C'è una domanda che percorre tutto il lavoro di Alessandro Pacini: è possibile conoscere davvero un oggetto del passato senza averlo fabbricato? Non in senso metaforico, ma letteralmente — con le mani, con gli strumenti, con il fuoco.
Pacini è un archeometallurgo e orafo che da trent'anni pratica la riproduzione filologica di manufatti antichi: gioielli etruschi, fibule longobarde, armi dell'Età del Bronzo. Il suo libro Passeggiate nell'orto metallurgico. Riflessioni di un artigiano (Graphe.it edizioni, collana Notabilia) non è un manuale né un saggio accademico: è il racconto in prima persona di un sapere che passa per i polpastrelli prima che per la mente, e che interroga il nostro modo di stare davanti alla Storia.
Il 15 maggio 2026, alle ore 17, la Biblioteca Comunale di Palazzo della Corgna a Città della Pieve ospita la presentazione del volume, nell'ambito del Maggio dei libri, la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il libro e la lettura.
L'incontro è un'occasione rara: non solo per avvicinarsi a un libro di straordinaria densità, ma per incontrare di persona un autore che ha scelto il fare come forma di conoscenza — e che dimostra, pagina dopo pagina, come il ruolo dell'artigiano possa essere più rivelatore di quello dello studioso nel momento in cui si cerca non il dato, ma il significato del gesto.
L'ingresso è libero.