quando il potere cambia forma? Resiste, si adatta, tace? E soprattutto: come si riconosce il momento in cui una democrazia smette di esserlo?
Il 26 marzo, proviamo a rispondere. Non con una presentazione, ma con una conversazione a più voci — italiana, spagnola, storica — che usa Croce come punto di partenza per guardare più lontano.
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