<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GraphoMania</title>
	<atom:link href="http://www.graphe.it/GM/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.graphe.it/GM</link>
	<description>un po&#039; blog... un po&#039; magazine</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Mar 2010 12:13:08 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>I dottori delle case</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/20/i-dottori-delle-case</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/20/i-dottori-delle-case#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 07:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[11. Physis]]></category>
		<category><![CDATA[dottori delle case]]></category>
		<category><![CDATA[feng shui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4243</guid>
		<description><![CDATA[Vento e acqua, acqua e vento… li associo per istinto alla mia terra, la Sardegna, vecchia isola battuta dal maestrale. Tuttavia, in questo caso, “vento e acqua” è il significato di feng shui, l’antico sistema cinese che aiuta a creare ambienti armoniosi che portino felicità, salute, benessere, prosperità.
Non abbraccia solo oggetti, mobilio o suppellettili, va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4244" style="float: left; margin: 5px; border: 1px solid black;" title="Feng Shui" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/03/2795265911_b43921bdc8_m.jpg" alt="Feng Shui" width="211" height="220" />Vento e acqua, acqua e vento… li associo per istinto alla mia terra, la Sardegna, vecchia isola battuta dal maestrale. Tuttavia, in questo caso, “vento e acqua” è il significato di feng shui, l’antico sistema cinese che aiuta a creare ambienti armoniosi che portino felicità, salute, benessere, prosperità.</p>
<p>Non abbraccia solo oggetti, mobilio o suppellettili, va ben oltre uno stile di arredamento poiché si può associare più alla medicina che all’architettura o all’edilizia; non a caso i Maestri di questa filosofia di vita e di pensiero, venivano chiamati <em>Dottori delle case</em>.</p>
<p>Nasce almeno cinquemila anni fa per insegnare a rispettare e a mantenere intatto l’ordine delle cose che la natura stessa ha creato, l’equilibrio tra yin e yang, le due forze naturali dell’universo.<span id="more-4243"></span></p>
<p>Yin è femminile, fresco, è l’acqua, la luna, è concentrazione. Lo yang è maschile, forte, è il sole, il tuono, è espansione. L’equilibrio tra yin e yang, secondo l’antica sapienza cinese, è dentro di noi e può essere turbato dall’ambiente in cui viviamo: la casa, per esempio.</p>
<p>Ora, chi vi scrive non è una esperta di feng shui ma una lettrice curiosa che ha carpito qua e là concetti e suggerimenti, spesso contraddittori, su libri e riviste. Pertanto non faccio mio un argomento così vasto, tanto più che la vera esperienza e sapienza in questo campo necessita di anni e anni di studi e di ricerche approfondite.</p>
<p>Ciononostante, posso dirvi che un vero intervento di Feng Shui abbraccia la casa in modo completo: esterni (posizione di siepi, alberi, entrate e cancelli, vie d’accesso in genere, giardini e fontane), struttura dell’intero edificio (la sua forma e l’orientamento) e ancora l’illuminazione, la posizione di porte e finestre, i percorsi all’interno della casa, la disposizione delle camere e la loro funzione abitativa, i colori, l’arredamento…</p>
<p>I suggerimenti sono infiniti, alcuni addirittura allarmanti (case lunghe e sottili darebbero depressione o problemi respiratori), altri impossibili da attuare (mai costruire su di un terreno che fu campo di battaglia in epoche lontane), altri curiosi e affascinanti.</p>
<p>Una porta d’ingresso troppo grande può dare problemi finanziari, troppo piccola litigi familiari. Cigolante mina l’equilibrio personale.</p>
<p>Le finestre del soggiorno non dovrebbero mai essere troppo grandi, ma se lo fossero un’ottima soluzione potrebbe essere quella di usare piccoli vetri per dividerle; inoltre, allo scopo di far circolare l’energia che rende vivi, lasciate spazio nel pavimento o sulle superfici dei mobili. E ancora, se amate i pesci rossi (il rosso è associato alla ricchezza), acquistateli sempre in numero dispari.</p>
<p>La cucina dovrebbe essere orientata verso est o sud-est e i fornelli non dovrebbero mai essere collocati direttamente davanti alla porta. Per sfruttare al meglio l’energia positiva, si suggerisce – sempre in cucina – la presenza di uno specchio e piante verdi.</p>
<p>Per quanto riguarda la camera da letto infine, ricordate: il letto posto direttamente di fronte a una porta, prosciugherà le vostre energie facendovi svegliare stanchi, svogliati e affaticati.</p>
<p>Volete saperne di più? Libri, corsi, convegni, ce n’è per tutti i gusti! E benché per noi occidentali sia complicato adeguarsi a tali e tante regole, sappiate che sono in aumento gli architetti che scelgono di farsi affiancare da maestri di feng shui, perché ognuno di noi, a casa, in ufficio o in un qualunque altro ambiente di lavoro e non, possa vivere nell’armonia del corpo e dello spirito.</p>
<p>Perché non provarci?</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/annahape-gallery/2795265911/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/annahape-gallery/2795265911/?referer=');">ANNAHAPE GALLERY Desain Interior+Desain Arsitektur</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/20/i-dottori-delle-case/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giovanni Buzi (1961-2010)</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/19/giovanni-buzi-1961-2010</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/19/giovanni-buzi-1961-2010#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un autore]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Buzi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4238</guid>
		<description><![CDATA[Giunge la notizia della morte dello scrittore Giovanni Buzi, amico della Graphe.it Edizioni. Riportiamo il comunicato di Laurent Vogel, il compagno di Giovanni:
Giovanni Buzi (Gianni) si è spento il 17 marzo 2010 dopo una lunga lotta contro il cancro. Pittore, scrittore, insegnante, era prima di tutto un essere libero, creativo e amante. Nato a Vignanello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1536" style="float: left; margin: 5px; border: 1px solid black;" title="Giovanni Buzi" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/01/giovanni_buzi1.jpg" alt="Giovanni Buzi" width="211" height="281" />Giunge la notizia della morte dello scrittore <a href="http://www.graphe.it/GM/tag/giovanni-buzi">Giovanni Buzi</a>, amico della Graphe.it Edizioni. Riportiamo il comunicato di Laurent Vogel, il compagno di Giovanni:</p>
<blockquote><p>Giovanni Buzi (Gianni) si è spento il 17 marzo 2010 dopo una lunga lotta contro il cancro. Pittore, scrittore, insegnante, era prima di tutto un essere libero, creativo e amante. Nato a Vignanello (provincia di Viterbo), il 10 marzo 1961, era andato a vivere a Roma all’ età di 18 anni per studiare l’Accademia delle Belle Arti e la letteratura nell’ambiente vibrante ed emancipatore dell’Italia di allora. Il suo umanesimo ateo si manifestava con una curiosità universale. La scoperta di altre persone, di altre culture, d’altre fonti di bellezza non hanno smesso di animarlo. Per lui l’unica oscenità era l’arroganza dei potenti e la rassegnazione dei sottomessi. Ha affrontato la malattia con un coraggio e una lucidità eccezionali. Si è fatto amare da tutti quelli che l’hanno curato. Durante i pochi mesi di tregua dal male, fra settembre e dicembre 2009, aveva dipinto centinaia di quadri che terranno viva la sua presenza. Quando ha saputo che non c’era più nessuna speranza, ha deciso di morire nella dignità e ha scelto il momento della sua partenza. Sopravviverà attraverso la sua pittura, la sua scrittura e l’immenso amore che ha dato in ogni momento della sua vita.</p></blockquote>
<p>Chi volesse, può rileggere le due interviste che abbiamo fatto a Giovanni (<a href="http://www.graphe.it/GM/2008/04/15/intervista-a-giovanni-buzi" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.graphe.it/GM/2009/05/30/giovanni-buzi" target="_blank">qui</a>) e le recensioni ai suoi libri: <a href="http://www.graphe.it/GM/2008/04/15/uragano"><em>Uragano</em></a> e <a href="http://www.graphe.it/GM/2009/05/30/agnese-ancora"><em>Agnese, ancora</em></a>.</p>
<p>Ciao, Giovanni!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/19/giovanni-buzi-1961-2010/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Balzac</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/17/balzac</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/17/balzac#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[08. Un testo]]></category>
		<category><![CDATA[aforismi balzac]]></category>
		<category><![CDATA[Balzac]]></category>
		<category><![CDATA[honoré de balzac]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4231</guid>
		<description><![CDATA[Pennellate di buio sul tuo corpo, stasera, con la luce spenta e i sensi accesi a divorare ogni lembo di pelle, mentre i respiri già si fondono in un unico desiderio…
La malìa di tutto questo nero è voluttuosa per la mente che di te ricorda ogni dettaglio, e ogni dettaglio viene reso alla mia vista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4233" style="float: left; margin: 5px; border: 1px solid black;" title="Balzac" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/03/648777005_6c5630c241.jpg" alt="Balzac" width="211" height="368" />Pennellate di buio sul tuo corpo, stasera, con la luce spenta e i sensi accesi a divorare ogni lembo di pelle, mentre i respiri già si fondono in un unico desiderio…</p>
<p>La malìa di tutto questo nero è voluttuosa per la mente che di te ricorda ogni dettaglio, e ogni dettaglio viene reso alla mia vista attraverso le dita affamate. Ecco, la tua nuca, la schiena, la curva dei fianchi, poi risalgo e trovo i seni, le braccia con gli esili polsi, le spalle. Ed ora ritorno alle gambe e quasi mi pare che le ginocchia sospirino sotto il mio tocco. Poi un piede, l’altro… ho sempre amato i tuoi piedi, così delicati, bianchi come il latte, e le tue unghie smaltate a sedurre lo sguardo. Ora è cieco, lo sguardo, ma dotato di nuova vista mi lascio guidare dal tatto, in questa inedita scoperta di te.</p>
<p>Stai ansimando. Non so perché la mia mano destra si allontani per un attimo, a penzolare fuori dal letto, né perché vada a sfiorare qualcosa sul pavimento. È un oggetto, la sua forma la conosco, oh se la conosco: è un libro, un libro aperto, con la copertina rivolta verso l’alto e le pagine spiaccicate contro il parquet. Che libro? Un nome affiora illogicamente dai meandri della memoria: Balzac. Perché Balzac? Ritorno al tuo corpo, ma i polpastrelli rallentano il passo; con una calma per te esasperante ricomincio a percorrerti tutta. Nondimeno, avviene dell’altro che non so mettere a fuoco e che mi riporta all’infanzia, a quando ripetevo più volte la stessa parola – per di più conosciuta – fino a non riconoscerla più. Lettere mescolate tra loro e divenute insensate nel suono: frittata frittata frittata frittata… conchiglia conchiglia… O a quando, mettendo in moto un medesimo meccanismo, fissavo un volto a me familiare, ne radiografavo ossessivamente ogni dettaglio, fino a prenderne le distanze e sentirmelo estraneo. Un alieno che si deformava sotto il mio sguardo!<span id="more-4231"></span></p>
<p>Balzac.</p>
<p>Chi sei? Di chi sono questi punti spigolosi? Gomiti, costole, scapole, mento. Di chi, queste imperfezioni? A volerlo davvero, potrei sentire i tuoi pori divenire minacciosi crateri, le tue labbra urticanti meduse. Che cosa è cambiato?</p>
<p>Balzac, Balzac, ancora Balzac.</p>
<p>“No amore, non fermarti – mi dici – continua ti prego, è bellissimo…”</p>
<p>Ma io scopro dimensioni nuove nei tuoi polpacci e nuove rughe sul tuo viso; scopro nuovi nei e nuovi avvallamenti, con mani adesso incerte e angosciate e occhi che sperano nessuno accenda la luce, perché tu non veda che in loro qualcosa si è spento. Una patina di gelo si forma tra la tua pelle e le mie dita, interrompendo il contatto e prosciugando gli umori.</p>
<p>Balzac. Sono forse uscito di senno? Ti sei irrigidita, di lì a poco arriveranno le domande. L’imbarazzo su quel niente da dire prenderà forma e sarò io per te l’alieno. E tu, chi sarai tu? L’amico dal volto estraneo e deformato. La parola assurda e sconosciuta. L’amore finito.</p>
<p>Eccola, la rivelazione: “Una notte d’amore è un libro letto in meno”. Balzac.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/brighton/648777005/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/brighton/648777005/?referer=');">Jim Linwood</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/17/balzac/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli ebook della Graphe.it Edizioni</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/gli-ebook-della-graphe-it-edizioni</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/gli-ebook-della-graphe-it-edizioni#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[01. Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[amazon]]></category>
		<category><![CDATA[ebook]]></category>
		<category><![CDATA[ereader]]></category>
		<category><![CDATA[kindle]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4225</guid>
		<description><![CDATA[
Qualche tempo fa avevamo annunciato l&#8217;interesse della nostra casa editrice agli e-book. Non ce ne siamo dimenticati! Ora buona parte del nostro catalogo è disponibile anche sotto forma di ebook, così che possiate averci con voi anche nei vostri lettori ereader, iPhone inclusi. Piano piano tutto il nostro catalogo sarà anche in versione ebook.
Potete scaricare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4226" style="vertical-align: middle;" title="e-reader" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/03/3624716229_b23a29a2c5.jpg" alt="e-reader" width="423" height="317" /></p>
<p>Qualche tempo fa avevamo annunciato l&#8217;interesse della nostra casa editrice agli e-book. Non ce ne siamo dimenticati! Ora buona parte del nostro catalogo è disponibile anche sotto forma di ebook, così che possiate averci con voi anche nei vostri lettori ereader, iPhone inclusi. Piano piano tutto il nostro catalogo sarà anche in versione ebook.</p>
<p>Potete scaricare gli ebook direttamente dal <a href="http://www.graphe.it/Ebook/Vedi-tutti-i-prodottihtml.html" target="_blank">nostro sito</a> (in formato epub). Se avete un <a href="http://www.amazon.com/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias%3Ddigital-text&amp;field-keywords=Graphe.it+Edizioni&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.amazon.com/s/ref=nb_sb_noss?url=search-alias_3Ddigital-text_amp_field-keywords=Graphe.it+Edizioni_amp_x=0_amp_y=0&amp;referer=');">Kindle ci trovate anche su Amazon</a>.</p>
<p>Se volete, potete scaricare gratuitamente i libri dei nostri due concorsi letterari dal <a href="http://forum.simplicissimus.it/index.php?action=downloads;cat=7" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/forum.simplicissimus.it/index.php?action=downloads_cat=7&amp;referer=');">forum di Simplicissimus Book Farm</a>.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/cloudsoup/3624716229/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/cloudsoup/3624716229/?referer=');">cloudsoup</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/gli-ebook-della-graphe-it-edizioni/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Frammenti d&#8217;insieme</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/frammenti-dinsieme</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/frammenti-dinsieme#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Molinari</dc:creator>
				<category><![CDATA[02. Poeticamente parlando]]></category>
		<category><![CDATA[frammenti d'insieme]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Alberto Molinari]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4197</guid>
		<description><![CDATA[
Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da “Il tempo ritrovato” – Marcel Proust).
Sono queste le parole scelte per introdurre il lettore alla prefazione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4198" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Frammenti d'insieme" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/03/frammenti_insieme.jpg" alt="Frammenti d'insieme" width="212" height="282" /></p>
<blockquote><p>Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da “Il tempo ritrovato” – Marcel Proust).</p></blockquote>
<p>Sono queste le parole scelte per introdurre il lettore alla prefazione di <em>Frammenti d’Insieme</em>, raccolta di quattro voci che presentano tre mini-sillogi di poesie e un racconto breve. Il commento di questo volume è abbastanza complesso in quanto presentare quattro autori e le loro opere mi costringerebbe ad eccedere lo spazio abituale dedicatomi, ma sono certo che capirete.</p>
<p><em>Introspezione: da me a me…</em> (di Concetta Aiello). Un dialogo che non ha mai fine (parole dell’autrice canavese) che dipinge meravigliosamente affreschi di natura e d’emozioni, scegliendo parole e suoni con grande cura.<span id="more-4197"></span></p>
<blockquote><p>Confusa<br />
tra nuvole rosa che il vento sospinge a oriente<br />
con ali di foglia e petali secchi… Sorvolo giardini fioriti<br />
boccioli di rosa<br />
candide calle… Volo tra pagine vuote<br />
tra titoli vaghi<br />
tra rime perse in riviere di lacrime.</p></blockquote>
<blockquote><p>La pelle che odora di talco e di mele…<br />
La pelle…seta<br />
che odora di zagare e mandarini…<br />
avvinghiata ad un corpo<br />
sudata d’amore<br />
ebbra di vita<br />
a colori<br />
che sorge e respira.</p></blockquote>
<p>Alcuni semplici estratti che raccontano preziosamente la bellezza della natura, la passione per la poesia, il piacere di sentire la vita quotidiana, una concentrazione di verità e realtà che Concetta Aiello tratteggia con rara maestria.</p>
<p><em>Ad ognuno la sua fine</em> (di Anna di Nardo). Un racconto breve molto intenso di questa giovane autrice di Caserta, dalla scrittura moderna, chiara e scorrevole, che tuttavia non rinuncia mai ad essere intrigante e coinvolgente.</p>
<blockquote><p>Sento bruciarmi la pelle, ho le mani insofferenti, muovo avanti e indietro le dita dei piedi, guardo imperterrita quell’insopportabile cellulare che non suona mai (pag. 23). Lo spettacolo che ho visto mi ha lasciato letteralmente senza parole, vedevo l’incanto del tuo essere uomo e mi è venuta voglia di diventare la tua Eva…(pag. 31). Riconosco la grafia, è la tua: mi dici di raggiungerti su in terrazza stasera perché devi dirmi tutta la verità (pag. 35).</p></blockquote>
<p>Il suo stile è già ben delineato, predilige la sintesi, tratteggia personaggi e descrizioni per preparare alla sorpresa finale che scoprirete solo leggendo <em>Frammenti d’Insieme…</em></p>
<p><em>Il Pellegrino</em> (di Federica Morini). Una scrittura raffinata ed elegante quella di Federica Morini, poetessa ravennate, che ricama delicatamente temi quotidiani all’interno di una struttura dal sapore ermetico, dove la sintesi trionfa e le argute similitudini aprono squarci preziosi del vivere quotidiano regalando al lettore più di un pensiero e di una riflessione.</p>
<blockquote><p>Un’ombra<br />
ho scoperto<br />
può anche sorridere<br />
Stare in silenzio<br />
ma parlar di tutto.</p></blockquote>
<blockquote><p>Se fuggi<br />
nulla di te<br />
si potrà mai conoscere…<br />
La tua anima:<br />
una fiamma soffocata</p></blockquote>
<blockquote><p>Spazio<br />
Tempo<br />
pazienza<br />
la stoffa di cui era intessuta la trama.</p></blockquote>
<p>Gocce importanti della poetica della Morini, estrapolate dalla mini-silloge, che autorizza il “pellegrino” ad essere un inquilino importante in questa raccolta.</p>
<p><em>Percorso sui sensi</em> (di Maurizio Alberto Molinari). La mia partecipazione a quest’opera vive della sintesi di “Risabbia di Luce” (immagine di copertina da me donata per Frammenti d’Insieme) dove la luce, l’acqua e la sabbia lasciano trasparire la voglia di usare il verbo in modo autentico, senza dimenticare gli altri sensi.</p>
<blockquote><p>Sei dono e amore<br />
sei come il vento<br />
che incrocia il cuore…<br />
Sei vero<br />
solo se sei vero…<br />
Essere è un viaggio<br />
sincero e vero<br />
nell’unico universo dell’uomo</p></blockquote>
<blockquote><p>Quell’ultimo viaggio<br />
d’un uomo vestito<br />
di grazia e coraggio…<br />
Una vittoria<br />
avrebbe il sapore d’una pace<br />
mai dimenticata…<br />
il suo viso già risplende<br />
di assolute trasparenze<br />
in luce divina<br />
ed estatico amore</p></blockquote>
<blockquote><p>Osservo<br />
il balcone<br />
di un uomo<br />
distrutto<br />
dall’esistenza<br />
stanco forse della resistenza…</p></blockquote>
<p>La natura, l’uomo, il quotidiano si presentano al lettore in versi liberi, liberi di attrarlo, liberi di riscaldarne l’animo, muovendo e attraversando con garbo le corde della loro sensibilità e delle loro emozioni.</p>
<p>Dedico infine la chiusura di questo mio intervento a Rupe Mutevole Edizioni (l’editore) e alla mia nuova amica (e poetessa) Gioia Lomasti senza la quale questo volume non sarebbe mai nato, così come potrete apprezzarlo se deciderete di acquistarlo. Ho il piacere di informarvi, inoltre, che ogni raccolta letteraria inserita nella collana “Poesia e Vita” di Rupe Mutevole Edizioni sarà “immagine d’impegno” per la realizzazione di raccolte fondi destinate a favore di progetti benefici.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/frammenti-dinsieme/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Over-Age. Apocalittici e disappropriati</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/over-age</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/over-age#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[03. Un libro e il suo autore]]></category>
		<category><![CDATA[libri racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Over age]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4203</guid>
		<description><![CDATA[Leggere il libro Over-Age. Apocalittici e disappropriati della Transeuropa Edizioni, è stato a dir poco illuminante! Intanto per l’originalità: una raccolta composta di diciassette racconti scritta da ultra sessantenni esordienti e nata dal concorso letterario Progetto Over 65. Ma anche per sfatare limitanti pregiudizi che – come più volte ho ribadito – inducono erroneamente ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4204" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="OverAge" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/03/OverAge.jpg" alt="OverAge" width="212" height="313" />Leggere il libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788875800574//OVER-AGE-APOCALITTICI-DISAPPROPRIATI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788875800574//OVER-AGE-APOCALITTICI-DISAPPROPRIATI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Over-Age. Apocalittici e disappropriati</em></a> della Transeuropa Edizioni, è stato a dir poco illuminante! Intanto per l’originalità: una raccolta composta di diciassette racconti scritta da ultra sessantenni esordienti e nata dal concorso letterario <em>Progetto Over 65</em>. Ma anche per sfatare limitanti pregiudizi che – come più volte ho ribadito – inducono erroneamente ad associare la maturità alla fine che incombe. Fino a che la mente è viva, noi siamo vivi, e ciò vale per qualunque età.</p>
<p>In questa raccolta incontriamo di tutto: l’autobiografia, la fantasia, il ritorno del rimosso o la nostalgia dell’incompiuto, la malinconia di un ricordo o il rammarico per l’avventura mai vissuta; storie d’amore, di odio, di naja e di viaggi in capo al mondo in un susseguirsi di situazioni improbabili o perle di saggezza, scritte da persone comuni come impiegati, casalinghe, insegnanti, operai o dirigenti, tutti grandi lettori tra i quali troviamo chi da una vita ama scrivere e chi si cimenta per la prima volta dopo la pensione, quando finalmente si riprende possesso del tempo e della mente, lontani dallo stress quotidiano e dalle preoccupazioni del lavoro.</p>
<p>Certo, di preoccupazioni ne arrivano di nuove, c’è chi definisce la vecchiaia come l’età della rabbia, dell’impotenza e del disincanto; tuttavia in questi scritti – così come si legge nella presentazione – emerge una vera e propria festa di liberazione, una resurrezione che allontana ed esorcizza l’atrofizzarsi dell’ispirazione.<span id="more-4203"></span></p>
<p>Qualcuno ha detto che per restare giovani bisogna invecchiare un po’. Bene, allora questo è un libro da leggere e non solo perché vi si trovano storie scorrevoli o piacevoli, ma anche per non avere più paura del tempo che passa, per aver voglia di continuare e continuare a girare la clessidra, prendendo spunto dalla capacità di questi autori di conquistarsi quella fetta di gioia di vivere che spetta ad ogni età o condizione.</p>
<p><a href="http://www.ibs.it/code/9788875800574//OVER-AGE-APOCALITTICI-DISAPPROPRIATI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788875800574//OVER-AGE-APOCALITTICI-DISAPPROPRIATI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Over-age. Apocalittici e disappropriati</em></a><br />
a cura di Gilio Milani<br />
Transeuropa (Massa), 2009<br />
pp. 240, euro 16,50</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/over-age/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La libreria Mangiaparole a Roma</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/la-libreria-mangiaparole-a-roma</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/la-libreria-mangiaparole-a-roma#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:02:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[04. Librerie e lettori]]></category>
		<category><![CDATA[libreria mangiaparole]]></category>
		<category><![CDATA[librerie roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4207</guid>
		<description><![CDATA[
Oggi intervistiamo la Libreria Mangiaparole – affamati di cultura… e non solo, il cui nome è già attraente!
Si legge nel vostro sito   che unite sapientemente cibo, vini e cultura, connubio da sempre affascinante. Volete raccontarci in che modo lo fate?
In primo luogo la scelta del vino è stata fatta in modo da privilegiare bottiglie che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.mangiaparole.it/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mangiaparole.it/?referer=');"><img class="aligncenter" style="vertical-align: middle;" title="Libreria Mangiaparole" src="http://www.mangiaparole.it/wp-content/uploads/2010/01/banner-mangiapaROLE.gif" alt="" width="423" height="54" /></a></p>
<p>Oggi intervistiamo la <a href="http://www.mangiaparole.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mangiaparole.it/?referer=');"><em>Libreria Mangiaparole – affamati di cultura… e non solo</em></a>, il cui nome è già attraente!</p>
<p><strong>Si legge nel vostro sito   che unite sapientemente cibo, vini e cultura, connubio da sempre affascinante. Volete raccontarci in che modo lo fate?</strong><br />
In primo luogo la scelta del vino è stata fatta in modo da privilegiare bottiglie che hanno attinenza con il mondo della letteratura: ad esempio la cantina Terre da vino ha una serie di vini dedicati ai romanzi di Pavese: La bella estate; Tra donne sole; La casa in collina. Oppure abbiamo “riesumato” vini dell&#8217;antica Roma come il Falerno oppure il Cecubo, amati da Cicerone e Catullo.</p>
<p>Vogliamo inoltre rendere il cibo protagonista delle presentazioni, in più, durante gli aperitivi letterari, metteremo un audiolibro come sottofondo.<span id="more-4207"></span></p>
<p><strong>Troviamo molto interessante la vostra politica del “c’è posto per tutti”, ovvero l’inserimento di titoli pubblicati da giovani case editrici. Cosa pensate del monopolio della grossa editoria? Anche una libreria indipendente può riuscire a resistere, combattendo il mercato con l’arma della qualità?<br />
</strong>L&#8217;avventura della libreria nasce dall&#8217;esperienza della Casa Editrice Progetto Cultura e quindi siamo ben consapevoli di tutti i problemi e le criticità della piccola editoria. I lettori, soprattutto il ristretto numero dei lettori forti, è stufo di acquistare libri come se fosse un prodotto da banco o da supermercato, così trovano spazio le librerie indipendenti, soprattutto se di nuova generazione, intendo dire caffè letterari che diano spazio anche ad altre forme di arte.</p>
<p>Ma è anche vero che i grandi marchi editoriali, possessori di tutta la catena produttiva, non fanno alcuna pressione alla Stato per favorire una legge sul libro che sia seria, moderna e a favore di tutti gli editori.</p>
<p><strong>Tra le vostre iniziative c’è lo “Slam poetry”; volete raccontare di che si tratta ai nostri lettori di GraphoMania?<br />
</strong>Lo slam poetry ha una lunga tradizione orale. Si tratta di una gara in cui i poeti recitano, con l&#8217;aiuto anche della musica, le proprie poesie. Il pubblico è chiamato a votare, di volta in volta, i testi, (le perfomance migliori) fino a decretare la vittoria finale, nel nostro caso il premio consiste in un buono libri e l&#8217;abbonamento alla rivista Lìnfera. È un buon modo per cercare di avvicinare il pubblico medio alla poesia.</p>
<p><strong>Segnalateci un evento letterario che state organizzando e che vi sta particolarmente a cuore<br />
</strong>La presentazione della nuova collana di letteratura e moda, Letterabilia. Il primo sarà un volume antologico che raccoglierà i migliori racconti pervenuti sul tema della moda e del costume. La selezione non è ancora iniziata, ma da un primo esame siamo molto soddisfatti del numero e della qualità degli scrittori.</p>
<p><strong>Consigliateci un libro non in testa alle classifiche, ma degno di nota.<br />
</strong>Il romanzo <a href="http://www.ibs.it/code/9788860920256/CAPPARONI-LUCILLA/IL--CAVALIERE-CRISTALLO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788860920256/CAPPARONI-LUCILLA/IL--CAVALIERE-CRISTALLO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Il cavaliere di cristallo</em></a> di Lucilla Capparoni.</p>
<p><strong>E, per finire, perché venire a visitare la libreria Mangiaparole?<br />
</strong>I motivi sono molti: la professionalità, la simpatia, la scelta dei titoli e delle riviste, la sicurezza di ricevere qualsiasi libro ordinato, i nostri aperitivi letterari, la musica, gli audiolibri di sottofondo e i nostri corsi.</p>
<p><em>Libreria Mangiaparole<br />
</em>Via Manlio Capitolino 7/9 – Roma<br />
(a meno di 5 minuti dalla metro Furio Camillo – sulla via di fronte al cinema Trianon – a 5 minuti dalla stazione ferroviaria Tuscolana)<br />
Telefono: 0697841027<br />
<a href="mailto:info@mangiaparole.it">email</a><br />
<a href="http://www.mangiaparole.it" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mangiaparole.it?referer=');">sito</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/la-libreria-mangiaparole-a-roma/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maison Italia</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/maison-italia</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/maison-italia#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 23:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana</dc:creator>
				<category><![CDATA[05. Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4212</guid>
		<description><![CDATA[
Le recenti sfilate di moda a Milano hanno mostrato in passerella ciò che i professionisti italiani della moda – maschi e femmine – pensano della donna, dell&#8217;immagine adatta a sostenere la sua identità, la sua presentabilità sociale, in parole povere la sua “condizione di genere”, il tutto condito con scenografie da gran cinema, riferimenti artistici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4213" style="vertical-align: middle;" title="Maison Italia" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/03/2971587200_455bee7141.jpg" alt="Maison Italia" width="423" height="282" /></p>
<p>Le recenti sfilate di moda a Milano hanno mostrato in passerella ciò che i professionisti italiani della moda – maschi e femmine – pensano della donna, dell&#8217;immagine adatta a sostenere la sua identità, la sua presentabilità sociale, in parole povere la sua “condizione di genere”, il tutto condito con scenografie da gran cinema, riferimenti artistici di grande raffinatezza, esasperati da musiche e effetti speciali di gran classe. E sui rotocalchi e in televisione giornaliste specializzate esaltano con un linguaggio per grandi iniziati le collezioni che pare ci facciano fare bella figura nel mondo: l&#8217;<em>italian style</em>, senza un accenno anche piccolo al fatto che le indossatrici lunghe lunghe e magre magre, che mostrano sui loro corpi le <em>mises</em> apparecchiate per l&#8217;occasione, non assomigliano a nessuna donna che si può incontrare per strada, al lavoro, a scuola, sui mezzi pubblici, e tanto meno in cima ai tetti dove a reclamare a gran voce il lavoro perduto sarebbe difficile muoversi con tacchi a spillo ultrasottili, un vero <em>must</em> perché “un bel paio di gambe vale più di un bel seno” (Armani), o sfuggire alla polmonite con la schiena velata da pizzi “effetto pitone” e coi fianchi occhieggianti da squarci “rasoiati come le tele di Fontana” (Gucci). Sotto i riflettori sfila “il lato sexy” &#8211; come titola un articolo di Repubblica – che consiste nell&#8217;esibire il corpo perfetto, secondo i canoni contemporanei, di donne avvolte in cappottoni ispirati a divise militari (Max Mara, ma il trend militare è da sempre molto in voga sulle passerelle), sopra abitucci di velluti e pizzi, tagliati ad altezza inguine, molto “osé e peccaminosi”, ma ornati di crocefissi in <em>paillettes</em> – sacro e profano, coppia di fatto della nostra cultura -; la salsa punk arricchita da scarpe con tacchetti a teschio sopra cui caracollano, con ostentata disinvoltura, esangui femmine androgine, essendo Charlotte Rampling l&#8217;icona che sembra andare per la maggiore tra gli/le stiliste.</p>
<p>Se ricordate il <em>Portiere di Notte</em> di Liliana Cavani, le suggestioni fetish di molte collezioni risultano più chiare e ancora più chiara è l&#8217;operazione di significazione simbolica che usa il corpo femminile per scrivere il codice di una trasgressività, che non è che l&#8217;altra faccia del controllo/potere su soggetti che si vogliono a bada da sempre. Dal blog <a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/femminismo-a-sud.noblogs.org/?referer=');">Femminismo a Sud</a> trascrivo questo brano (tratto dalla mailing list di Feminoska) che auspica la libertà delle donne dai condizionamenti culturali:</p>
<blockquote><p>“Garantiamo alle donne di poter essere libere da pressioni sociali, culturali e religiose. Garantiamo loro di poter vivere dignitosamente nel proprio corpo, di non essere angelicate, nè trattate come mostri di lascivia, di poter godere ed esserne felici, di poter andare in giro come gli pare senza avere gli occhi degli uomini che effettuano loro una ecografia transvaginale. Liberiamo le donne da questi enormi fardelli, e gli uomini da tutte le loro convinzioni tragicamente machiste…”.</p></blockquote>
<p>La discussione verteva sull&#8217;imposizione del <em>burqa</em> e del <em>chador</em> tra le donne islamiche. Tutt&#8217;altra storia, si dirà, ma siamo sicure che la moda dell&#8217; “occidente libero” sia così immune da stereotipi sessisti, che a parole non vogliono la donna sottomessa e difesa dagli sguardi come per le prescrizioni di certo mondo arabo, ma ugualmente la indirizzano ad un rapporto col proprio corpo e i suoi ornamenti che dipende da un immaginario maschile, che non sa fare a meno delle solite consolidate polarità. L&#8217;accesso a nuove <em>chances</em> di vita che l&#8217;odierna società ci apre e a cui spesso risucchia violentemente le soggettività più indifese, soprattutto in questa fase di grandi e gravi trasformazioni, richiede la ridefinizione e spesso l&#8217;abbandono di immagini identitarie consolidate e la formulazione di nuove opzioni, ma queste devono avere un senso forte per chi le agisce, pena il deserto spirituale e intellettuale, che – e questo è il mio punto di vista – le proposte della celebratissima moda italiana non aiuta a far germogliare.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/duke9042004/2971587200/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/duke9042004/2971587200/?referer=');">duke9042004</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/15/maison-italia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Roberto Russo a proposito delle poesie di Grigore Vieru</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/14/intervista-a-roberto-russo-a-proposito-delle-poesie-di-grigore-vieru</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/14/intervista-a-roberto-russo-a-proposito-delle-poesie-di-grigore-vieru#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[10. Calligraphia]]></category>
		<category><![CDATA[Grigore Vieru]]></category>
		<category><![CDATA[Orfeo rinasce nell'amore]]></category>
		<category><![CDATA[poesia bessarabia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia romena]]></category>
		<category><![CDATA[Radio Romania International]]></category>
		<category><![CDATA[roberto russo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4219</guid>
		<description><![CDATA[
Radio Romania International ha intervistato Roberto Russo, della Graphe.it Edizioni, in merito alla pubblicazione italiane delle poesie di Grigore Vieru, raccolte nell&#8217;antologia Orfeo rinasce nell&#8217;amore.
Buon ascolto!

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-4098" title="Orfeo rinasce nell'amore" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2010/02/Copertina_Vieru.jpg" alt="Orfeo rinasce nell'amore" width="413" height="640" /></p>
<p><a href="http://www.rri.ro/index2.shtml?lang=8" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rri.ro/index2.shtml?lang=8&amp;referer=');">Radio Romania International</a> ha intervistato Roberto Russo, della Graphe.it Edizioni, in merito alla pubblicazione italiane delle poesie di Grigore Vieru, raccolte nell&#8217;antologia <a href="http://www.graphe.it/Calligraphia/64-Orfeo-rinasce-nell-amore.html" target="_blank"><em>Orfeo rinasce nell&#8217;amore</em></a>.</p>
<p>Buon ascolto!</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="423" height="30" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="flashvars" value="playerMode=embedded" /><param name="src" value="http://www.google.com/reader/ui/3247397568-audio-player.swf?audioUrl=http://robo1971.interfree.it/vierump3/Roberto_Russo_RRI.mp3" /><param name="wmode" value="window" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="423" height="30" src="http://www.google.com/reader/ui/3247397568-audio-player.swf?audioUrl=http://robo1971.interfree.it/vierump3/Roberto_Russo_RRI.mp3" wmode="window" flashvars="playerMode=embedded" bgcolor="#ffffff"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/14/intervista-a-roberto-russo-a-proposito-delle-poesie-di-grigore-vieru/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Che fai qui, Elia? Una recensione di Cristiana Dobner</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/03/12/che-fai-qui-elia-una-recensione-di-cristiana-dobner</link>
		<comments>http://www.graphe.it/GM/2010/03/12/che-fai-qui-elia-una-recensione-di-cristiana-dobner#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 07:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Un libro]]></category>
		<category><![CDATA[che fai qui elia?]]></category>
		<category><![CDATA[cristiana dobner]]></category>
		<category><![CDATA[Elia profeta]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.graphe.it/GM/?p=4192</guid>
		<description><![CDATA[Il genere letterario della pubblicazione presentata è già chiaramente definita dal sottotitolo: lettura interconfessionale.
Rimane anche così esplicitata la postura che viene richiesta al lettore: il testo presentato ruota infatti intorno ad un brano del Primo Testamento che quattro autori, di diversa estrazione professionale e di diversa sensibilità ecclesiale, illustrano dai loro rispetti punti di vista.
Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.graphe.it/Pneuma/59-Che-fai-qui-Elia.html" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2820" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Copertina del libro “Che fai qui, Elia?”" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/06/pneuma10.jpg" alt="Copertina del libro “Che fai qui, Elia?”" width="212" height="303" /></a>Il genere letterario della pubblicazione presentata è già chiaramente definita dal sottotitolo: <em>lettura interconfessionale</em>.</p>
<p>Rimane anche così esplicitata la postura che viene richiesta al lettore: il testo presentato ruota infatti intorno ad un brano del Primo Testamento che quattro autori, di diversa estrazione professionale e di diversa sensibilità ecclesiale, illustrano dai loro rispetti punti di vista.</p>
<p>Non bisogna attendersi un confluire organico, un’esegesi scientifica, oppure l’espressione di fede di ciascun autore o autrice, per quanto tutti siano persone credenti ed impegnate, bensì un ventaglio che può rimanere insieme ed essere articolato solo se colui o colei che si china su queste pagine, sgombra l’animo e la mente da prese di posizioni confessionali o da pregiudizi.<span id="more-4192"></span></p>
<p>È il profeta Elia ancora a scuotere le coscienze e ad interpellarle oggi, hic et nunc, quando siamo immersi in problematiche che sempre più urgono un discernimento preciso e un acume scientifico che lo sorregga.</p>
<p>Mi addentro nella lettura rilevandone l’inclusione preziosa: la pastora Maria Bonafede, moderatrice della Tavola Valdese, la apre con una proposta diretta e specifica: «La risposta di Dio non può sostituire la tua risposta. Dio vuole sentire le tue ragioni, vuole ascoltare la tua convinzione. La Sua presenza restituisce ad Elia una vita piena, degna di essere vissuta» (p. 5-6).</p>
<p>Mario Gnocchi, presidente del SAE, la chiude sottolineando «la parabola ecumenica in atto» (p. 59) che dona quel Pane della Parola senza di cui non possiamo vivere.</p>
<p>Nell’inclusione permane non solo la lettura consegnata alla carta ma anche la lettura consegnata agli occhi e alla mente delle persone che terranno in mano il libretto. Indubbiamente apparteranno agli ambiti storici degli estensori e porteranno con loro il legato delle rispettive tradizioni e comunità. Indice questo di un’apertura che il Concilio Vaticano II ha voluto, pur affermando le linee che caratterizzano la lettura cattolica. Rimane una grande sfida perché, nel mentre si assevera e ci si dona con tutto il cuore alla propria tradizione, nel contempo ci si apre ad un ascolto ed ad un’accettazione di chi cerca Dio, con altre matrici culturali e storiche ma è divorato dalla stessa sete della Parola.</p>
<p>Per questa ragione, ciascun contributo va valutato a se stante ma pure insieme, sapendo attribuire a ciascuno la propria origine e sapendo apprezzare il cammino verso il mistero di Dio. Non impugnando il setaccio proprio e quindi osservando quanto passa o non passa, per poter declinare la propria, specifica, ortodossia, ma acuendo il proprio sguardo per poter concedere spazio a sensibilità diverse.</p>
<p>Quanto andrò dicendo proviene da una mia sensibilità critica, dalla mia personale fame e sete della Parola, così come me la dona la mia appartenenza alla tradizione del Monte Carmelo – in questo non mi si creda di parte perché sono sorella del carmelitano e della carmelitana che firmano la loro letture, quanto piuttosto monaca lieta di poter scoprire, una volta di più, la ricchezza della Fonte di Elia, dalla mia sensibilità ecumenica cesellata da una vita – prima dell’entrata nella Terra del Carmelo – vissuta a contatto con tante donne e uomini di religione diversa ma accomunati dalla grande passione di Dio che li abitava.</p>
<p>Natale Fioretto si fa portavoce del grande dono all’umanità e a chi crede nel Vangelo di Gesù dell’esperienza di Valdo, del suo amore per la Parola. In questa chiave, ingloba la sua formazione di linguistica, il passo allora diventa poliglotta ed attento alle varianti più sottili; preziosa è la conclusione di «Il Vento soffia dove vuole» e racchiude un grande monito che dovrebbe scuotere la coscienza: «Noi ci creiamo Dio sulla base della nostra sensibilità e, non di rado, del tumulto dei nostri pensieri, mentre, al contrario, Dio è ben oltre la nostra portata seppure incredibilmente prossimo» (p. 18). È la Parola infatti che ci plasma, mentre troppo spesso, i cristiani, a qualunque confessione appartengano, impongono alla Parola la loro ottica, e questa è una rapina bella e buona, cioè un reato dinanzi allo Spirito.</p>
<p>«L’incontro con Dio che ci scuote» porta la firma di Charlò Camilleri, il mio fratello carmelitano, che punta sulla Presenza di Dio senza cui la famiglia carmelitana non avrebbe ragione di esistere e di vivere. Presenza che cambia Elia e che può cambiare ciascuno/a, svellendo da imperfezioni e conducendo al cambiamento epocale, con un atteggiamento nitido, richiesto: «&#8230;dal cambiamento e dalle nuove realtà emergenti confrontandoli con serena tranquillità, trovando quell’equilibrio necessario tra le radici del passato e i nuovi orizzonti offerti dalle sfide contemporanee» (p. 29).</p>
<p>Il pastore valdese Eric Noffke lancia una vampata con «Il fuoco» che trapassa le sue pagine e dovrebbe trapassare anche le coscienze. Elia divampa e, come le lingue di fuoco purificano l’oro e bruciano le scorie, così bisogna essere avvertiti di «come sia facile cadere nella tentazione di confondere Dio per il suo avversario» (p. 36); di passare quindi da una vista purificata ad una vista annebbiata che costringe all’errore. In quest’ottica, l’appassionato grido di non confusione tocca il terreno scottante della vita, dell’alimentazione forzata. Il richiamo, poiché proviene da una persona che consacra l’esistenza a Dio, è serio e non banale «la vita è sacra» e fin qui concordo pienamente, quanto a cimentarmi sulla definizione di persona morta e alla conclusione tratta da Noffke, la mia sensibilità di cattolica mi porta ad un altro discernimento fra idolo e Dio, pur stringendo la mano a chi scrive una frase inequivocabile: «Solo Lui è santo, e solo al suo richiamo dobbiamo rispondere» (p. 37).</p>
<p>Anastasia di Gerusalemme, la sorella carmelitana, affronta i tre <em>non</em> e i tre <em>dopo</em> con cui Elia si trova alle prese, in «Dov’è il Dio di Elia?». Con questo contributo è raggiunto e scavato il testo originale ebraico che emana tutta la sua ricchezza di Parola assunta nella forma verbale della lingua che fa tutt’uno con il popolo di Israele e l’alleanza. L’intento si palesa immediatamente: «Partiamo&#8230; per questa ricerca interiore e profonda, verso il cuore, il centro della parola; non più al di fuori, sulla soglia dei significati, nella loto immediatezza e superficialità, ma verso l’interno, verso l’invisibile» (p. 51).</p>
<p>Per quanta poca esperienza si sia fatta di viaggi e di viaggi interiori, come quello di Abramo, un dato sarà emerso: il pane è diverso e il nostro gusto originario, plasmato dalla nostra origine, lo reclama malgrado la bontà di quello offerto ma, appunto diverso.</p>
<p>Con il Pane della Parola abbiamo un grande dono: questo Pane, lo stesso Signore Gesù Cristo, ci si dona accettando il nostro gusto e conducendoci proprio così, nella nostra umanità, al Padre. La restituzione quale può essere? Saper accettare il gusto altrui senza condannare e lasciarci spezzare come Lui. L’invito non si volge al sincretismo o ad un lassismo ma a non fissarsi sull’ideologia e nel sapere conservare la propria identità, con serenità, nel mentre si compie insieme il grande viaggio verso il Padre, sostenuti dall’unico Pane che, purtroppo, noi siamo capaci di edulcorare. La salvezza tuttavia non parte da noi, dal nostro gustare il Pane, ma dal Pane stesso: Egli invita, Egli conduce, Egli chiarirà tutto nel mentre si dona e si lascia spezzare per noi. Tutti.</p>
<p style="text-align: left;">L’auspicio quindi è che questo libretto rappresenti solo la prima tappa del grande viaggio, uniti e rispettosi nella diversità. Spezzo una lancia a favore della mia tradizione carmelitana se affermo che questa è proprio la chiamata di chi abita la Terra del Carmelo oppure è solo una gioiosa constatazione?</p>
<p style="text-align: right;">prof. Cristiana Dobner<br />
dal sito <a href="http://www.teologiaspirituale.it/recensione30.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.teologiaspirituale.it/recensione30.html?referer=');">TeologiaSpirituale.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.graphe.it/GM/2010/03/12/che-fai-qui-elia-una-recensione-di-cristiana-dobner/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
