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Copertina del libro Andar per fiabe di Silvana Sonno

Oggi pomeriggio, alle ore 18,00, presso la libreria Le Cunegonde di Perugia ci sarà un incontro con la scrittrice Silvana Sonno e con il suo libro Andar per fiabe. Interverrà la dottoressa Rosella de Leonibus che ha scritto un bel saggio sulla fiaba che si trova in calce a questo libro.

L’ingresso è libero ed è particolarmente rivolto a genitori, educatori e insegnanti.

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  • Copertina del libro Andar per fiabe di Silvana SonnoCome è possibile immaginare la fiaba in un mondo in cui tutto sembra già scritto? Silvana Sonno si interroga nella prefazione su questo interrogativo, e definisce «un’operazione temeraria» scrivere fiabe, oggi: innanzitutto, per l’assillo onnipresente della tradizione, così ben codificata, e poi per la perdita del pubblico di riferimento. Eppure la fiaba resta «cura dell’anima», in ogni tempo e spazio: si richiede solo di adattare il genere alla società contemporanea. Non è quindi possibile affrontare quest’impresa in chiave tradizionale: l’unica chance è sfidare il mondo moderno con un testo che buca la cosiddetta ‘quarta parete’, al fine di interagire coi lettori. E Silvana Sonno sceglie per la sua opera una struttura composita, che nella prefazione fa risalire al “teatro di parola”, ma che possiamo ricondurre a tanta letteratura postmoderna.

    Le otto brevissime fiabe sono provocatoriamente ricche di citazioni letterarie, talvolta calchi scoperti della tradizione, a cominciare dall’incipit che richiama Collodi, fino alla fiaba La bambina, vera e propria copia di Cappuccetto rosso. Di per sé scabre oltre l’essenziale, le fiabe risultano volutamente prive di spessore, se strappate alla struttura sperimentale dell’opera. Non vanno quindi lette a sé, né in un ordine casuale, ma sono sempre risultato di una ricerca calibrata in progress.

    Ma il lettore ideale, immaginato dalla Sonno, non è affatto passivo, coglie le allusioni e si ribella all’autore. Nasce così la parte più innovativa del testo, una sorta di dialogo-diatriba tra il Lettore e l’Autore (Vero Autore di fiabe, come precisa l’autrice). Il Lettore è disincantato, dotato di un buon bagaglio culturale e letterario, ma soprattutto è disilluso, guarda all’Autore con una sorta di diffidenza molto attuale e scalpita per smascherare gli artifici dello scrittore. Non è quindi facile per l’Autore continuare, e non mancano infatti le interruzioni, le richieste (numerose) di fiducia e di pazienza (che spesso il Lettore gli nega). È dunque inevitabile che il lettore ideale non sia un bambino, né un ingenuo, pronto ad affidarsi alla volontà dello scrittore. Con le critiche del Lettore si rompe così il famoso “patto col lettore” di cui parlava Coleridge: questo lettore non trattiene il giudizio, ma lo riversa con un’irruenza quasi violenta, anche se verso la fine dell’opera sarà in qualche modo portato a ricredersi.

    Ai testi seguono poi le Mappe di Luigi Fosca, in un’interessante e curiosa appendice finale, da osservare fino alla riflessione soggettiva. Si conclude con il bell’intervento di Rosella De Leonibus, in cui la fiaba, personificata, racconta in un saggio accattivante le sue caratteristiche, semplificando (ma non banalizzando) le leggi rintracciate da Vladimir J. Propp.

    Gloria Ghioni in Critica Letteraria

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  • Mercoledì 13 maggio si è tenuta a Perugia, presso la Sala del Consiglio Provinciale, la presentazione del libro di Silvana Sonno Andar per fiabe. Nel corso della presentazione Eleonora Mosconi ha letto alcuni passi delle fiabe, mentre il professor Natale Fioretto ha collocato l’opera di Silvana nel piano editoriale della Graphe.it Edizioni. Silvana Sonno ha parlato della genesi di queste fiabe e la dottoressa Rosella de Leonibus ha illustrato il senso della fiaba per noi oggi.

    Tra i presenti anche Luigi Fosca che ha impreziosito il libro Andar per fiabe con alcune mappe.

    Altre foto nel fotoalbum della Graphe.it Edizioni.

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  • Silvana Sonno con il suo cagnolino MieleDefinisci le tue fiabe “strampalate”: come mai?
    Se pensi alla tassonomia di Propp riguardo le fiabe storiche e le funzioni “fisse” dei diversi personaggi, vedi bene che le mie fiabe sono fuori delle regole. Quasi tutte. A parte l’indefinitezza del tempo e dello spazio propria anche delle “vere fiabe”, per lo più i miei sono racconti variamente fantastici, che porgono uno sguardo sul mondo da punti di vista differenti. Anche i protagonisti e le protagoniste sono ben diversi da principi e principesse, streghe, orchi e fate, delle fiabe tradizionali.  E se si pensa ai moduli pedagogici che si riscontrano nelle fiabe storiche, anche in questo caso devo ripetere che sì, le mie fiabe sono alquanto “strampalate”.

    Perché ti sei dedicata proprio alle fiabe? È troppo brutto il mondo in cui viviamo che hai deciso di “guardare altrove”?
    Come recita la poesia che introduce i testi, non si tratta di “distrazioni” dalla realtà, ma di “un altro modo di attraversare il mondo”. Un modo meno tenebroso, ma anche privo di quegli squarci di speranza che rendono le fiabe, alla fine, dei racconti felici – almeno nella vulgata dei libri per bambini. Prive dell’happy end abituale, le mie storie si propongono – mi si perdoni l’ossimoro – come fantastiche e realistiche al tempo stesso. Del resto la cornice in cui sono racchiuse, costituita dal dialogo tra Autore e Lettori tende proprio a ricollocarle in uno spazio di maggiore concretezza.

    Andar per fiabe è diviso in tre parti: ci sono le fiabe, ci sono delle mappe visive e c’è un intervento finale sul senso della fiaba. Ci illustri un po’ meglio le varie parti?
    Rosella de Leonibus è una psicologa e una psicoterapeuta di grande professionalità. È una grande soddisfazione per me che abbia accettato di “regalarmi” (e regalare ai lettori e alle lettrici) il suo prezioso intervento sul “senso” della fiaba, come potente dispositivo per un individuale percorso di maggiore consapevolezza di sé. Il suo testo chiude il libro in modo autorevole, lasciando un significativo strascico di suggestioni. (more…)

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  • Andar per fiabe

    Copertina del libro Andar per fiabe di Silvana SonnoSilvana Sonno,
    Andar per fiabe
    con un intervento di
    Rosella De Leonibus
    Graphe.it Edizioni, Perugia 2009

    Andar per fiabe è una raccolta pubblicata dalla Graphe.it Edizioni e scritta da Silvana Sonno, autrice umbra di talento già affermatasi attraverso precedenti pubblicazioni di qualità. Questo suo nuovo libro comprende otto favole di breve lunghezza, ma di grande originalità, dove spesso il consueto svolgimento delle storie è stravolto da una visione nuova e divertente che a volte incuriosisce, a volte sorprende, a volte diverte, sempre inaspettatamente. Tutto ciò accade, oltre che per la capacità dell’autrice nel saper pensare storie in modo originale, anche per l’espediente del dialogo immaginato tra l’autrice stessa e il suo pubblico di lettori sotto forma di brevi domande a cui essa risponde altrettanto brevemente e molto simpaticamente, in una serie di piccoli battibecchi con cui, al termine di ogni favola, si restituisce un senso nuovo alla favola stessa, perché il senso a volte non è intuibile nella maniera che ci si aspetterebbe dalla semplice lettura di ogni testo. Il significato e la curiosità stessi risultano, infatti, così impreziositi, anche in  virtù dell’aggiunta di una parte di racconto vero e proprio, dopo la fine del racconto stesso, come se esso fosse il risultato di uno scambio continuo tra chi ha scritto e chi legge.

    L’autrice, infine, intende coinvolgere e tenere affettivamente legato a sé il pubblico, come dimostra soprattutto il racconto dove si parla di Tuja, persona-oggetto misterioso che l’autrice stessa invita tutti a scoprire insieme a lei, dicendo che ci vorranno anni, tenendo dunque in sospeso l’attesa di ognuno, e invitandolo a continuare a farsi raccontare delle nuove fiabe, usando la fatidica frase “C’era una volta uno che… ma questa è un’altra storia”, invertendo così l’ordine della fiaba tradizionale e sovvertendo l’ordine abituale della narrazione.

    Il libro è impreziosito da cinque mappe visive del maestro Luigi Fosca e da un saggio sulla favola della psicoterapeuta Rosella de Leonibus.

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