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Quando non partecipare è una scelta editoriale

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Quando non partecipare è una scelta editoriale

In questi anni abbiamo spesso parlato di bibliodiversità non come di una parola da esibire, ma come di un principio operativo: un modo di concepire l’editoria che mette il lettore e il testo al centro, non la visibilità fine a se stessa o la semplice quantità di titoli esposti. 

La bibliodiversità vera, quella che dà senso alla nostra professione, non si misura in metri quadri di stand o in numero di cataloghi su uno scaffale. Si misura nel superamento dell’idea che “esserci” come presenza fisica sia automaticamente sinonimo di presenza culturale. Un libro esiste davvero solo quando trova un legame con chi lo legge, quando diventa parte di un dialogo vivo, non quando fa bella mostra di sé in un programma senza spazi reali di conversazione.

Per questo motivo, come casa editrice partecipiamo a poche e selezionatissime fiere ed eventi. Non per snobismo, ma per coerenza editoriale. Per noi vale molto di più un incontro in cui un libro viene raccontato e ricevuto, piuttosto che la semplice presenza in uno spazio espositivo sovraffollato e dove il reale dialogo con il pubblico è marginale.

Crediamo in un’editoria che comunica e che si prende cura dei testi, delle lettrici e dei lettori e del tempo che questi ultimi dedicano alla lettura. Non pubblichiamo per dovere, né per assolvere a un obbligo di visibilità, ma per mettere in relazione due voci: quella di chi scrive e quella di chi legge. Solo così il libro può davvero circolare, essere interrogato e restituire senso.

Nel panorama attuale, dove spesso la partecipazione a grandi eventi diventa un mero esercizio di presenza, riteniamo importante ribadire che la qualità delle relazioni conta più della quantità degli spazi. Non è una posizione di rifiuto pregiudiziale, ma un criterio di scelta editoriale.

A volte non partecipare è il modo più onesto di partecipare al dibattito culturale.
 

Foto: libri Graphe.it a Sud Osteria (Perugia), una delle nostre “librerie amiche”: luoghi in cui i libri vivono, non solo si espongono
 

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