Walter Cremonte (Novi Ligure, 1947) ha scelto Perugia come città d'adozione, dove per anni ha insegnato al liceo affiancando alla didattica una lunga fedeltà alla scrittura in versi e alla riflessione critica. La sua poesia, avviata sul finire degli anni Settanta, attraversa decenni e raccolte diverse — da Contro la dispersione (Guerra 1999) a Cosa resta (Aguaplano 2018), fino a Diversamente (Marcos y Marco 2023) e Qualcosa (Thyrus 2025) — con prefazioni di critici come Massimo Raffaeli e Fabio Pusterla. I suoi interventi critici, nati sul supplemento umbro de il manifesto “Micropolis”, confluiscono in A margine (Crace 2005), dove teorizza l'«umile eroismo resistente» della poesia: formula che dice molto del suo modo appartato e tenace di intendere la scrittura. Con Poeti a Perugia (Morlacchi 2013) dedica pagine anche a Sandro Penna.