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Il dono delle tre fate: intervista all’autrice Rita Boini

Il dono delle tre fate: intervista all’autrice Rita Boini Il dono delle tre fate: intervista all’autrice Rita Boini
Il dono delle tre fate
autori: Rita Boini
formato: Libro
prezzo:
€ 5,00
vai alla scheda »

La Graphe.it edizioni pubblica oggi il racconto Il dono delle tre fate, scritto da Rita Boini e illustrato da Emiliano Billai.

Il dono delle tre fate è una sorta di finestra sul bene e sul male, sul mondo della natura, del rispetto della terra ma anche delle diversità, simbolizzate dalla tre fate protagoniste, semplici varianti di uno stesso tema. Il ricavato andrà al Gruppo appartamento La Meridiana di Castel del Piano (Perugia), casa famiglia per bambini in difficoltà.

Abbiamo rivolto qualche domanda all’autrice, Rita Boini, per apprezzare meglio il testo e conoscere la realtà a cui sarà devoluto il ricavato.

Dietro a Il dono delle tre fate c’è una promessa fatta in un momento doloroso a una persona che viveva un lutto: ci puoi raccontare qualcosa di più?
Quando Alba Asfalti, una cara amica, e persona di grande sensibilità e generosità, ha perso il suo amatissimo marito, ho pensato che piuttosto che i fiori che si portano in queste circostanze potevo farle un dono, che fosse un gesto d’affetto per Alba ma anche un modo di onorare il suo compagno, anch’egli persona sensibile e generosa. Alba è molto legata da anni a una casa famiglia di Castel del Piano (Perugia), dove vivono bambini, adolescenti e giovani dai sei ai diciotto anni. Dedica loro del tempo, affetto e anche aiuti. Così mi è venuta l’idea di donare un mio scritto, cioè una cosa cui sono legata, a queste creature che sono nel cuore di Alba.

Ci puoi dire qualcosa in più su questa realtà della casa famiglia?
La Meridiana accoglie bambini e ragazzi per periodi brevi o anche per anni, quando difficoltà familiari di vario tipo rendono consigliabile, se non indispensabile, che qualcuno si prenda cura dei figli. La casa è gestita da una cooperativa e sono gli enti pubblici a finanziarla. Ma è il fattore umano che mi ha colpita: intanto i rapporti con le famiglie vengono, se e quando possibile, tenuti e incoraggiati; poi gli operatori sono persone molto umane e disponibili e ho notato anche un buon rapporto con la comunità di Castel del Piano, con i “vicini di casa” di questo paese che in pochi anni è diventato un popoloso quartiere di Perugia ma non ha perso del tutto la vecchia anima di villaggio. E poi ci sono persone come Alba e altre amiche, associazioni che si dedicano alla casa, interessandosi ai ragazzi, costruendo una rete di solidarietà, mettendo a disposizione competenze ma anche facendo doni come libri, biglietti per il cinema, la possibilità di fare una vacanza.

Nel racconto, parli di diverse pietanze tradizionale che forse molti bambini non conoscono. Credi che il cibo e le tradizioni gastronomiche locali possano contribuire nella formazione a tutto tondo degli uomini e delle donne del domani?
I bambini dovrebbero crescere conoscendo i cibi e le tradizioni, ritengo che sia molto importante, e la trasmissione di questi saperi dovrebbe iniziare in famiglia, con le conoscenze che vengono dall’intreccio di storie della propria famiglia, poi proseguire a scuola, dove oggi come non mai c’è la possibilità di conoscere altri cibi e altre tradizioni. Una possibilità autentica, che permette a queste tradizioni di entrare a far parte del patrimonio di cultura personale che si accumula nel corso della propria vita. Se vedi una torta in televisione o l’assaggi in una pasticceria conosci un piatto in più, e magari la sua storia, conosci un gusto in più. Ma se è il piatto che fanno in casa di un amichetto di scuola siciliano, piuttosto che svedese o brasiliano allora la cosa cambia, entra tra le tue esperienze, diventa tuo anche se non è quello che fa e racconta la nonna, ti permette di conoscere storie di altri mondi, che sono diversi dal tuo ma non per questo meno reali e importanti.

So che scrivi molto, non solo come giornalista de Il Corriere dell’Umbria, ma anche proprio come autrice di libri: quali sono i tuoi testi a cui è più legata?
Non esiste un libro cui sia più legata di un altro, ognuno ha una sua storia e ha accompagnato, mentre lo scrivevo, un periodo più o meno lungo della mia vita, con ognuno di essi ho un legame diverso, con ognuno di essi ho un legame forte.


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