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	<title>GraphoMania</title>
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	<description>un po&#039; blog... un po&#039; magazine</description>
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		<title>AnimaMagica di Rossella Panigatti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Mondolibri]]></category>
		<category><![CDATA[AnimaMagica]]></category>
		<category><![CDATA[romanzi new age]]></category>
		<category><![CDATA[Rossella Panigatti]]></category>

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		<description><![CDATA[
“Tutti quelli che incontriamo si comportano con te come se ti volessero bene. Perché?”
E la sua risposta era stata:
“Perché io voglio bene a loro. Si occupano di me, io mi occupo di loro, è semplice”.

Un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">“Tutti quelli che incontriamo si comportano con te come se ti volessero bene. Perché?”<br />
E la sua risposta era stata:<br />
“Perché io voglio bene a loro. Si occupano di me, io mi occupo di loro, è semplice”.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Un chiaro e profondo messaggio, questo, che racchiude tutto ciò che è il romanzo <a href="http://www.ibs.it/code/9788850220533/PANIGATTI-ROSSELLA/ANIMA-MAGICA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850220533/PANIGATTI-ROSSELLA/ANIMA-MAGICA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>AnimaMagica</em></a>, edizioni Tea, scritto da Rossella Panigatti, un’autrice milanese che ha insegnato e scritto di tecniche di guarigione, di energia vitale, e che tiene preziosi e affascinanti seminari sull’argomento. Sono suoi i best seller <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788850206940/PANIGATTI-ROSSELLA/GUARITI-STORIE-VERE-CHI-HA-SCELTO-SALUTE.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850206940/PANIGATTI-ROSSELLA/GUARITI-STORIE-VERE-CHI-HA-SCELTO-SALUTE.html?shop=3297&amp;referer=');">Guariti</a>. Storie vere di chi ha scelto la salute</em>,<a href="http://www.ibs.it/code/9788850217366/PANIGATTI-ROSSELLA/LA--COMUNICAZIONE-VITALE-USARE-LENERGIA-PER-TRASFORMARE-CONFLITTI-IN-RELAZIONI-CON-NOI-STESSI-GLI-ALTRI-LAMBIENTE-CON-.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850217366/PANIGATTI-ROSSELLA/LA--COMUNICAZIONE-VITALE-USARE-LENERGIA-PER-TRASFORMARE-CONFLITTI-IN-RELAZIONI-CON-NOI-STESSI-GLI-ALTRI-LAMBIENTE-CON-.html?shop=3297&amp;referer=');"> </a><em><a href="http://www.ibs.it/code/9788850217366/PANIGATTI-ROSSELLA/LA--COMUNICAZIONE-VITALE-USARE-LENERGIA-PER-TRASFORMARE-CONFLITTI-IN-RELAZIONI-CON-NOI-STESSI-GLI-ALTRI-LAMBIENTE-CON-.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850217366/PANIGATTI-ROSSELLA/LA--COMUNICAZIONE-VITALE-USARE-LENERGIA-PER-TRASFORMARE-CONFLITTI-IN-RELAZIONI-CON-NOI-STESSI-GLI-ALTRI-LAMBIENTE-CON-.html?shop=3297&amp;referer=');">La comunicazione vitale</a>. Usare l&#8217;energia per trasformare i conflitti in  relazioni: con noi stessi, gli altri e l&#8217;ambiente</em> e <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788850204007/PANIGATTI-ROSSELLA/I--SINTOMI-PARLANO-COMPRENDERE-MESSAGGIO-DELLA-MALATTIA-SERVIRSENE-PER-GUARIRE.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850204007/PANIGATTI-ROSSELLA/I--SINTOMI-PARLANO-COMPRENDERE-MESSAGGIO-DELLA-MALATTIA-SERVIRSENE-PER-GUARIRE.html?shop=3297&amp;referer=');">I sintomi parlano</a>. Comprendere il messaggio della malattia e servirsene  per guarire</em>.<span id="more-5235"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>AnimaMagica</em>, il suo primo romanzo, ci apre la mente per condurci in una dimensione profonda, laddove ascoltare la nostra vera essenza unita alla voce della natura migliorerà la nostra mente, la nostra condizione, e darà nuova energia al corpo. Questo è ciò che accade anche a Silva, la protagonista quindicenne della storia, che per una circostanza apparentemente sfavorevole si ritroverà a compiere una sorta di viaggio verso l’ignoto, verso la conoscenza e la vita. Silva si trasformerà, da timida e spaurita ragazzina, in una giovane donna consapevole delle proprie doti, della propria bellezza interiore; si aprirà agli altri e imparerà a scoprire la grandezza delle piccole cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro che decanta l’amore per se stessi e per il prossimo, l’importanza della famiglia come luogo in cui apprendere e insegnare, la magia dell’adolescenza e quella sorprendente della vita stessa; una magia che ci sfugge fin troppo spesso, e che queste pagine ci “costringono” a scoprire viaggiando con Silva.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro da leggere con il cuore, con l’anima. Per conoscere e conoscersi.</p>
<p style="text-align: justify;">Rossella Panigatti<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788850220533/PANIGATTI-ROSSELLA/ANIMA-MAGICA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850220533/PANIGATTI-ROSSELLA/ANIMA-MAGICA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>AnimaMagica. Romanzo</em></a><br />
TEA, Milano 2009<br />
ISBN 978-88-502-2053-3<br />
pp. 325, euro 12,00</p>
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		<title>Il silenzio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[1. Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[il colore dell'invisibile]]></category>
		<category><![CDATA[il silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[mario quintana]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo giunti alla fine del mese di agosto e per molti (quasi per tutti) si riprende la normale attività lavorativa. Tra le vacanze e il lavoro è necessario, secondo noi, prendersi un momento per sé. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo giunti alla fine del mese di agosto e per molti (quasi per tutti) si riprende la normale attività lavorativa. Tra le vacanze e il lavoro è necessario, secondo noi, prendersi un momento per sé. Un momento di silenzio. Vi suggeriamo di farlo con una poesia di <a href="http://www.graphe.it/GM/tag/Mario-Quintana" target="_blank">Mario Quintana</a>, intitolata, appunto, <em>Il silenzio</em>.<span id="more-5393"></span></p>
<blockquote><p>Il mondo, a volte, mi pare così insignificante<br />
come un film che avesse perso all’improvviso il suono.<br />
Vedo uomini, donne: pesci che aprono e chiudono la bocca in un acquario.<br />
O moltitudini: scimmie che si agitano sugli spalti degli stadi…<br />
Ma è più triste la tristezza colorata dei carnevali,<br />
come il trucco delle vecchie battone.<br />
A volte penso che un tempo sono stato un re,<br />
immobile nel suo palco,<br />
obbligato a guardare<br />
interminabili sfilate, tornei, processioni, tutto…<br />
Oh! decisamente il mio regno non è di questo mondo!<br />
Né dell’altro…</p></blockquote>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/edgaa/4055710786/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/edgaa/4055710786/?referer=');">edgaa</a></p>
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		<title>Le formiche</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 06:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Sonno</dc:creator>
				<category><![CDATA[7. Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari pakista]]></category>
		<category><![CDATA[alluvioni pakista]]></category>
		<category><![CDATA[donazioni pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[Gravissima è la situazione in Pakistan in questi giorni, a causa delle alluvioni. Gli sfollati sono milioni e noi noi possiamo rimanere con le mani in mano a goderci la nostra estate. Cliccando qui, troverete ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gravissima è la situazione in <a href="http://news.google.it/news/story?pz=1&amp;cf=all&amp;ned=it&amp;cf=all&amp;ncl=dKD0LuwctOkcebML5LMhjptQU6YtM" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/news.google.it/news/story?pz=1_amp_cf=all_amp_ned=it_amp_cf=all_amp_ncl=dKD0LuwctOkcebML5LMhjptQU6YtM&amp;referer=');">Pakistan</a> in questi giorni, a causa delle alluvioni. Gli sfollati sono milioni e noi noi possiamo rimanere con le mani in mano a goderci la nostra estate. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-28/pakistan-indirizzi-donazioni-153601.shtml?uuid=AYwYegKC" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-28/pakistan-indirizzi-donazioni-153601.shtml?uuid=AYwYegKC&amp;referer=');">Cliccando qui</a>, troverete le indicazioni per fare delle donazioni. Intanto vi lasciamo alle riflessioni di Silvana Sonno su quanto accade in Pakistan e sulle nostre reazioni</p>
<p><span id="more-5384"></span></p>
<p style="text-align: center;">mentre mangiavo la minestra, la tivvù<br />
ha mostrato riprese dei pakistani<br />
che corrono a zig zag inseguendo<br />
- a volti e mani tese &#8211; i viveri che scendono<br />
dall&#8217;alto di elicotteri militari di soccorso<br />
sacchi di riso e latte e che so altro<br />
chi arriva prima ne prende più di uno<br />
altri sbagliando direzione disperati<br />
cercano di strapparne a quegli altri<br />
e tutto sotto il vento delle eliche battenti<br />
che spazzano la terra polverosa e i vestiti<br />
ondeggiano come lenzuoli di spettri sotto<br />
un vento di tempesta e speranza</p>
<p style="text-align: center;">dall&#8217;alto tutto è piccolo e stenti a vedere<br />
più che membra e teste indistinte<br />
tutti uomini comunque, le donne sono in casa<br />
attendono, che è il destino delle donne<br />
di preparare un po&#8217; di cibo per i figli<br />
e i più vecchi, i malati, gli stanchi<br />
e anche questo è destino di loro<br />
se così si può dire, se si può dire destino<br />
anche la fame nera e le disgrazie<br />
le alluvioni, come quest&#8217;ultima di molte<br />
la miseria la guerra i talebani e quegli altri,<br />
i terroristi, e ancor quegli altri, che molti siamo noi<br />
quelli di qua, integralisti in qualche modo tutti<br />
e gli elicotteristi.</p>
<p style="text-align: center;">Mi sono ricordata d&#8217;una volta<br />
che m&#8217;ero fatta i capelli in casa<br />
e li asciugavo maneggiando il phon<br />
c&#8217;era una scia di formiche che saliva<br />
dalla finestra aperta della stanza da bagno<br />
che dà verso il giardino, portando sulle antenne<br />
bricioline piccoli chicchi e minutaglia<br />
di quella che trascinano poi a casa<br />
- si chiama formicaio e è sottoterra -<br />
dove attendono altre formiche<br />
chissà se sono femmine pur quelle<br />
ma confesso che so poco di loro<br />
comunque, senza averci pensato ho diretto<br />
il fiato dell&#8217;asciugacapelli verso la fila nera<br />
un gesto stupido, senza intenzione alcuna<br />
ma così cattivo, nelle conseguenze.<br />
Poveracce come si son disperse!e fuggi fuggi<br />
hanno lasciato a terra viveri e qualcuna<br />
ci ha rimesso più di una zampetta.<br />
Ricordo che, considerando dall&#8217;alto lo scompiglio<br />
mi son detta che il destino, se sei nata formica<br />
ti consegna a forze sovrastanti, questione di misura<br />
è naturale, ma ho provato lo stesso una vergogna,<br />
sì, che vergogna!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/drmtoiber/326509998/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/drmtoiber/326509998/?referer=');">drmtoiber</a></p>
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		<title>Sullo sguardo&#8230;</title>
		<link>http://www.graphe.it/GM/2010/08/27/sullo-sguardo</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Concetta Bomba</dc:creator>
				<category><![CDATA[5. Punti di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Edith Stein]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Concetta Bomba]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Coelho]]></category>
		<category><![CDATA[sguardo]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo, di questi tempi, la possibilità di comunicare abbondantemente: e mi riferisco agli ultimi ritrovati tecnologici in grado di accorciare le distanze e renderci “prossimi” anche quando ci sono, frammezzo a noi, chilometri di distanza.
Che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo, di questi tempi, la possibilità di comunicare abbondantemente: e mi riferisco agli ultimi ritrovati tecnologici in grado di accorciare le distanze e renderci “prossimi” anche quando ci sono, frammezzo a noi, chilometri di distanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Che sia un sms, una e-mail o la chat (per citare gli ultimi strumenti del “parlarsi”), il bisogno di stare di fronte ad un altro in atteggiamento di ascolto e di dialogo è intrinseco alla natura dell’essere umano che si costituisce proprio attraverso l’esperienza dell’alterità.</p>
<p style="text-align: justify;">La giovane fenomenologa Edith Stein lo ha ribadito in abbondanza attraverso il suo lavoro sull’Empatia, argomento di giovanile elaborazione filosofica, nonché richiamo costante all’interno dell’esperienza mistico-religiosa sopraggiunta nel prosieguo del tempo.<span id="more-4586"></span></p>
<p style="text-align: justify;">È fondante, per ogni essere umano, “scontrarsi” con un altro, nel senso di approssimarsi ad un vissuto estraneo, portatore di una realtà personale ben diversa e distinta dalla propria, e “leggere”, “sentire”, “vedere”, empaticamente, un universo “altro” da noi, ricco di quella diversità che non siamo ancora e che ci riunisce in reciproca compenetrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Un amico viene da me e mi dice di aver perduto un fratello ed io mi rendo conto del suo dolore. Che cos’è questo rendersi conto?</em>”, scrive Edith Stein.</p>
<p style="text-align: justify;">Che sia dolore, o gioia, oppure fatica del vivere quotidiano, o quant’altro, l’approssimarsi reciproco, con qualunque mezzo, genera apertura amorosa, ascolto contemplante, coglimento di un vissuto di arricchente valenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo necessità di atti empatici; per questo ci si cerca con infinite modalità. Poco importa il mezzo utilizzato: rimane, sotteso ad ogni approccio, il bisogno di imbattersi l’un l’altro e generare alla luce “<em>quel che in noi sonnicchia…quel che non siamo e quel che siamo in più o in meno rispetto agli altri</em>” (Edith Stein).</p>
<p style="text-align: justify;">È pur vero, però, che “<em>possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano</em>” (Paulo Coelho).</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna pur sottolineare l’incapacità, a volte, dell’essere umano “moderno” di guardare l’altro negli occhi: quella sorta di chiusura ermetica che si esprime nel tenere il capo chino, con lo sguardo abbassato, rivolto esclusivamente su se stessi, quasi in una sorta di ossessione vigilante sulla integrità della propria corazza della quale ci si riveste nel camminare tra la gente, preoccupati di impedire all’altro un avvicinamento fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">La comunicazione verbale non scarseggia, lo abbiamo sottolineato. Ma è pur vero che con le parole, scritte o pronunciate a viva voce, si possono camuffare le più impensabili menzogne e presentarsi attraverso una immagine costruita a tavolino.</p>
<p style="text-align: justify;">Non attraverso l’esperienza empatica, il “guardarsi” con sguardo aperto nell’intimità della propri “cella” e cogliere “in carne ed ossa” una sempre nuova visione del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">E non sono più solamente “io”: c’è un “tu” che ci rende un “noi”, un essere-insieme nel mondo e oltre il mondo, nell’ineludibile bisogno di vicinanza, al confine tra ciò che è dicibile e ciò che rimane inesprimibile.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Quale ansia c’è nei suoi occhi! Il suo è lo sguardo di chi deve comunicare cose straordinarie</em>” (da Macbeth).</p>
<p style="text-align: justify;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/kaibara/2403072725/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/kaibara/2403072725/?referer=');">kaibara87</a></p>
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		<title>La Scuola per librai Rubbettino</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 06:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Librerie e lettori]]></category>
		<category><![CDATA[come gestire una libreria]]></category>
		<category><![CDATA[mestiere librai]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola per librai rubbettino]]></category>
		<category><![CDATA[soveria mannelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo parlato di librai, di lettori, ma oggi andiamo a conoscere qualcosa di nuovo sull’argomento libri. Esistono, in Italia, diverse scuole riservate a coloro che intendono entrare a far parte del mercato librario, di questi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo parlato di librai, di lettori, ma oggi andiamo a conoscere qualcosa di nuovo sull’argomento libri. Esistono, in Italia, diverse scuole riservate a coloro che intendono entrare a far parte del mercato librario, di questi tempi non esattamente fiorente; si tratta di corsi aperti sia a coloro che già operano sul campo, sia a coloro che – sebbene totalmente privi di esperienza – intendono aprire una nuova libreria. Vere e proprie scuole formative dunque, tra le quali oggi abbiamo scelto di intervistarne una per voi lettori di GraphoMania: la <a href="http://www.scuolalibrai.rubbettino.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.scuolalibrai.rubbettino.it?referer=');">Scuola Librai Rubbettino</a>.<span id="more-4807"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volete raccontarci dove nasce e con quale intento?</strong><br />
La scuola librai Rubbettino nasce da una considerazione di fondo. La Calabria è una regione dove si legge molto poco e che fa a gara con qualche altra regione del Sud nella conquista del fanalino di coda delle classifiche sulla diffusione della lettura in Italia. Ora, se e è vero che i calabresi leggono poco, è però ancor più vero che mancano le occasioni di incontro tra libri e possibili lettori. In Calabria ci sono poche biblioteche (molti depositi di libri) e, soprattutto poche librerie. Ci sono città con oltre ventimila abitanti e nessun punto vendita dove poter reperire libri. Molti librai pur lavorando con grande impegno a volte non hanno occasioni di crescita professionale e di confronto, e quelli più bravi che magari hanno partecipato in passato anche ai corsi della scuola per librai di Venezia si sentono spesso ai margini, alla “periferia dell’impero” dove è difficile mettere a frutto quanto appreso, ma soprattutto dove ci si sente slegati dai circuiti dell’editoria e delle librerie nazionali. Questo anche per via della peculiare orografia della regione che fa sì che i centri abitati spesso siano isolati e distanti tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa dovrebbe rappresentare per voi il “mestiere di libraio”, un semplice mestiere appunto, o una passione vera senza la quale non si diventerà mai efficaci?</strong><br />
Credo che qualsiasi mestiere debba comportare la passione. Non si possono vendere fiori se non si ha la passione del bello o frutta e verdura se non si amano le cose buone. Il discorso ovviamente diventa ancora più peculiare se si vendono, per dirla con Montroni, “anime”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con la vostra scuola, si può davvero contribuire a fornire gli strumenti per moltiplicare e diffondere la cultura della lettura?</strong><br />
Per diffondere la cultura della lettura non basta una scuola per librai, bisognerebbe incidere sulla scuola, quella vera, dalla quale purtroppo non escono lettori e dove il libro spesso diventa uno strumento di lavoro ma non un piacere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Secondo voi, con la crisi che sta continuando a colpire le librerie indipendenti, iscriversi alla vostra scuola è coraggioso o incosciente?</strong><br />
Questo è uno dei punti fermi su cui insistiamo maggiormente. Oggi le librerie indipendenti (ma il discorso è da estendersi anche a negozi di altro genere) si trovano di fronte a una scelta epocale: o puntare su una proposta differenziata e di qualità o chiudere. Sono molti i settori merceologici che hanno compreso la portata della sfida e hanno scommesso sul cambiamento. Oggi un piccolo negozio di generi alimentari che pensasse di continuare a vendere pasta Barilla sarebbe destinato a soccombere in poco tempo perché non potrebbe sostenere la concorrenza dei grossi centri commerciali. Così i vecchi negozietti del centro che hanno deciso di resistere si sono trasformati in piccole isole gourmand dov’è possibile acquistare prodotti ricercati di assoluta qualità, offrendo un servizio al cliente che il grosso centro commerciale non potrebbe mai offrire. Ecco, questo, per quanto possa suonare blasfemo, eretico, è proprio quello che penso debbano fare i librai indipendenti. Costruire un rapporto con la clientela basato sulla qualità, sulla ricerca. Per quanto un libraio possa essere bravo, un cliente sceglierà sempre e comunque di acquistare un best-seller dove lo trova a prezzo scontato mentre in una libreria di catena magari non troverà il libro particolare di un piccolo editore che fa scouting ed editoria di progetto e, sovente, non troverà un libraio appassionato di libri che conosca i libri che propone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel vostro programma, che importanza hanno le tecniche di vendita e di comunicazione con il cliente?</strong><br />
La nostra scuola non ha l’obiettivo primario di insegnare delle tecniche di vendita (seppure qualche lezione viene prevista) ma quella di fare rete, di formare informando, e soprattutto di favorire la nascita di un modo nuovo di intendere il mestiere di libraio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere, un consiglio ai futuri librai</strong><br />
Abbiate coraggio e fantasia e soprattutto dimenticate la visione romantica del libraio che passa le sue giornate a leggere o a discutere di letteratura alta con i suoi clienti. Quello del libraio è un lavoro e ogni lavoro comporta fatica e sacrifici ma, ovviamente, se manca la passione e tutto si riduce unicamente a fatica e sacrifici, meglio lasciar perdere.</p>
<p style="text-align: left;"><em>Una scuola non fa mai male, non è mai uno spreco di tempo o di energie, e diviene addirittura preziosa se grazie al suo esistere, si cerca di tener viva la passione per i libri, in un paese in cui purtroppo si legge sempre troppo poco. Buon lavoro dunque alla nostra Rubbettino!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.scuolalibrai.rubbettino.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.scuolalibrai.rubbettino.it/?referer=');">Scuola per librai Rubbettino</a><br />
Soveria Mannelli (Cz)<br />
tel 0968.6664209 – fax 0968 662055<br />
<a href="mailto:commerciale@rubbettino.it">email</a><br />
La scuola dura un giorno intero e si tiene in primavera presso la sede</p>
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		<title>Ultimi. Inchiesta sui confini della vita</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 06:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Mondolibri]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni libri]]></category>
		<category><![CDATA[Rita Pennarola]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Fantini]]></category>
		<category><![CDATA[trapianti di organi]]></category>
		<category><![CDATA[Tullio Pironti]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi inchiesta sui confini della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Sicuramente, le frontiere sempre più dilatate della bioetica hanno bisogno, per essere esplorate, di particolari cautele, di grandi aperture mentali e anche di grande senso del limite. Ci si trova, infatti, di fronte a problematiche ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sicuramente, le frontiere sempre più dilatate della bioetica hanno bisogno, per essere esplorate, di particolari cautele, di grandi aperture mentali e anche di grande senso del limite. Ci si trova, infatti, di fronte a problematiche dai confini sfuggenti, dalle complesse implicazioni, dalle non sempre prevedibili conseguenze di tipo pratico. Difficile più che mai, in un campo come questo, pretendere di avere risposte categoriche e non più rivedibili. Difficile davvero non avere dubbi, non sentirsi mai in dovere di riaprire il discorso, non sentirsi in dovere, soprattutto, di ascoltare con autentico interesse le voci di coloro che adottano approcci differenti.<span id="more-5377"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, nel nostro paese e anche in molti altri, su una delle questioni bioetiche più rilevanti e più delicate, quale quella dei <strong>trapianti di organi</strong>, lo schieramento composto dalla cosiddetta medicina ufficiale, dai principali organi di informazione, dalla classe dirigente e dalle varie autorità religiose appare estremamente compatto e indisponibile a qualsiasi vero confronto.</p>
<p style="text-align: justify;">È per questo che un libro come quello di Rita Pennarola (<a href="http://www.ibs.it/code/9788879374781/PENNAROLA-RITA/ULTIMI-INCHIESTA-SUI-CONFINI-DELLA-VITA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788879374781/PENNAROLA-RITA/ULTIMI-INCHIESTA-SUI-CONFINI-DELLA-VITA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Ultimi. Inchiesta sui confini della vita</em></a>, Tullio Pironti Editore), che dedica grande cura ad esaminare, con obiettività e rigore, i vari aspetti problematici della questione, è da salutare con vivo piacere e da leggere e valutare con la massima attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">E molto bene fa l’Autrice nell’aiutarci subito a capire che il vero nodo cruciale teorico-pratico, al di là delle ridondanti forme di propaganda a favore della “donazione degli organi”, è rappresentato dal concetto di “morte cerebrale”. Quando si affronta l’argomento dei trapianti, infatti, si tende, perlopiù, a dare per scontato, per acquisito e per indiscutibilmente acclarato che, oramai, parlare di “morte cerebrale” significhi parlare, a tutti gli effetti e con assoluta certezza, di morte nel vero e pieno significato del termine. Quasi mai ci si sofferma ad evidenziare quanto disti, concettualmente e praticamente, la “morte cerebrale” dalla morte così come è stata considerata da sempre da tutta l’umanità. Per cui, si finisce molto spesso per credere (e per far credere) che l’espianto egli organi avvenga da “cadavere”, ignorando il fatto che, al contrario, gli organi vengono estratti da un organismo che, per quanto in gravi condizioni, ha ancora un cuore che batte, sangue che circola, polmoni che respirano (seppur con l’ausilio di eventuali apparecchi meccanici).</p>
<p style="text-align: justify;">Molto illuminanti, a tale proposito, le parole del cardiologo David W. Evans, consulente presso l’ospedale Papworth ad Addenbrooke’s, Cambridge, ricavate dal suo intervento <em>Quanto sono “morti” i donatori di organi?</em></p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>“Gli organi per trapianto – spiega Evans – devono essere presi da corpi ancora vivi, corpi ancora perfusi dai loro cuori che pulsano spontaneamente, corpi tiepidi e così reattivi che possono essere richiesti farmaci muscolo-paralizzanti per facilitare l’intervento di espianto. I proprietari di quei corpi sono stati dichiarati “morti” su basi controverse di test cerebrali praticati al letto del paziente, una procedura non sufficientemente sicura da escludere qualsiasi persistente funzione cerebrale e che non include quei test che potrebbero documentare molta vita in qualche parte del cervello.</p>
<p>Molti – continua Evans – e perfino la più parte di coloro che hanno messo il loro nome nel Registro dei Donatori di Organi del Servizio Nazionale, possono aver offerto i loro organi per trapianto sull’equivoco generato dalle parole “dopo la mia morte” scritte sui moduli, intendendo che sarebbero stati morti nel senso comune del termine prima che la loro offerta fosse messa in atto. Se è così, essi hanno donato su una premessa falsa e queste offerte/donazioni non possono essere considerate valide.” (pp.105-106)</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il libro di Rita Pennarola, ci presenta una vasta gamme di altre voci critiche, voci autorevoli nel campo della scienza e nel campo della riflessione filosofico-teologica; ci presenta casi documentati di individui dichiarati “cerebralmente morti” e fortunatamente “ritornati in vita”; ci presenta l’attività coraggiosa e determinata della <em>Lega nazionale contro la predazione di organi e la morte a cuore battente</em> di Bergamo, vera “voce nel deserto” che, da anni, porta avanti una grintosa battaglia di civiltà; ci introduce in quel complesso ed inquietante “trapiantificio Italia”, stigmatizzato duramente come “<em>una macchina gigantesca che si alimenta di carriere, fatturati, giri d’affari farmacologici da milioni e milioni di euro</em>” (p.127); ci fornisce, infine, agghiaccianti informazioni sul mercato clandestino degli organi, un mercato sempre più tragicamente fiorente…</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, c’è veramente da augurarsi che il bel libro di Rita Pennarola (che, tra l’altro, nella sua prima parte affronta anche le non meno spinose questioni dell’inizio-vita) possa costituire un efficace contributo per creare almeno qualche crepa nella cappa del “silenzio-assenso” che ingabbia una questione di importanza veramente cruciale, favorendo così l’apertura di un dibattito democratico, finalmente liberato da pregiudizi, disinformazione e “ipse dixit” di ogni genere.</p>
<p style="text-align: left;">Rita Pennarola<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788879374781/PENNAROLA-RITA/ULTIMI-INCHIESTA-SUI-CONFINI-DELLA-VITA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788879374781/PENNAROLA-RITA/ULTIMI-INCHIESTA-SUI-CONFINI-DELLA-VITA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Ultimi. Inchiesta sui confini della vita</em></a><br />
prefazione di Ferdinando Imposimato<br />
Tullio Pironti, 2010<br />
pp. 176, euro 12,00</p>
<p style="text-align: right;">Recensione di <a href="../tag/roberto-fantini" target="_blank">Roberto Fantini</a></p>
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		<title>Tre haiku estivi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 06:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvana Sonno</dc:creator>
				<category><![CDATA[4. Poeticamente parlando]]></category>
		<category><![CDATA[haiku estivi]]></category>
		<category><![CDATA[poesie estive]]></category>
		<category><![CDATA[silvana sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[nel cielo estivo
nuvolette sospese
scorrono liete
delle cicale
è il ritmo dell&#8217;estate.
Gastrico blues
spiaggia dorata
il sole bacia i belli.
È ancora estate

Haiku estivi
Altri haiku estivi

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>nel cielo estivo<br />
nuvolette sospese<br />
scorrono liete</p>
<p>delle cicale<br />
è il ritmo dell&#8217;estate.<br />
Gastrico blues<span id="more-5369"></span></p>
<p>spiaggia dorata<br />
il sole bacia i belli.<br />
È ancora estate</p>
<ul>
<li style="text-align: right;"><a href="http://www.graphe.it/GM/2010/07/20/haiku-estivi" target="_blank">Haiku estivi</a></li>
<li style="text-align: right;"><a href="http://www.graphe.it/GM/2010/08/07/altri-haiku-estivi" target="_blank">Altri haiku estivi</a></li>
</ul>
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		<title>Fiocco rosa alla Graphe.it Edizioni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 14:01:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[7. Zibaldone]]></category>
		<category><![CDATA[fiocco rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Moscati]]></category>

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		<description><![CDATA[È nata Albachiara Rose, figlia del nostro autore Giuseppe Moscati e di sua moglie Ilenia. Poco dopo la nascita ci è arrivato un sms da parte della neonata (eh, i bambini di oggi!)
Sono nata alle ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È nata Albachiara Rose, figlia del nostro autore <a href="http://www.graphe.it/autori-e-autrici/moscati-giuseppe.html" target="_blank">Giuseppe Moscati</a> e di sua moglie Ilenia. Poco dopo la nascita ci è arrivato un sms da parte della neonata (eh, i bambini di oggi!)</p>
<blockquote><p>Sono nata alle 13,36! Mi chiamo Albachiara Rose, 3 kg e 600 e sono la sorellina di Marina Annie, che appena mi ha vista ha detto che son tanto buffa!</p></blockquote>
<p>Mille auguri da tutta la Graphe.it Edizioni!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L’Angelo delle Risposte</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 06:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
				<category><![CDATA[6. Testi]]></category>
		<category><![CDATA[adozione bimbi]]></category>
		<category><![CDATA[racconti angeli]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiamo Cicaleccio, e se mi chiamo così, beh… forse una ragione c’è e sarebbe da ricercare nel mio talento principale, che è quello del saper parlare per un tempo così lungo che non si ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi chiamo Cicaleccio, e se mi chiamo così, beh… forse una ragione c’è e sarebbe da ricercare nel mio talento principale, che è quello del saper parlare per un tempo così lungo che non si può definire. Ma, qui dove vivo io, il tempo non è poi così importante e quindi il mio “cicaleccio” è quasi eterno!</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti quelli che mi stanno attorno mi fanno i dispetti, mi tirano le piume, ma tanto io non sto mica zitto… Devo tener fede al mio nome, no? Se tu ti chiamassi “Sorriso”, potresti forse star sempre serio? Macché. Un po’ di coerenza, suvvia!</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito delle mie piume, ti starai domandando se sono un uccello o qualcosa di simile, ma la risposta è NO. E di me ti puoi fidare, non parlo mica a vanvera e so sempre quello che dico perché sono… L’Angelo delle Risposte.<span id="more-5341"></span></p>
<p style="text-align: justify;">È un bel compito, il mio, che assolvo tra un cicaleccio e l’altro, in giro tra la gente. Beh, nessuno può vedermi, ma <em>sentirmi</em> sì, e non nel senso a cui siamo abituati – o meglio – con il senso a cui siamo abituati, ovvero l’udito.</p>
<p style="text-align: justify;">No, non è con le orecchie che sentite le mie risposte, ma con la vostra stessa mente o con il cuore, e mai vi accorgete che sono stato io a suggerirvi piccole grandi soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ti è mai capitato di non riuscire a risolvere un problema, a scuola o nella vita di tutti i giorni? Sai quelle seccature che innervosiscono alla grande e delle quali faresti volentieri a meno… non trovare le parole per far pace con un amico o quelle per dire a una ragazzina quanto è bella… o magari per i più piccoli il tassello mancante di un puzzle, o il risultato di una divisione con la virgola o peggio di una radice quadrata (quanto possono far impazzire, vero?). Poi, di botto, il colpo di genio e tutto si sistema. Modestamente, c’è spesso il mio zampino. Certo, non sempre (a volte ve la cavate benissimo da soli, mannaggia!) ma spesso sì e ne vado fiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui, dove vivo io, è molto bello perché in un attimo sono ovunque. I miei spostamenti non necessitano di macchine, aerei, treni, navi o… biciclette. Non esiste lo spazio, non conosco le distanze, ma neppure il tempo – come già ho detto – ha importanza. Se c’è un ragazzetto (pure in capo al mondo) che si gratta la testa con la fronte corrugata, l’aria dubbiosa e lo sguardo a forma di punto interrogativo (non ridere sai, quello sguardo esiste, fai le prove davanti allo specchio e vedrai!), allora arrivo io e “suggerisco”. A volte si accorgono di qualcosa, come se li sfiorasse una brezza leggera, un piccolo soffio sul viso o sulle mani, perché il battito d’ali non è sempre leggero e mi capita di non riuscire a mascherarlo. A dire il vero, dovrei saperlo fare visto che mi è stata insegnata l’arte del silenzio, ma secondo te uno che si chiama Cicaleccio è in grado di impararla fino in fondo? Lasciamo stare.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque non ronzo solo intorno ai bambini o ai ragazzi. Non c’è un’età per il dubbio né per il bisogno di risposte. Hai mai visto papà quando non trova i calzini blu? Eppure sono sempre nello stesso cassetto da anni. E mamma, quando perde qualcosa dentro la sua borsetta? Ora, io dico, ma se la borsetta ha un fondo e nessuna buca da cui far scivolar via le cose, com’è che tutto scompare? Un biglietto, le chiavi, i fazzolettini, il rossetto! Quando vedo gli adulti che proprio non ce la fanno – e magari stanno per far tardi a un appuntamento – beh, ci metto un po’ di buona volontà. E fossero solo questi, i dubbi degli adulti… a volte non sanno dire le cose più belle, oppure non sanno gestire o affrontare le situazioni più semplici. Comincia a prenderne atto: gli adulti si complicano la vita! A volte però, quando pensano invece di avere tutte le risposte, sono davvero buffi! Per esempio, e questa te la voglio raccontare, da tempo osservavo una mamma alle prese con un discolo. Il discolo in questione, insieme al cuginetto Enrico, passava interi pomeriggi in una stramba gara di smorfie, e dovevi vedere quanto erano brutti! Le due madri non sapevano proprio come farli smettere, così – quasi sapessero di me o dei miei “colleghi” piumati – si sono inventate una storia ben più stramba delle smorfie in questione: “Non fate quelle facce, perché se vi passa davanti l’Angelo Custode, vi immobilizza il volto così come lo trova e non tornate più normali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono chiesto spesso perché mai un Angelo Custode debba fare uno scherzo del genere, ma la fantasia degli umani è illimitata, puoi giurarci! Il fatto è che – dai e dai – il bambino Enrico in una delle sue performance migliori, ha bloccato la mandibola in una posizione pazzesca! Può accadere, il corpo umano si inceppa a volte e forse lui costringeva le mascelle ad assumere posizioni davvero innaturali, ma… Sai che ancora un po’ e ci credevo pure io, che fosse stato l’Angelo Custode? Giuro! Naturalmente non è così, ma per un momento l’ho temuto e sono andato pure a informarmi con i miei superiori, acciderbola. Però… Amico mio, avresti dovuto vedere l’espressione del viso delle due madri, mentre al pronto soccorso attendevano che il dottore risistemasse la faccenda con una semplice bottarella. Si guardavano… oh, se si guardavano, e cercavano una risposta: possibile mai che la loro storia si fosse avverata? Il dubbio le si leggeva in viso, si sentivano sciocche ma continuavano a chiederselo quasi impaurite, e si guardavano intorno cercando un segno, qualcosa di strano che confermasse la presenza di qualcuno o “qualcosa”. E quel qualcuno c’era, ero io che mi sbellicavo dalle risate, ma quella volta sono stato punito perché non ho dato risposte e le ho lasciate per sempre nel dubbio. Sì, sono stato punito, ma ne è valsa la pena lasciarle lì con quella fifa!</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito di scherzi, non esisto solo io: c’è l’Angelo delle Risposte ma anche quello Burlone. Hai mai visto, in una giornata senza vento, una sola foglia muoversi tra le tante immobili sull’albero? È lui, che ci soffia contro per far strabuzzare gli occhi ai passanti. Ed è lui, spesso, che non fa trovare le cose in casa, che fa inciampare le persone, che movimenta un po’ le cose… Noi angeli ci divertiamo molto a osservare quello che lui combina per creare subbuglio o allegria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è anche l’Angelo che va a caccia di talenti speciali. Sai cosa è il talento? È la predisposizione verso una data cosa: per lo studio, per una materia in particolare, per l’arte (pittura, scrittura, fotografia, recitazione…). C’è anche il talento nel combinare guai (conosci qualcuno che ha rotto un vetro con una pallina da ping pong?), genio da non imitare. In ogni caso, spesso le persone che hanno un talento, che sono portate per una data cosa, ne sono totalmente ignare: fino a che non ti cimenti in qualcosa non puoi sapere se sei un talento, tuttavia c’è una vocina dentro di te che ti spinge in quella direzione con pensieri e desideri, o un&#8217;altra che all’opposto ti distoglie perché non è il tuo campo. Il mio amico Angelo dei Talenti, vaga spesso alla ricerca di… genitori! Mi spiego meglio. I bimbi sono un dono prezioso, una grande magia, sono il futuro e devono sempre essere felici, sereni, avere intorno a loro calore, Amore, tranquillità, proprio per diventare – domani – uomini e donne speciali, con il loro talento. Sono lo strumento, insomma, perché il nostro mondo sia migliore. Ma arrivano ovunque, anche in luoghi in cui c’è qualcuno che non possiede il talento d’essere un buon genitore. Sai, non è perché si tratta di persone cattive, egoiste o incapaci d’amare, assolutamente no, ma perché le circostanze non li hanno aiutati a sviluppare quel dato talento e magari ne possiedono un altro. Capisci? Il mestiere di genitori è il più antico del mondo e concedere a un bambino una famiglia che sa farlo, è un grande atto d’Amore. Così, il mio “collega” tenta di mettere ordine in questo delicato e meraviglioso campo, riorganizzando la distribuzione “genitori-figli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è nulla di più grande, di più appagante ma anche di più educativo dell’essere amati fin dall’infanzia. Sì, educativo. Perché l’Amore ti educa all’Amore, una coppia di genitori felici ti insegna quotidianamente il rispetto per te stesso e per coloro che incontrerai divenuto ormai adulto. Te lo fa… respirare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché, da quassù, cerchiamo di mettere ordine in qualche errore involontario di madre natura nella distribuzione di miracoli, come quello della nascita. Perché la mamma e il papà non sono necessariamente coloro che in una magica sera ti concepiscono con un atto d’amore, ma sono anche quelli che OGNI magica sera della loro vita insieme attendono proprio te come dono, come motivo di completamento, come fondamentale “tassello” mancante (ricordi il puzzle?) per una famiglia felice. Ti aspettano, ti immaginano, si preparano ad accoglierti con grande trepidazione, organizzano i tuoi spazi, preparano il tuo letto e sperano con tutto il cuore di piacerti almeno la metà di quanto tu piacerai a loro, cosa inquantificabile, puoi giurarci!</p>
<p style="text-align: justify;">La tua mamma e il tuo papà, sono quelli che ti crescono, che ti soffiano il nasino, che ti insegnano ad allacciare le scarpe e che ti fanno il solletico al pancino quando ti svegli. Piangono e ridono con te e per te, ti guardano lievitare di anno in anno provando orgoglio e soddisfazione, e sono pronti a qualunque sacrificio (senza mai sentirne il peso) pur di farti felice, pur di restituirti la gioia che tu hai dato a loro: quella di essere o di diventare i tuoi genitori. E sarà così anche quando avrai i baffi e un bel quarantacinque di scarpa! Perché questo è ciò che fanno i genitori che hanno nel cuore il talento e la capacità di esserlo, amico mio.</p>
<p style="text-align: justify;">Io ho visto gli occhi di tua madre quando, da quassù, si è fatto in modo che vi incontraste per la prima volta: era bellissima, tremava e ti sfiorava così come si sfiora un dono tanto atteso e desiderato. Ma… un segreto devo rivelartelo: c’era un talento che al tempo ancora non possedeva, quello di cambiare i tuoi pannolini! Avessi visto che spasso!!! Sono accorse le tue zie e c’era tanta gioiosa confusione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ho visto anche il tuo papà, sai? Un sorriso commosso che restituiva al suo viso quel tocco fanciullesco di un tempo, avvicinandolo a te.</p>
<p style="text-align: justify;">I papà sono la forza, la solidità, la protezione, il coraggio, ma… non farti fregare troppo dalle apparenze: in realtà sono più morbidi delle mamme! Però questo non raccontarlo in giro…</p>
<p style="text-align: justify;">Dal registro degli incastri riusciti, qui da noi, leggo che ti chiami… Giovanni. No, aspetta, Gianni, no sbaglio ancora, ma sei sotto la G, ne sono certo. Giacomo, Giuseppe, Gilberto… eccoti: Giulio! Sì, credo a questo punto di non sbagliarmi, sei proprio tu. E allora Giulio, io Cicaleccio, Angelo delle Risposte, ti faccio una piccola preghiera: ricorda chi ti ha messo al mondo con rispetto e gratitudine, perché è grazie a lei, a loro, che hai potuto incontrare la tua vera famiglia, quella che ti sta accompagnando giorno dopo giorno verso la vita, verso il tuo diventare Uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">E, grazie al loro grande insegnamento, anche tu possiederai un giorno il grande e prezioso talento d’essere genitore, <em>un buon genitore</em>, per i tuoi figli, concepiti o ricevuti in dono…</p>
<p style="text-align: right;">Tuo Cicaleccio</p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Mamma mia quanto ho parlato pure stavolta!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>F come felicità. Intervista all&#8217;autrice Silvana Sonno</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 06:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Graphe.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[3. Mondolibri]]></category>
		<category><![CDATA[alfabeti per le emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[anna karenina]]></category>
		<category><![CDATA[cittadella editrice]]></category>
		<category><![CDATA[f come felicità]]></category>
		<category><![CDATA[psicoguide]]></category>
		<category><![CDATA[silvana sonno]]></category>

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		<description><![CDATA[È in libreria F come felicità di Silvana Sonno. Il libro – pubblicato da Cittadella Editrice all&#8217;interno della Psicoguide / Alfabeti per le emozioni – scandaglia il senso della felicità attraverso il collegamento tra varie ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">È in libreria <a href="http://www.ibs.it/code/9788830810570/SONNO-SILVANA/F-COME-FELICITA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788830810570/SONNO-SILVANA/F-COME-FELICITA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>F come felicità</em></a> di <a href="http://www.graphe.it/GM/tag/silvana-sonno" target="_blank">Silvana Sonno</a>. Il libro – pubblicato da Cittadella Editrice all&#8217;interno della <em>Psicoguide / Alfabeti per le emozioni</em> – scandaglia il senso della felicità attraverso il collegamento tra varie parole chiave intervallate da esperienze di vita concreta di varie persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo rivolto alcune domande all&#8217;autrice, per capire un po&#8217; meglio la sua pubblicazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Scrivi nell’introduzione: “Felicità è un argomento difficile da trattare, e non perché manchino voci più che autorevoli che ne abbiano discusso e argomentato, a cui chiedere lumi e ispirazione – tutta la filosofia si può dire è una lunga dissertazione sulle ragioni e le possibilità di raggiungere la felicità – ma proprio per questo”. Come hai affrontato, dunque, il discorso “felicità” nel tuo libro?</strong><br />
Ho cercato di aprire un dialogo con quanto autorevolmente detto nel corso del tempo da chi si è occupato di felicità, nelle varie espressioni del sapere umano, dalla filosofia alla scienza, dalla psicologia all’arte, alla religione, alla letteratura, alla politica, ma non dimenticando il “piccolo sapere” della quotidianità, l’esperienza diretta di singole concrete individualità, alle prese con la propria personale ricerca della felicità.<span id="more-5270"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vicinanza, ricordo, ecologia, poesia, amicizia, dono, cucciolo caldo… Sono alcune delle parole-chiave intorno alle quali è costruito il tuo libro. Può esistere una gerarchia tra di loro?</strong><br />
Non oggettivamente, è ovvio. Soggettivamente – per quanto mi riguarda – la tesi che in qualche modo attraversa i vari capitoli è che la felicità è un prodotto relazionale, ha bisogno cioè della <em>nutrizione</em> dell’<em>incontro</em> e dell’apertura – <em>grata e gratuita</em> – alla bellezza dell’esistere. Bisogni da riconoscere e appagare, strappandoli alla alienazione e alla solitudine della società globalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Tutte le famiglie felici si assomigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo”: questo il celebre incipit di “Anna Karenina” di Tolstoj. La felicità, dunque, è un appiattimento?</strong><br />
Nessuna esperienza umana si appiattisce su un modello dato, tanto meno le emozioni e le passioni che si colorano della tavolozza particolare di ogni anima. Se la felicità fosse l’approdo di un percorso conformista avremmo almeno una ricetta sicura e utile allo stesso modo per tutti, per raggiungerla. Non è così. Con buona pace di Tolstoj.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel tuo libro presenti anche le esperienze di varie persone: è facile parlare/far parlare di felicità?</strong><br />
No, le persone di solito hanno timore di esporsi quando sono chiamate a esprimersi su esperienze così intime e personali. Gli uomini in particolare fanno difficoltà ad ammettere di essere alle prese con sentimenti e frustrazioni, ma anche soddisfazioni, a meno che non sappiano inquadrarli in una teoria concettuale ben strutturata. Sul piano del privato, come si sa, invece le donne sono più disponibili e dunque non è un caso che nel mio libro compaiano soprattutto testimonianze femminili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per concludere, ci dici una cosa che ti rende felice?</strong><br />
Vediamo, è quasi sera e oggi non ho pranzato&#8230; Che ne dici di “un panino e un bicchiere di vino”?</p>
<p>Silvana Sonno<br />
<a href="http://www.ibs.it/code/9788830810570/SONNO-SILVANA/F-COME-FELICITA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788830810570/SONNO-SILVANA/F-COME-FELICITA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>F come felicità</em></a><br />
Cittadella Editrice, 2010<br />
ISBN 978-88-308-1057-0<br />
pp. 128, euro 10,00</p>
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