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	<title>GraphoMania &#187; Corso di scrittura</title>
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		<title>Consigli di scrittura: rimuovere tutte le parole non necessarie</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 07:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ed eccoci al secondo piccolo grande consiglio del nostro Murakami il quale, tra l’altro, è anche il nipote di un monaco buddista, lo sapevate?

Rimuovere tutte le parole non necessarie: “Nessuna parte era troppo ricca, ma ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ed eccoci al<a href="http://www.mediabistro.com/galleycat/how-to-write-like-haruki-murakami_b39484" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mediabistro.com/galleycat/how-to-write-like-haruki-murakami_b39484?referer=');"> secondo piccolo grande consiglio</a> del nostro Murakami il quale, tra l’altro, è anche il nipote di un monaco buddista, lo sapevate?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rimuovere tutte le parole non necessarie</strong>: “Nessuna parte era troppo ricca, ma allo stesso tempo aveva tutto quello che era necessario”.<span id="more-8288"></span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Con questa frase possiamo ricollegarci a quanto detto precedentemente, ovvero la scelta delle parole. A volte ne bastano davvero poche, per esprimere la forza di un rimpianto, la violenza di un dolore, la pacatezza di uno sguardo o l’intensità di una voce. La lunga descrizione di un’emozione tradotta in parole, non necessariamente trasmette ciò che avremmo voluto. Nondimeno, una piccola breve frase, ci riporta quasi violentemente a un ricordo, a una speranza, a un desiderio segreto. La ricchezza non sta nella quantità, dunque, ma nella qualità delle nostre frasi, e ciò si ricollega al discorso sulla profondità di un testo o di un pensiero scritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lettore, all’inizio di una nuova storia, è spesso molto scettico: “Mi piacerà? Che avrà scritto <em>questo</em>? Ne varrà la pena?” Apriamogli la porta, facciamolo accomodare, curiamogli un ambiente invitante: è venuto a trovarci forse per il titolo, forse per la copertina, forse perché gli ha parlato di noi un amico.</p>
<p style="text-align: justify;">Aprendo un libro che non conosce, entra con circospezione in una nuova casa, facciamo in modo che gli piaccia, che possa sentire qualcosa, catturiamolo e stimoliamo i suoi sensi. Come? Con le parole, naturalmente. Quando usiamo quelle giuste, possiamo addirittura raccontare il silenzio o far parlare gli oggetti, senza che ciò possa necessariamente risultare assurdo o surreale! In questo, lo scrittore diviene un po’ un mago; deve inventare nuovi modi di raccontare cose già raccontate, perché l’originalità spesso non sta tanto nella storia quanto nel modo di scriverla.</p>
<p style="text-align: justify;">Attenzione agli aggettivi, usarne troppi può far risultare il testo addirittura noioso! E attenzione anche alle metafore troppo poetiche: le parole devono ardere nel lettore, non spegnere il fuoco della sua attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon lavoro!</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/mereteveian/3978770597/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/mereteveian/3978770597/?referer=');">~Merete</a></p>
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		<title>Consigli di scrittura: scrivere semplicemente e con molta cura</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 07:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso nel post precedente, da oggi, per gli appassionati di scrittura che ci seguono sulle pagine di GraphoMania, proveremo a sviluppare cinque importanti consigli per usare la penna come il grande scrittore Murakami. Siete ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.graphe.it/GM/2012/01/03/i-consigli-di-scrittura-di-harumi-murakami" target="_blank">Come promesso nel post precedente</a>, da oggi, per gli appassionati di scrittura che ci seguono sulle pagine di GraphoMania, proveremo a sviluppare <a href="http://www.mediabistro.com/galleycat/how-to-write-like-haruki-murakami_b39484" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mediabistro.com/galleycat/how-to-write-like-haruki-murakami_b39484?referer=');">cinque importanti consigli</a> per usare la penna come il grande scrittore Murakami. Siete pronti? Eccovi il primo:</p>
<blockquote><p><strong>Scrivere semplicemente e con molta cura</strong>: “La scrittura sembrava apparentemente semplice, ma una lettura più approfondita rivelava il fatto che fosse calcolata e costruita con estrema cura”.<span id="more-8282"></span></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Può sembrare una contraddizione ma non lo è, credetemi: tra gli strumenti necessari per sviluppare una storia infatti, non dovrà mai mancare una consistente varietà di parole; ne parlammo nelle lezioni precedenti in maniera approfondita ed è un tema costante in tutti i laboratori o corsi di scrittura; non dimenticate che le storie non si sviluppano in lunghezza ma in profondità, e la profondità è data proprio dalle parole.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, allo stesso tempo, dovrete far sì che la paura delle ripetizioni non vi spinga alla ricerca ossessiva di vocaboli “particolari”; anche nel campo delle parole vige la regola della via di mezzo, dunque vi basterà consultare un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari per evitare di ripetervi, ma non sarà necessario affannarsi per trovare dei sostituti “pomposi”.</p>
<p style="text-align: justify;">Lavorate su ciò che avete da dire costruendo con attenzione le frasi perché risultino efficaci, ricordando però che è la semplicità a rendere il nostro pensiero in grado di raggiungere il lettore. L’emozione di una frase, il turbamento dato da una descrizione, devono giungere a lui all’improvviso, mentre le pagine scorrono sotto i suoi occhi; se dovrà soffermarsi troppo su un periodo perché ricco di vocaboli ricercati e difficili, il suo coinvolgimento andrà perduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre più convinta che la giusta misura fra il troppo e il troppo poco, possa essere scovata in ogni storia che leggete: siate curiosi, critici, attenti, perché ogni libro letto possa trasformarsi in buon maestro e trasformare voi in scrittori che lasciano il segno!</p>
<p style="text-align: justify;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/adulau/193624507/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/adulau/193624507/?referer=');">Alexandre Dulaunoy</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I consigli di scrittura di Haruki Murakami</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rieccoci insieme, con la penna in mano, pronti a sperimentare la bellezza dello scrivere mentre fuori l’inverno ci ispira. Ricordate le “lezioni” di scrittura precedenti? Riepilogando, avevamo cominciato con piccole e semplici ricette utili ad ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Rieccoci insieme, con la penna in mano, pronti a sperimentare la bellezza dello scrivere mentre fuori l’inverno ci ispira. Ricordate le “lezioni” di scrittura precedenti? Riepilogando, avevamo cominciato con piccole e semplici <em>ricette</em> utili ad <a href="http://www.graphe.it/GM/2010/10/13/le-sette-regole-per-nutrire-la-creativita" target="_blank">allenare e nutrire la vostra creatività</a>, invitandovi a essere curiosi, a regalarvi del tempo, a riscoprire i cinque sensi, ad annotare di tutto per nutrire la fantasia con la varietà, e così via. Di seguito, avevamo affrontato <a href="http://www.graphe.it/GM/2010/10/28/le-parole" target="_blank">l’importanza delle parole</a>; per dirla con quelle di Raymond Carver: “<em>Le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste</em>”. Come non seguire il suo consiglio-ammonimento?<span id="more-8277"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Poi era stata la volta della <a href="http://www.graphe.it/GM/2010/11/13/la-punteggiatura" target="_blank">punteggiatura</a>, fondamentale per trasmettere al lettore toni, respiri, addirittura sguardi e ammiccamenti, emozioni; strumento essenziale dunque per far parlare il vostro testo.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevamo riservato anche uno <a href="http://www.graphe.it/GM/2010/12/12/la-memoria" target="_blank">spazio alla memoria</a>, ricordandovi che la scrittura non è solo <em>vocazione</em> ma anche <em>evocazione</em>, perché chi saremmo noi senza i nostri ricordi, le nostre nostalgie o i nostri pentimenti? Dunque, per usare le parole di Freud, <em>la letteratura è anche il ritorno del rimosso o la proiezione del desiderio, un desiderio adulto di confrontarci con noi stessi</em>. Avevamo concluso le nostre lezioni accarezzando la vostra fantasia con un argomento caro all’infanzia: le <a href="http://www.graphe.it/GM/2010/12/27/scrivere-una-fiaba" target="_blank">fiabe</a>. Rifacendoci alle Funzioni di Propp vi avevamo esortato a cimentarvi in un vostro personale “C’era una volta…”, tra castelli fatati, streghe e principesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle nuove lezioni che abbiamo preparato per voi invece, vi presenteremo un grande della letteratura giapponese, Haruki Murakami, scrittore, traduttore (di altrettanto grandi della letteratura come Carver, per esempio) e saggista giapponese. Ricordo la prima volta che rimasi affascinata dal suo stile e dalla sua incredibile capacità di trasmettere sensazioni intense; fu leggendo il suo <a href="http://www.ibs.it/code/9788806199678/MURAKAMI-HARUKI/KAFKA-SULLA-SPIAGGIA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788806199678/MURAKAMI-HARUKI/KAFKA-SULLA-SPIAGGIA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Kafka sulla spiaggia</em></a>, del 2002, storia in cui vi sono momenti che insegnano a descrivere l’attesa, altri la tensione, altri il cambiamento del personaggio che da buono e generoso diviene un assassino suo malgrado.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’aiuto di questo maestro della scrittura e delle sue parole, proveremo a sviluppare cinque importanti suoi <a href="http://www.mediabistro.com/galleycat/how-to-write-like-haruki-murakami_b39484" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mediabistro.com/galleycat/how-to-write-like-haruki-murakami_b39484?referer=');">consigli che si possono ricavare</a> dal suo ultimo romanzo <a href="http://www.ibs.it/code/9788806203795/MURAKAMI-HARUKI/1Q84-LIBRO-1-2-APRILE-SETTEMBRE.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788806203795/MURAKAMI-HARUKI/1Q84-LIBRO-1-2-APRILE-SETTEMBRE.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>1Q84</em></a>, e chissà che non diventiate altrettanto bravi! Chi può dire fin dove può arrivare il vostro talento nascosto?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/insomnia90/3875374318/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/insomnia90/3875374318/?referer=');">Insomnia PHT</a></p>
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		<title>Scrivere una fiaba</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 07:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo parlato, nelle lezioni di scrittura precedenti, di fantasia, di magia, di parole che danno vita ad immagini, di immagini tradotte in parole. Tutto ciò, a proposito di questa bizzarra disciplina nella quale ci appassioniamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Abbiamo parlato, nelle <a href="http://www.graphe.it/GM/category/corso-di-scrittura" target="_blank">lezioni di scrittura precedenti</a>, di fantasia, di magia, di parole che danno vita ad immagini, di immagini tradotte in parole. Tutto ciò, a proposito di questa bizzarra disciplina nella quale ci appassioniamo a qualcosa che non esiste, che non è reale. Non è forse vero che, nella narrativa, ci ritroviamo a seguire vicende di qualcuno che non fa parte della realtà?!?<span id="more-5660"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Eppure, scrivere o leggere qualcosa, può facilmente modificare il nostro umore e influenzarci la giornata! Ma, a proposito di magia e fantasia, oggi parliamo di fiabe. Ciò che infatti le caratterizza, è la presenza costante del fantastico, del meraviglioso e, possibilmente, di un lieto fine. Ma non solo. Siamo infatti sempre in presenza di una struttura narrativa a schemi fissi, con una sua morale e con un limitato numero di situazioni tipiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cominciare, non vi sono mai dati che rendano riconoscibili paesi o città: abbiamo regni, boschi, casupole di contadini, fiere e mercati, castelli. Inoltre, nessuna epoca storica viene mai citata e le vicende si collocano nei consueti “C’era una volta” oppure “Tanti, tanti anni fa…”</p>
<p style="text-align: justify;">All’interno della stessa fiaba poi, il tempo pare non essere in alcun modo identificabile e si traduce con “un bel mattino…” oppure con gli anni che, semplicemente, “passano”. Anche le distanze non sono quantificabili, e si accorciano o si allungano a seconda delle esigenze della storia. E, a proposito delle situazioni tipiche e dei personaggi, abbiamo l’eroe, il cattivo (antagonista dell’eroe), la prova da superare, il viaggio, il mezzo magico che viene in aiuto dell’eroe per sconfiggere la perfidia, la lotta tra il bene e il male, l’eroe che vince e sposa l’amata o viene incoronato re. A concludere degnamente la vicenda, la punizione esemplare del cattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste e altre verità narrative (trentuno in totale), sono state individuate e definite <em>funzioni</em> (svolgono una funzione nella logica della storia) dallo studioso sovietico Vladimir Propp, che ha stilato un elenco (<em>Le Funzioni di Propp</em>, appunto) nel quale ognuno di noi può riconoscere alcune caratteristiche delle favole che ha letto, o che gli sono state raccontate. Nella fiaba, la verosimiglianza non esiste, il prodigio è di casa, il cattivo ha un brutto aspetto, il buono è bello, dolce, spesso biondo… Ma, se all’inizio della storia, dovesse avere la sfortuna d’esser nato non proprio di gentile aspetto, una metamorfosi farà sì che tutto cambi: una zucca diverrà cocchio dorato, un brutto anatroccolo sarà cigno maestoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi lascio così, a sognare il vostro <em>C’era una volta</em>, e ad invitarvi – se ve la sentite – a scrivere una piccola fiaba per <em>GraphoMania</em>. Unica limitazione, la lunghezza: massimo una cartella o poco più.</p>
<p style="text-align: justify;">Buon viaggio e… attenti ai draghi!</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Potete svolgere l’esercizio nei commenti oppure scrivendo direttamente a <a href="http://www.graphe.it/GM/contatti" target="_blank">Susanna Trossero</a>.</p>
<p>Se poi siete interessate/i a un percorso personale di scrittura, Susanna è disponibile ad aiutarvi. Se volete sapere di più, trovate maggiori informazioni sul blog <a href="http://scriviconme.blogspot.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/scriviconme.blogspot.com/?referer=');"><em>Scrivi con me</em></a>.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/40908626@N00/263959614/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/40908626_N00/263959614/?referer=');">Vanish</a></p>
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		<title>La memoria</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 07:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[tradurre le emozioni in testo]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Freud, la letteratura è anche il ritorno del rimosso o la proiezione del desiderio, un desiderio adulto di confrontarci con noi stessi. Senza le nostre memorie, i nostri ricordi, le nostre nostalgie o i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Secondo Freud, la letteratura è anche il ritorno del rimosso o la proiezione del desiderio, un desiderio adulto di confrontarci con noi stessi. Senza le nostre memorie, i nostri ricordi, le nostre nostalgie o i nostri pentimenti, patimenti o gioie, non potremmo narrare, poiché scrivere non è solo vocazione, alterazione della realtà, fantasia sfrenata, ma anche <em>evocazione</em>. Perché l’immaginario viene inevitabilmente condito anche da verità, e perché accada, non si deve necessariamente pensare ad una storia autobiografica; nel nostro caso, nel caso della narrativa, si parla di verità intese come turbamenti, emozioni, sentimenti conosciuti, reazioni. Infatti, in ogni storia, vi è tanto di chi l’ha scritta anche quando ciò pare impossibile.<span id="more-5646"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Supponiamo che il protagonista di un racconto sia un cane. Che sia la sua, la voce narrante. E supponiamo che stia soffrendo per un abbandono. Fantastico o no, l’autore riesumerà le sensazioni da lui provate in altri frangenti, per poterle raccontare efficacemente. Si immedesimerà. Oppure racconterà, con una buona dose di immaginazione, quelle vissute da qualcuno che gli è caro e che in un momento difficile lo ha reso partecipe.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo ladri, noi scrittori, perché – volutamente o no – condiamo le nostre storie anche con verità altrui, con sensazioni che ci sono state raccontate &#8211; più che con episodi &#8211; con emozioni che elaboriamo, scomponiamo, reinventiamo fino a trasformarle in parole. Attingiamo dalla memoria ciò che nel tempo abbiamo immagazzinato; una frase, un verso, uno sguardo, un sorriso o un buffo cappello, possono dar vita ad un fiume di pensieri che sfocia in scrittura.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho parlato di un buffo cappello perché anche un oggetto può trasmettere qualcosa. Avete mai notato che gli oggetti, con noi, possono essere gentili (evocando situazioni o persone che li hanno toccati e che ci mancano), o crudeli (per la stessa identica ragione ma all’opposto…), o freddi e scostanti? Le “cose” parlano, ci torturano, ci sorridono, ci accarezzano, attraverso la memoria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, a proposito di Freud e della rimozione, la scrittura può aiutarci a recuperare molto di noi stessi che credevamo fosse andato perduto. È vero che riesumare conflitti sepolti può alimentare le proprie angosce, ma è altrettanto vero che scriverne innesca un processo liberatorio, producendo una sorta di auto sostegno e dando vita ad una nuova e più profonda accettazione di sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante cose può fare la scrittura per noi…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esercizio</strong>: scegliete un’emozione ancora viva in voi (paura, gioia, amore, dolore, angoscia ecc) e raccontatela attraverso una storia non autobiografica, condite un episodio immaginario di sensazioni conosciute. Lunghezza massima, una cartella.</p>
<blockquote style="text-align: justify;"><p>Potete svolgere l’esercizio nei commenti oppure scrivendo direttamente a <a href="http://www.graphe.it/GM/contatti" target="_blank">Susanna Trossero</a>.</p>
<p>Se poi siete interessate/i a un percorso personale di scrittura, Susanna è disponibile ad aiutarvi. Se volete sapere di più, trovate maggiori informazioni sul blog <a href="http://scriviconme.blogspot.com/" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/scriviconme.blogspot.com/?referer=');"><em>Scrivi con me</em></a>.</p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Foto | <a href="http://sdz.aiap.it/notizie/5121" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/sdz.aiap.it/notizie/5121?referer=');">sdz</a></p>
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