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	<title>GraphoMania &#187; Blog &amp; Web</title>
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		<title>Il blog di Titty Cerquetti</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 22:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog & Web]]></category>
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		<description><![CDATA[Appassionata di scrittura Titty Cerquetti lo è di certo, e ce lo dimostra non tanto nel modo più consueto, ovvero attraverso l’elenco delle sue pubblicazioni, quanto più discretamente attraverso i post del suo blog.
Le parole ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Appassionata di scrittura <a href="http://www.tittyna.net/biografia/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.tittyna.net/biografia/?referer=');">Titty Cerquetti</a> lo è di certo, e ce lo dimostra non tanto nel modo più consueto, ovvero attraverso l’elenco delle sue pubblicazioni, quanto più discretamente attraverso i post del suo <a href="http://www.tittyna.net" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.tittyna.net?referer=');">blog</a>.</p>
<p>Le parole superano lo spazio tra lo sguardo e il monitor del computer e passano velocemente dalla sua anima (“La mia colpa è essere diversa. Diversa perché accetto che gli altri siano diversi da me…”), a quella di chi legge. Malinconia, fierezza, desiderio di avere a disposizione più di una vita.</p>
<p><strong>Cos’è per te, Titty, raccontarti in un blog?</strong><br />
Pubblica intimità. Mi piace pensare, fin da quando ho cominciato cinque anni fa, che il blog sia il luogo più adatto alla condivisione della propria anima e del proprio talento. Sul blog mi sono raccontata, confrontata, ho messo a disposizione di tutti i miei pensieri ma anche e soprattutto i miei lavori letterari. È un ponte tra quello che realmente siamo e ciò che vorremmo essere. È una ricerca di altri sé tra coloro che navigando si riconoscono in un pensiero, in una frase, in una intima sensazione. Nessuno di noi si metterebbe così a nudo che so, per la strada, in mezzo alla gente, il blog, invece, concede questa possibilità senza esporsi completamente. Trovate le anime amiche il percorso prosegue insieme, sul proprio o sui rispettivi blog, fino ad arrivare al tavolo di un pub. Per questo amo il blog e detesto i social network.<span id="more-2729"></span></p>
<p><strong>C’è un libro non tuo che tuttavia, in qualche modo, ti rappresenta?</strong><br />
Ce ne sono diversi, come diverse sono le sfaccettature della nostra anima, di ognuno di noi. Essere imprigionate in uno o più ruoli non deve mai farci dimenticare che siamo anche altro, tanto altro. <a href="http://www.ibs.it/code/9788854111837/AUSTEN-JANE/RAGIONE-SENTIMENTO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788854111837/AUSTEN-JANE/RAGIONE-SENTIMENTO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Ragione e sentimento</em></a> di Jane Austen, è il libro nel quale avrei voluto vivere, come Marianne Dashwood. Eppure adoro Stella, la protagonista di <a href="http://www.ibs.it/code/9788845913600/MCGRATH-PATRICK/FOLLIA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788845913600/MCGRATH-PATRICK/FOLLIA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Follia</em></a>, di Patrick McGrath, altro personaggio femminile che mi somiglia, nella sua irrefrenabile passione amorosa.<br />
<strong><br />
Cosa influenza maggiormente la tua scrittura e il tuo stile, ciò che leggi o le tue emozioni segrete?</strong><br />
Le mie letture, sicuramente. Sono una lettrice onnivora, ho cominciato in fasce con <a href="http://www.ibs.it/code/9788841849460/MOLNAR-FERENC/I--RAGAZZI-DELLA-VIA-PAAL.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788841849460/MOLNAR-FERENC/I--RAGAZZI-DELLA-VIA-PAAL.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>I ragazzi della via Paal</em></a> e non ho più smesso. Durante il mio ultimo trasloco mi sono resa conto che metà del carico erano libri. Le idee vengono dalla vita quotidiana, dalle storie vissute, da quelle ascoltate, mentre lo stile non può che essere il prodotto personale di quanto letto nel corso degli anni.</p>
<p><strong>Quando hai capito che era giunto il momento di farsi leggere?</strong><br />
Non c’è stato un momento preciso poiché ho sempre avuto l’abitudine di scrivere e poi leggere alle persone care le mie storie. Se parli invece di farsi leggere da altri lontani da me, o da addetti ai lavori, direi che è accaduto nel 2004, quando ho aperto il mio blog.<br />
<strong><br />
E, come scrittrice, hai un sogno nel cassetto?</strong><br />
Certamente, ed è pubblicare il mio primo romanzo. Fino ad oggi ho sempre partecipato a libri di racconti condivisi con altre autrici, e credo sia giunto il momento di mettersi in gioco, visto poi che il romanzo c’è. Vediamo se il cassetto è destinato ad aprirsi oppure no.</p>
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		<title>Solo per oggi&#8230; Il blog di Concetta Bomba</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 22:02:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog & Web]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[blog religiosi]]></category>
		<category><![CDATA[carmelitani scalzi]]></category>
		<category><![CDATA[laici carmelitani]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Concetta Bomba]]></category>

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		<description><![CDATA[È la prima volta che su GraphoMania intervistiamo una blogger “impegnata” dal punto di vista della fede: parlo di Maria Concetta Bomba, laica carmelitana, che cura il blog Solo per oggi… Prima di tutto, le ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2700" style="margin: 5px; float: left;" title="Maria Concetta Bomba" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/06/mariaconcettabomba.jpg" alt="Maria Concetta Bomba" width="250" height="291" />È la prima volta che su GraphoMania intervistiamo una blogger “impegnata” dal punto di vista della fede: parlo di Maria Concetta Bomba, laica carmelitana, che cura il blog <a href="http://concettabomba.blogspot.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/concettabomba.blogspot.com?referer=');"><em>Solo per oggi…</em></a> Prima di tutto, le chiedo di sciogliere la sigla <em>ocds</em> che vediamo giustapposta al suo nome nella firma dei post</p>
<p><em>È l&#8217;acronimo di </em><em>Ordo Carmelitarum Descalceatorum Saecularum&#8230; In termini comprensibili (!), è la sigla che indica quella comunità di laici/e, molto spesso sposati, che fanno parte della Famiglia religiosa del Carmelo, e che cercano di vivere la loro fede cristiana riferendosi a questa esperienza, incarnandola non in un convento, ma nella loro vita quotidiana, fatta di famiglia, lavoro, impegno sociale&#8230; Una di queste persone sono io. Ma parliamo di un’appartenenza che va oltre il fatto “giuridico”: è un sentirsi parte di un cammino, di una storia di  vita incarnata, in compagnia di tutti coloro che si riconoscono accomunati da una stessa passione…</em></p>
<p>Abituati a navigare per blog di scrittura, forse un blog “spirituale” ci è estraneo.<span id="more-2699"></span></p>
<p><strong>Perché hai sentito l&#8217;esigenza di creare un blog “spirituale”?<br />
</strong>Forse perché avevo tante volte letto da ogni dove pagine che mi avevano fatto compagnia, e poi scritto e trascritto parole e immagini per me stessa, e mi piaceva poter lasciare parte di questo mio lavorio alla lettura di chi volesse, per un attimo, condividere un pensiero e un&#8217;emozione, e fare questa cosa come vera e propria avventura dello spirito, anche se fragile, provvisoria, che dura appena un giorno, o meno&#8230;</p>
<p><strong>Ho notato che sul tuo blog spesso ricorrono figure di “santi”: Teresa di Gesù Bambino, Miriam Bouardy e poi Tonino Bello, famiglie&#8230; chi sono i santi per te?</strong><br />
Sono uomini e donne che hanno vissuto una vita straordinariamente normale, cioè piena di amore, per Dio e per chi avevano affianco – e non c&#8217;è differenza alcuna, quando si è amati davvero, nel ricambiare quest&#8217;amore di amicizia con entrambi, quale che sia il posto in cui la vita ci ha posati! Negli ambienti ecclesiali circola un’idea di santità molto discutibile, dal mio punto di vista: per questo preferisco parlare di “umanità”&#8230;</p>
<p><strong>Non sei sola nel gestire questo blog: chi sono i tuoi collaboratori?</strong><br />
Amedeo, mio marito, anche lui carmelitano secolare e diacono permanente, e Carmine, mio amico (prete): scrivo anche sul suo blog <a href="http://carminemiccoli.altervista.org" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/carminemiccoli.altervista.org?referer=');"><em>In purissima follia…</em></a> È stato il primo luogo dove ho iniziato questa mia esperienza. Non credo nelle opere solitarie…</p>
<p>Ovviamente quello di Concetta non è l’unico blog religioso presente in rete. Di certo è uno dei pochi che mi è piaciuto. E mi conforta sapere che anche a lei alcuni blog religiosi non piacciono. Infatti quando le ho chiesto cosa pensa devi vari blog simili al suo che si trovano navigando mi ha risposto così:</p>
<p><em>Non ne frequento molti; diversi siti sono piuttosto &#8220;seriosi&#8221;, ma ogni tanto si trova qualcosa di prezioso, da cui trarre ispirazione per il proprio percorso quotidiano. La maggioranza di questi blog non è di mio gradimento. D’altronde questo in Italia è più che comprensibile, visto che essere cattolici significa adeguarsi pedissequamente a ciò che dice la gerarchia e abbandonarsi al sentimentalismo devozionale…</em></p>
<p><strong>Infine, uno spazio per te: dicci la prima cosa che ti passa in mente..</strong>.<br />
&#8230;che non mi sarei mai aspettata un&#8217;intervista! Delle riflessioni gettate in mare aperto, come messaggi in bottiglia, non chiedono commenti, ma di essere raccolti e, nel segreto dell‘interiorità, conservati nella memoria…</p>
<p>… e mi viene anche in mente una bellissima poesia di <a href="http://www.antoniapozzi.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.antoniapozzi.it/?referer=');">Antonia Pozzi</a> che si intitola <em>Pudore</em>:</p>
<blockquote><p>Se qualcuna delle mie povere parole<br />
ti piace<br />
e tu me lo dici<br />
sia pur solo con gli occhi<br />
io mi spalanco<br />
in un riso beato<br />
ma tremo<br />
come una mamma piccola giovane<br />
che perfino arrossisce<br />
se un passante le dice<br />
che il suo bambino è bello</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Simone Ghelli, cacciatore di storie</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2009 22:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog & Web]]></category>
		<category><![CDATA[interviste blogger]]></category>
		<category><![CDATA[libri di Simone Ghelli]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittori Sommersi]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Ghelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Simone Ghelli, se si dovessero elencare le tue passioni occorrerebbe spazio perché sembrano davvero tante, benché tutte ruotino attorno al magico mondo della scrittura. Il nome del tuo blog è intrigante: cacciatore di storie. È ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/06/simone_ghelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2656" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Simone Ghelli" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/06/simone_ghelli.jpg" alt="Simone Ghelli" width="250" height="337" /></a><strong>Simone Ghelli, se si dovessero elencare le tue passioni occorrerebbe spazio perché sembrano davvero tante, benché tutte ruotino attorno al magico mondo della scrittura. Il nome del tuo blog è intrigante: <a href="http://www.simoneghelli.blogspot.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.simoneghelli.blogspot.com/?referer=');"><em>cacciatore di storie</em></a>. È questo che sei?</strong><br />
In fondo sì, lo sono sempre stato. La passione per i libri e per la lettura è esplosa da piccolo. Pensa che alle elementari mi premiarono con una copia di <a href="http://www.ibs.it/code/9788806200343/VERNE-JULES/VENTIMILA-LEGHE-SOTTO-MARI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788806200343/VERNE-JULES/VENTIMILA-LEGHE-SOTTO-MARI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Ventimila leghe sotto i mari</em></a> per essere stato l’alunno che aveva letto più libri di tutti. La scrittura però è arrivata molto tempo dopo. Ho scritto il mio primo racconto di senso compiuto che avevo già superato i diciotto anni. Il periodo delle superiori è stato un calvario, poiché feci l’errore d’iscrivermi a ragioneria, per via del fatto che all’epoca si pensava che il liceo non desse sbocchi lavorativi, visto che nella mia famiglia, a parte un fratello di mia madre che fa il giornalista a Parigi, non c’era nessuno che avesse scelto di continuare gli studi all’Università. In compenso ho avuto la fortuna d’incontrare una professoressa d’italiano che mi ha sempre incoraggiato a scrivere e a coltivare la mia passione.</p>
<p><strong>Altra frase che funge da calamita, per i lettori del tuo blog è: “Rubo il mio tempo per scrivere”. Lo rubi alle incombenze quotidiane, che vorrebbero avere la meglio su tutto?</strong><br />
Innanzitutto lo rubo al lavoro, ma per fortuna in questo periodo ho trovato un buon part-time. Quando si lavora otto-nove ore al giorno, è praticamente impossibile trovare il tempo di scrivere… e la scrittura è un lavoro a tutti gli effetti, un lavoro che esige il suo tempo per essere fatto bene. Ci vuole molta costanza e volontà per trovare il modo di disciplinarsi. Il talento è importante, ma da solo porta ben poco lontano.</p>
<p><strong>Hai espresso la tua convinzione che la parola debba prendere corpo, peso e consistenza, e che la scrittura ha fatto sì che tu scoprissi la necessità di uscire da te stesso. Scrittura dunque come efficace mezzo per esternare la nostra vera essenza?</strong><br />
Non so se la scrittura sia capace di esternare la nostra vera essenza; sicuramente, come l’arte in genere, è utile a liberarsi da se stessi. In questo senso deve prendere corpo, deve diventare qualcosa che ci sfugge. Penso che la peggiore scrittura in assoluto sia quella legata a doppio nodo all’autore, che spesso si risolve in una sorta di cerimonia di se stessi. Questa scrittura è quella che cade più facilmente nel cliché, nel già sentito. La scrittura che a me interessa è invece quella che a un certo punto sfugge al suo artefice, perché m’interessa proprio sentire questa lotta tra un essere che tenta in tutti i modi di aggrapparsi alle proprie idee, e una nuova creatura che nasce e cresce, che sputa pezzi da tutte le parti. E qui subentra il discorso sulla tecnica, che ci porterebbe via troppo tempo. Quello che intendo dire è che la scrittura è come una macchina che, per quanto si voglia rendere perfetta, s’inceppa sempre da qualche parte e disarciona il proprio conducente. A me piace andare in cerca dei pezzi che questa corsa pazza si perde per strada, pezzi che funzionano benissimo anche da soli…<span id="more-2624"></span></p>
<p><strong>Fra le tue pubblicazioni, qual è quella che ti è più cara?</strong><br />
Penso di essere legato a tutte, dall’ultimo romanzo (<a href="http://www.ibs.it/code/9788863070637/GHELLI-SIMONE/IL--PIGNETO-LIBERATO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788863070637/GHELLI-SIMONE/IL--PIGNETO-LIBERATO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Il Pigneto liberato</em></a>, 0111 Edizioni) ai racconti sparsi per il web. Se proprio dovessi sceglierne uno, direi il mio primo romanzo (<a href="http://www.ibs.it/code/9788888850092/GHELLI-SIMONE/L-ALBERO-IN-CATENE.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788888850092/GHELLI-SIMONE/L-ALBERO-IN-CATENE.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>L’albero in catene</em></a>, NonSoloParole) perché non ci pensavo proprio alla possibilità di una pubblicazione (che, tengo a precisare, è avvenuta senza spese a carico del sottoscritto). Mandai il manoscritto ad alcuni editori così per fare, con quell’incoscienza che può avere soltanto chi è stato autodidatta. È stato dopo quel libro che ho iniziato a considerarmi seriamente uno scrittore, a definirmi tale di fronte agli altri senza vergognarmene, perché in fondo è quello che più mi piace fare, perciò sarà sempre il mio primo lavoro, in qualsiasi posto dovessi stare, a qualsiasi condizioni dovessi sottostare.</p>
<p><strong>Una lettura che ti ha lasciato senza fiato?</strong><br />
Tra gli ultimi libri che ho letto vorrei citare almeno un paio di titoli di due giovani autori italiani, anche per sfatare il luogo comune che nel nostro paese non vi siano talenti. Certo, a giudicare dalle classifiche di vendita e dai premi letterari che gli editori si spartiscono tra loro sembrerebbe così, ma ti garantisco che non è affatto vero. I due romanzi in questione sono <a href="http://www.ibs.it/code/9788875212100/FIORE-PEPPE/LA--FUTURA-CLASSE-DIRIGENTE.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788875212100/FIORE-PEPPE/LA--FUTURA-CLASSE-DIRIGENTE.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>La futura classe dirigente</em></a> di Peppe Fiore (Minimum Fax) e <a href="http://www.ibs.it/code/9788831797887/SARASSO-SIMONE/SETTANTA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788831797887/SARASSO-SIMONE/SETTANTA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Settanta</em></a> di Simone Sarasso (Marsilio). Sono due libri molto diversi, come stile e per l’argomento trattato (il primo ha un’ambientazione contemporanea, mentre il secondo, come si deduce dal titolo, parla degli anni settanta), eppure sono due romanzi che si leggono tutti d’un fiato e che ci parlano del nostro paese di ieri e di oggi. Ecco, questi sono due esempi (ma ce ne sono tanti altri) di scrittura che guarda oltre l’ombelico del proprio autore…</p>
<p><strong>Ed ora, da bravo talent scout, ma anche da avido lettore, vuoi dare un consiglio a chi per la prima volta si sta avvicinando allo scrivere?</strong><br />
Leggere, leggere e ancora leggere. Ogni tanto mi capita di leggere dei manoscritti, poiché da un po’ di tempo faccio il lettore per alcuni editori, e posso assicurare che si capisce subito quando uno scrittore non legge libri. A parte il fatto che mi sembra un paradosso in sé (come pretendere che gli altri ci leggano quando noi siamo i primi a non farlo?), ma poi, come per qualsiasi altro campo, bisogna anche tenersi un minimo al passo coi tempi, capire cosa scrivono gli altri. È questa perdita di senso di appartenenza a una comunità (di scrittori, d’intellettuali, di lettori) che mi spaventa, poiché non porta ad altro che a quelle forme d’individualismo “disperato” che hanno caratterizzato gli anni ottanta e novanta (un modello che per fortuna oggi sembra essere messo in crisi da altre forme di partecipazione, sviluppatesi soprattutto grazie al web). Perciò si deve leggere, sempre, e poi naturalmente trovare anche il tempo per scrivere, senza mettersi fretta, ma riflettendo su ogni singola parola che si scrive. Questo significa naturalmente rileggere (ancora una volta!) quanto si è scritto più e più volte, finché non si è sicuri di aver trovato la forma più giusta. È vero, oggi è più facile per tutti pubblicare (ma vi sconsiglio vivamente di accettare proposte da editori che chiedono soldi, come specificato nel manifesto del collettivo <a href="http://www.scrittorisommersi.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.scrittorisommersi.com/?referer=');"><em>Scrittori Sommersi</em></a> che ho contribuito a fondare), ma proprio per questo ci vorrebbe anche più umiltà da parte di tutti. Sinceramente, in giro ci sono anche tanti libri di cui non si sente affatto la necessità…</p>
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		<title>Pensieri di carta</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 22:02:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Madame Tutli-Putli dell&#8217;omonimo film ci accoglie nel blog Pensieri di carta, curato da Silvia che così si presenta: “Io sono colei che mi si crede. IN.Attesa. Qui, non c&#8217;è niente di sacro. Tranne l&#8217;osso dove ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cineblog.it/post/8839/speciale-oscar-2008-il-corto-danimazione-madame-tutli-putli" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.cineblog.it/post/8839/speciale-oscar-2008-il-corto-danimazione-madame-tutli-putli?referer=');"><img class="alignleft size-full wp-image-2680" style="margin: 5px; float: left;" title="Silvia Perosino curatrice del blog “Pensieri di carta”" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/06/silvia-perosino.jpg" alt="Silvia Perosino curatrice del blog “Pensieri di carta”" width="250" height="377" />Madame Tutli-Putli</a> dell&#8217;omonimo film ci accoglie nel blog <a href="http://pensieridicarta.splinder.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/pensieridicarta.splinder.com/?referer=');">Pensieri di carta</a>, curato da Silvia che così si presenta: “<em>Io sono colei che mi si crede. IN.Attesa. Qui, non c&#8217;è niente di sacro. Tranne l&#8217;osso dove si prendono i calci</em>”.</p>
<p><strong>Cosa sono i pensieri di carta?<br />
</strong>Quando mi sono trovata a &#8220;dover intitolare&#8221; il blog la prima cosa a cui ho pensato sono stati i libri. Ero semplicemente alla ricerca di un posto in cui mettere le frasi dei libri che leggevo e che mi parevano significative e magari riuscire a incrociare qualcun altro che leggeva, per discutere di libri, di argomenti vari. Onestamente non avevo la più pallida idea di quello che ne sarebbe venuto fuori. Da qui i “pensieri” perché il pensiero è comunque alla base di un po’ tutto: ogni cosa, pratica o meno, anche le stesse emozioni, scaturiscono da un pensiero, o ne fanno a loro volta scaturire altri. La “carta”, poi, è dovuta al fatto che i libri sono di carta, perché sulla carta ci si scrive con l&#8217;inchiostro, ci si disegna. I segni che lasciamo su un foglio devono essere ragionati, sono più consapevoli, forse di quelli lasciati sullo schermo di un computer, favorito dalla presenza dei tasti canc, delete, save, cut, past&#8230; e compagnia dicendo. La carta poi, è un materiale meraviglioso, versatile all&#8217;ennesima potenza. Per non parlare di quella meravigliosa metafora vivente che è la carta vetro: graffiare per togliere, per far diventare tutto liscio e lucido&#8230;<br />
<strong><br />
Perché parlare di “carta” (una cosa concreta) in un blog online (una cosa virtuale)?</strong><br />
Pensieri di carta perché la persona dietro il blog pensa carta, fondamentalmente.<span id="more-2675"></span></p>
<p><strong>Tu hai due blog – uno su <a href="http://pensieridicarta.splinder.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/pensieridicarta.splinder.com?referer=');">splinder</a> e l&#8217;altro su <a href="http://penzieridicarta.blogspot.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/penzieridicarta.blogspot.com/?referer=');">blogger</a>. Come mai la scelta di aprire due blog?</strong><br />
<em>Pensieri di carta</em> è stato per un certo lasso di tempo un blog indifferenziato, nel senso che non ho precisato se io fossi una donna o un uomo, quasi senza una premeditazione. Mi piaceva più che altro la neutralità del mezzo, il poter essere letta non per il tipo di contenitore (donna-uomo, bella-brutta, grassa-magra&#8230; insomma una sorta di entità). Poi, invece, la realtà e la virtualità si sono fuse e a volte, confuse. Pensieri di carta  si è allargato al mondo esterno, anche. Dai libri e alle loro storie, son passata inesorabilmente  ad alcuni aneddoti della mia vita, dando spazio dapprima ai risvolti puramente comici, per poi giungere a quelli più intimi, pur rimanendo dell&#8217;idea di fermare, come in un fermo immagine, alcune cose che non volevo andassero perse.<br />
Il secondo blog invece nasce come un esperimento &#8220;settoriale&#8221;: ricominciando a lavorare più assiduamente con il disegno, mi era utile un luogo virtuale dove poter far visionare alcune delle cose che faccio.<br />
Splinder è una buona piattaforma per un certo tipo di blog, più colloquiale, basato per lo più sulla parola; blogspot lo trovo più comodo per un altro uso, fondato invece sulla condivisione di immagini&#8230; ecco il perché di due blog separati per argomenti e posizionati su piattaforme differenti.</p>
<p>Nel blog troviamo una <a href="http://pensieridicarta.splinder.com/post/20251700/de+anonimus+non+disputandum+es" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/pensieridicarta.splinder.com/post/20251700/de+anonimus+non+disputandum+es?referer=');">storiella</a>:</p>
<blockquote><p>C&#8217;era una volta un vecchio saggio seduto ai bordi di un&#8217;oasi all&#8217;entrata di una città del Medio Oriente. Un giovane si avvicinò e gli domandò:<br />
“Non sono mai venuto da queste parti. Come sono gli abitanti di questa città?”<br />
L&#8217;uomo rispose a sua volta con una domanda:<br />
“Come erano gli abitanti della città da cui venivi?”<br />
“Egoisti e cattivi. Per questo sono stato contento di partire di là”.<br />
“Così sono gli abitanti di questa città!”, gli rispose il vecchio saggio.<br />
Poco dopo, un altro giovane si avvicinò all&#8217;uomo e gli pose la stessa domanda:<br />
“Sono appena arrivato in questo paese. Come sono gli abitanti di questa città?”<br />
L&#8217;uomo rispose di nuovo con la stessa domanda:<br />
“Com&#8217;erano gli abitanti della città da cui vieni?”<br />
“Erano buoni, generosi, ospitali, onesti. Avevo tanti amici e ho fatto molta fatica a lasciarli!”<br />
“Anche gli abitanti di questa città sono così!”, rispose il vecchio saggio.<br />
Un mercante che aveva portato i suoi cammelli all&#8217;abbeveraggio aveva udito le conversazioni e quando il secondo giovane si allontanò si rivolse al vecchio in tono di rimprovero:<br />
“Come puoi dare due risposte completamente differenti alla stessa domanda posta da due persone?”<br />
“Figlio mio”, rispose il saggio, “ciascuno porta nel suo cuore ciò che è. Chi non ha trovato niente di buono in passato, non troverà niente di buono neanche qui. Al contrario, colui che aveva degli amici leali nell&#8217;altra città,troverà anche qui degli amici leali e fedeli. Perché, vedi, ogni essere umano è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore”.</p></blockquote>
<p><strong>Pensi che anche chi scrive è portato a vedere negli altri quello che è nel suo cuore?<br />
</strong>La storiella del viaggiatore nasce da una serie di fattori contingenti. In primo luogo, un fastidiosissimo anonimo che in quel periodo mi falcidiava di commenti negativi e maleducati, trinciando giudizi su una persona che ammetteva di non conoscere, e con l&#8217;aggravante dell&#8217;anonimato, che pone chi riceve il commento nella fastidiosissima posizione di non sapere con chi ha il (dis)piacere di avere a che fare. Mi domandavo perché costui leggesse da un&#8217;altra angolazione, sempre negativa, ogni cosa io dicessi in risposta. Casualmente ho trovato su un altro blog questa storiellina vagamente dal sapore zen, per così dire.<br />
Di base credo che in effetti una volta che uno scrive un qualcosa, lo consegna a chi legge, e chi legge, forzatamente, essendo diverso da te, con esperienze e background differenti, non può che interpretarlo secondo il proprio punto di vista. Per quello sono convinta, sì, che si venga interpretati per quello &#8220;che si ha nel proprio cuore&#8221;. Come dire che gli ottimisti aggirano il meccanismo del bicchiere mezzo vuoto, e i pessimisti ci affogano dentro…<br />
In fondo, si guarda con il cervello, non con gli occhi e si provano emozioni prevalentemente con l&#8217;intestino… l&#8217;oggettività della realtà è un pensiero abbastanza fallace. Tutto quello che è fuori da noi, è comunque frutto di una nostra interpretazione.<br />
Chi scrive, onestamente, invece non so come si ponga, perché quando io scrivo non ho alcuna velleità da scrittore: semplicemente penso e quello che penso lo metto giù, nella forma stessa in cui mi è passato per la cosiddetta anticamera del cervello.</p>
<p><strong>Quali sono le tue letture preferite?</strong><br />
Forse è più facile dire cosa non leggo: nei periodi di maggiore voracità, leggerei anche l&#8217;elenco telefonico! Ho avuto in passato il periodo Fantasy, quello della fantascienza degli anni d&#8217;oro, soprattutto. Poi ho scoperto la letteratura vera e propria: Kundera, Marai, Franzen, Doyle e Hornby, Irving (<a href=" http://www.ibs.it/code/9788817202800/IRVING-JOHN/PREGHIERA-PER-UN-AMICO.html?shop=3297" target="_blank"><em>Preghiera per un amico</em></a> è una delle cose più belle che sian state scritte), Burroughs, Palahniuk e Carrol, King&#8230; Ammetto poca dimestichezza con i classici, nonostante un&#8217;attrazione fatale per Goethe e Dostoewskji. Adoro rileggere all&#8217;infinito <a href="http://www.ibs.it/code/9788845902963/DUUML;RRENMATT-FRIEDRICH/LA--MORTE-DELLA-PIZIA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788845902963/DUUML_RRENMATT-FRIEDRICH/LA--MORTE-DELLA-PIZIA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>La morte della Pizia</em></a> di Durrenmatt.<br />
Poi ho scoperto la letteratura al femminile: una folgorazione! Munro, Parker, Comencini, Mastretta, Garlaschelli, Allende, Hegi.<br />
Mi lascian perplessi i sudamericani mentre mi ritrovo per lo più con inglesi e americani e tedeschi.<br />
Prediligo i racconti ai romanzi, ma non disdegno affatto anche tomi voluminosi. Sto per terminare la trilogia del Napoelone nero di Smart Bell.<br />
Mi piace leggere libri per ragazzi (o finti tali) da Peter Pan e Alice al ciclo di Abarat di Barker a Harry Potter della Rowling.<br />
Non disdegno la poesie, soprattutto poetesse dell&#8217;est, ma anche l&#8217;italianissima Cavalli.<br />
Ho passato indenne anche il periodo delle biografie e dei romanzi storici, in primis il meraviglioso Il resto di niente di Striano.<br />
Mi son lasciata tentare dai vari autori come Yehoshua, Potok, Singer.<br />
Ho scoperto la bellezza e la potenza della scrittura pura e semplice con <a href="http://www.ibs.it/code/9788807809996/SARAMAGO-JOSE/MEMORIALE-DEL-CONVENTO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788807809996/SARAMAGO-JOSE/MEMORIALE-DEL-CONVENTO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Memoriale dal convento</em></a> di Saramago.<br />
Mi attirano i romanzi che vengono dalle regioni nordiche – Paasilinna in testa a tutti – e alcuni giapponesi, come il Murakami de <a href="http://www.ibs.it/code/9788806188177/MURAKAMI-HARUKI/L-UCCELLO-CHE-GIRAVA-VITI-DEL-MONDO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788806188177/MURAKAMI-HARUKI/L-UCCELLO-CHE-GIRAVA-VITI-DEL-MONDO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>L&#8217;uccello che girava le viti del mondo</em></a>.<br />
Recitando come mestiere, per così dire, mi ritrovo a leggere spesso testi teatrali. Disegnando, come ulteriore mestiere, sempre per così dire, leggo ovviamente fumetti: manga, linea chiara, graphic novel. Eccezion fatta per i supereroi, mastico un pò tutti. Il mio preferito, <a href=" Generazione dell'url  L'url da utilizzare per il titolo MAUS è il seguente http://www.ibs.it/code/9788806154950/SPIEGELMAN-ART/MAUS.html?shop=3297" target="_blank"><em>Maus</em></a> di Spiegelman.<br />
Quando ne ho bisogno, rileggo <a href="http://www.ibs.it/code/9788850202720/BERTOLA-STEFANIA/NE-PARLIAMO-CENA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788850202720/BERTOLA-STEFANIA/NE-PARLIAMO-CENA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Ne parliamo a cena</em></a> di Stefania Bertola: adorabile nella sua leggerezza.<br />
La verità è che mi piace comprare libri, scoprire piccole case editrici, autori sconosciuti, il gusto di lasciar scivolare dentro parole non proprie. Mi piace leggere, tutto qua.</p>
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		<title>Il circolo letterario Bel-Ami</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 22:02:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bel-ami edizioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel luglio 2005, nasce a Roma il circolo letterario Bel-Ami, un’associazione senza scopo di lucro, così come si precisa nel blog. Oggi, per voi lettori di GraphoMania, ne intervistiamo il Presidente, Cristiano Sabbatini.
Per cominciare, una ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2560" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Cristiano Sabbatini" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/05/cristiano.jpg" alt="Cristiano Sabbatini" width="200" height="216" />Nel luglio 2005, nasce a Roma il circolo letterario Bel-Ami, un’associazione senza scopo di lucro, così come si precisa nel <a href="http://www.bellami.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bellami.it?referer=');">blog</a>. Oggi, per voi lettori di GraphoMania, ne intervistiamo il Presidente, Cristiano Sabbatini.</p>
<p><strong>Per cominciare, una domanda forse ovvia ma inevitabile: che scopi si propone il Circolo?<br />
</strong>Tra gli scopi “istituzionali” del Circolo vi sono sicuramente la realizzazione e la valorizzazione di iniziative culturali nei settori della letteratura, del teatro, della pittura, e dell’arte in genere, promuovendo e organizzando mostre, convegni, dibattiti, stage, conferenze e concorsi letterari. Ma lo scopo principale del Circolo è quello di individuare talenti in numerose discipline artistiche e metterli in contatto tra loro.</p>
<p><strong>Quali sono le difficoltà che un’associazione di questo tipo incontra?<br />
</strong>Dal mio punto di vista, l’organizzazione interna è tra le problematiche principali di qualsiasi struttura associativa in quanto deve tener conto delle individuali esigenze, problematiche e peculiarità caratteriali cercando comunque di creare un contesto coordinato e, soprattutto, culturalmente proficuo.<span id="more-2559"></span></p>
<p><strong>Voi offrite anche un supporto agli autori esordienti o a chi desidera avvicinarsi alla scrittura, anche questo a titolo gratuito. Puoi spiegarci con quali strumenti e iniziative?<br />
</strong>Grazie alle attitudini professionali di numerosi soci, offerte a titolo gratuito, diamo la possibilità ad autori esordienti o semi professionisti di avere un’analisi tecnica delle proprie opere narrative e/o poetiche in maniera tale da poter disporre di una visione distaccata e quindi, più obiettiva.</p>
<p><strong>Io ho avuto il piacere di partecipare a diverse vostre riunioni, momenti durante i quali – in un clima amichevole e informale – si discute l’organizzazione di eventi di vario genere e spesso legati al cibo. Perché questa predilezione? Come vedi il connubio cibo-letteratura?<br />
</strong>Cibo e letteratura sono due forme d’arte che, in un Paese come il nostro, storicamente popolato da poeti e buongustai, si sposano perfettamente e in maniera del tutto spontanea. Il Circolo non fa altro che favorire questa miscela artistica.</p>
<p><strong>E, per concludere, la parola a Sabbatini-Editore: Sappiamo che hai fondato di recente una casa editrice che dà grande spazio ai classici. Vuoi raccontarci il perché di questa scelta?</strong><br />
La scelta della <a href="http://www.baedizioni.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.baedizioni.it?referer=');">Bel-Ami Edizioni</a> di dare spazio ad autori classici risiede nel nostro desiderio di invogliare il pubblico a riscoprire la qualità di determinate opere, ignorate non perché di scarsa qualità ma semplicemente perché non se ne conosce l’esistenza. È sicuramente una scelta che trascina con sé parecchie difficoltà ma regala anche numerose soddisfazioni.</p>
<p>Grazie per questa piacevole chiacchierata anche a nome dei lettori di GraphoMania e buon lavoro.</p>
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		<title>Federico Novaro libri</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 22:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog & Web]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Novaro]]></category>
		<category><![CDATA[interviste blogger]]></category>
		<category><![CDATA[leggere libri]]></category>
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		<description><![CDATA[Scopro per caso il blog di Federico Novaro e me ne innamoro subito. Oltre ad essere un blog che parla di libri – e ne parla con professionalità e passione – è un blog che ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/federiconovaro/3147001815/in/set-72157604931250553" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.flickr.com/photos/federiconovaro/3147001815/in/set-72157604931250553?referer=');"><img class="alignleft size-full wp-image-2437" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Federico Novaro" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/05/federico_novaro.jpg" alt="Federico Novaro" width="250" height="188" /></a>Scopro per caso <a href="http://federiconovaro.wordpress.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/federiconovaro.wordpress.com/?referer=');">il blog di Federico Novaro</a> e me ne innamoro subito. Oltre ad essere un blog che parla di libri – e ne parla con professionalità e passione – è un blog che i libri li fa vedere nei dettagli. I post di Federico, infatti, sono accompagnati da foto di particolari dei libri che hanno catturato la mia attenzione. Vedere per credere. Cercando di capire chi fosse l’autore, poi, <a href="http://www.federiconovaro.eu/me.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.federiconovaro.eu/me.html?referer=');">ho scoperto questa mini-autobiografia:</a></p>
<blockquote><p>Non sono su facebook e neppure su myspace. Faccio una vita molto ritirata, vivo vicino a Torino, ma scendo in città solo una volta o due la settimana. Leggo, scrivo, vado in giardino. Ho un cellulare che non fa neanche le foto. Mi piace questa vita, mi piace curare i miei affetti importanti con calma, con attenzione; il chiacchiericcio mondano non mi interessa; sono monogamo, e fidanzato da sette anni con un ragazzo del quale sono innamorato; non c’è proprio ragione perch’io mi ficchi in un social-network. Sono la persona più lenta del mondo, mangio sempre tutto freddo. Sono maestro nel perdere tempo.</p></blockquote>
<p><strong>Federico, ti definiresti “bibliofilo”, “bibliomane”, “bibliotecario”&#8230;?</strong><br />
Non saprei. I libri mi sono sempre piaciuti, e in casa dei miei ce n’erano tanti. Anche se in realtà io sino a metà delle medie leggevo solo fumetti – soprattutto Disney. Leggere, e scrivere, è un’attività che ricorre spesso fra i miei parenti. Questo ha creato credo una familiarità. Poi da adolescente è diventata una malattia. È buffo, perché spesso il collezionismo, l’acquisto compulsivo, il desiderio di accumulo, sono visti con sospetto, indici di un disequilibrio, ma questo non vale per i libri. La massa dei libri che posseggo lega la mia vita, rende i traslochi una tragedia, assorbe le mie risorse economiche, prende un sacco di tempo nelle pulizie, non serve –sostanzialmente – a niente, eppure è fonte di ammirazione. A un certo punto ho provato a farla diventare una cosa forse utile: da qui il blog. Fra le tue definizioni direi quindi la prima, perché della seconda non ho la precisione e il metodo, e della terza non ho il mestiere né la tecnica.<span id="more-2435"></span></p>
<p>Come dicevo prima, navigando sul blog di Federico ho avuto l’impressione che per lui un libro può essere letto a vari livelli: quello della lettura <em>sic et simpliciter</em>, quello della lettura particolareggiata (come dimostrano gli splendidi particolari che accompagnano le recensioni), quello della lettura normativa (con le schede bibliografiche precise a fine recensione).</p>
<p><strong>Federico Novaro quale lettura preferisce?</strong><br />
Io preferisco leggere Topolino – non ho smesso di leggere fumetti – e la mia figura di amante dei libri è di certo internamente modellata su quella di Paperon de’ Paperoni. Ovviamente è una risposta sciocca. Ma mi aiuta: voglio dire che la lettura che preferisco, io nella mia vita privata – credo sia questo quello che chiedi – è una lettura di cui non conservo memoria, che non ha filtri critici, che non si interroga. E sono libri che potrei – e così faccio – leggere e rileggere ed esserne sempre sorpreso e sempre dimentico, come mi succede con Topolino. <a href="http://www.ibs.it/code/9788811360889/WOOLF-VIRGINIA/GITA-AL-FARO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788811360889/WOOLF-VIRGINIA/GITA-AL-FARO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Gita al faro</em></a> della Woolf nella traduzione di Giulia Celenza per i Grandi Libri Garzanti, <a href="http://www.ibs.it/code/9788804430230/RIDLEY-PHILIP/GLI--OCCHI-MISTER-FURY.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788804430230/RIDLEY-PHILIP/GLI--OCCHI-MISTER-FURY.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Gli occhi di Mr. Fury</em></a> tradotto da Cecilia Veronese di Philip Ridley nella Supertrend Mondadori, le <a href="http://www.ibs.it/code/9788804344513/ROMANO-LALLA/OPERE-VOL-1.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788804344513/ROMANO-LALLA/OPERE-VOL-1.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Opere</em></a> di Lalla Romano nei Meridiani, sono i miei classici. C’è un piacere per me della lettura che non coincide con quello che si trasforma in recensione, anche se quest’ultimo non è piccolo. Non sempre i libri che trovo interessanti quando ne scrivo mi interessano come lettore non professionale.</p>
<p><strong>In base a quali criteri scegli i libri da recensire?</strong><br />
Ho deciso di delimitare il mio campo a testi narrativi che abbiano attinenza con la relazione omosessuale, soprattutto maschile, mi pare siano quelli riguardo ai quali posso produrre delle letture utili; ho anche deciso di non prendere in considerazione (salvo eccezioni) testi editi da case editrici poco o mal distribuite. In quest’ambito fra segnalazioni e recensioni cerco d’essere esaustivo. Questo dà la misura della povertà dell’offerta italiana, poiché i titoli sono davvero pochi. Vorrei dar conto di quello che esce, e di fornire un’informazione critica, sempre frutto di letture approfondite, e evitando per principio il taglia/incolla dai comunicati stampa. Muovermi in un ambito così ristretto (che è tale in Italia) mi dà la possibilità di cercare di parlare dei testi non selezionandoli in base al mio gusto, che in sé non serve a niente, ma applicando uno sguardo critico a ciò che l’editoria mette a disposizione. Detto questo seguo la regola di parlare soltanto dei libri che a mio vedere hanno un qualche interesse o sui quali mi pare di poter dire qualcosa di utile.</p>
<p><strong>Nel tuo blog dici che cerchi di avere anche uno sguardo particolare sui cambiamenti dell’editoria in Italia: ci sono cambiamenti dell’editoria in Italia o la situazione è un po’ stagnante?</strong><br />
Cambiamenti ci sono sempre, io cerco di farne delle micro cronache, d’essere un po’ una lente, pur sapendo che i cambiamenti si possono leggere davvero solo storicamente. Certo la situazione è sempre più stagnante di quello che uno vorrebbe, ma a me pare comunque che in generale l’Italia abbia un’editoria d’alto livello, e molto interessante.</p>
<p><strong>E delle piccole case editrici che ne pensi? Secondo te, cosa è che che fa definire una casa editrice “piccola”? Il fatto di essere giovane? Il fatto di pubblicare pochi titoli? Di essere sconosciuta ai più?&#8230;</strong><br />
Una casa editrice è definita piccola dal suo fatturato, dal numero dei suoi dipendenti, dal numero di copie vendute, dalla capillarità della distribuzione. La <a href="http://www.mondadori.it/libri/index.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mondadori.it/libri/index.html?referer=');">Mondadori</a> è grande, <a href="http://www.playgroundlibri.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.playgroundlibri.it/?referer=');">Playground</a> è piccola.</p>
<p><strong>Hai scritto tre libri che non sono stati pubblicati. Ne stai scrivendo un altro. Non ami le storie perché ti sembrano disoneste e nascondino chi le racconta&#8230; Tu come scrittore come sei?</strong><br />
Pieno di dubbi, e in attesa di conferme. Ho passato l’adolescenza a scrivere pagine su pagine, ma era una scrittura terapeutica, autistica. Da più grande ho iniziato a strutturare la mia scrittura attorno ad un progetto, e quando avevo vent’anni – anche qualcuno di più – pensavo di essere lo scrittore più fantastico del mondo e dell’universo, e non mi capacitavo del fatto che non mi pubblicassero, anzi, che non venissero, tipo cani da tartufo, a chiedermi il mio libro senza che neanche io l’avessi spedito. Ora non è più così, un po’ ho imparato che ad un’azione corrisponde una reazione, e che senza la prima è difficile ci sia la seconda. Ora mi viene da dire che è vero che scrivo, ma che sarò scrittore quando sarò pubblicato. Quindi rimandiamo la domanda a fra qualche anno, forse&#8230;</p>
<p>Per gli amanti dei libri, l’invito è quello di tenere sott’occhio il blog di Federico.</p>
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		<title>Rossella Grenci</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 22:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rossella Grenci, logopedista, docente, ricercatrice (si occupa dei Disturbi Specifici di Apprendimento), nonché scrittrice. I suoi libri che trattano della dislessia sono tanti e vanno ben oltre la manualistica o il trattato. Sono importanti mani ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2254" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Rossella Grenci" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/04/rossella_grenci.jpg" alt="Rossella Grenci" width="250" height="188" />Rossella Grenci, logopedista, docente, ricercatrice (si occupa dei Disturbi Specifici di Apprendimento), nonché scrittrice. <a href="http://www.ibs.it/libri/Grenci+Rossella/libri.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/libri/Grenci+Rossella/libri.html?shop=3297&amp;referer=');">I suoi libri</a> che trattano della dislessia sono tanti e vanno ben oltre la manualistica o il trattato. Sono importanti mani tese verso le famiglie che vivono la realtà di un bambino che soffre di DSA, e questo lo dicono loro stesse ma anche le recensioni ai testi, sempre entusiastiche e favorevoli.</p>
<p><a href="http://rossellagrenci.wordpress.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/rossellagrenci.wordpress.com/?referer=');">Il suo blog</a>, racchiude vari argomenti oltre a questo, e tocca l’arte, la poesia, la creatività, la saggezza orientale e le culture affascinanti e lontane dal nostro piccolo mondo moderno.</p>
<p><strong>Rossella, cosa rappresenta per te questo blog? A chi ne consigli la visita?<br />
</strong>Il blog è nato pochi mesi fa. Era già da tempo che molti amici legati dalla problematica della dislessia mi invogliavano a crearlo, ma pensavo di non esserne all’altezza. Il salto l’ho fatto iscrivendomi a Facebook e creando ben tredici gruppi, tutti molto seguiti. Lì ho visto concretamente che comunicare tramite internet era possibile e molto fruttuoso, molto più anche del <a href="http://www.dislessia.org/forum/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.dislessia.org/forum/?referer=');">forum dislessia online</a>, nel quale sono fra i moderatori da un paio di anni.<span id="more-2253"></span></p>
<p>Il mio blog è nato quindi senza sapere bene dove mi avrebbe portato, ma con tante passioni personali da raccontare. E così giorno dopo giorno ha preso forma, è stato plasmato un po’ come una scultura.<br />
La visita la consiglio a tutti quelli che hanno a che fare con la dislessia, per lavoro o perché hanno il problema in famiglia, ma anche a tutti i curiosi, a chi ama farsi cullare dal relax di un video, a chi è alla ricerca di una parola da fare propria o a chi voglia partecipare a problematiche sociali apparentemente lontane, come quella della salvaguardia del popolo Tuareg.</p>
<p><strong>Che cosa è per te la serenità dell’anima, e come si raggiunge?<br />
</strong>Questa domanda mi sembra un koan zen, di quelle che richiede una risposta che a sua volta è una domanda. Io ho vissuto esperienze personali molto dolorose, e anche per periodi prolungati. Sicuramente questo ha mutato il mio modo di vedere la vita, mi ha messo in continua discussione, fino al punto di credere che io non c’ero più, c’era soltanto Il Problema. Forse è stato lì che ho preso le distanze e ho capito che i problemi vivono di una vita parallela alla nostra, ma dipende da come noi ci raffrontiamo ad  essi che fa la differenza.<br />
Intrapreso un mio cammino personale di introspezione oggi dico che ognuno ha da trovare la sua anima, curarla, amarla. E lì, forse, si avvicinerà a quella sensazione molto personale, che nessuno potrà mai darti né toglierti!</p>
<p><strong>Ho letto, nel tuo blog, un articolo che mi ha colpita particolarmente sui Tuareg, i quali attraverso l’uso del <a href="http://rossellagrenci.blogspot.com/2009/03/limzad-e-per-i-touareg-quello-che.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/rossellagrenci.blogspot.com/2009/03/limzad-e-per-i-touareg-quello-che.html?referer=');">Imzad</a> – uno strumento riservato solo alle donne – mettevano in rima o cantavano eventi quotidiani, dal più banale al più significativo. Oggi esiste una scuola per salvare la tradizione dell’Imzad, finanziata da una associazione umanitaria. Secondo te, noi, con la poesia possiamo avvicinarci a “quel” suono? Ovvero, possiamo rendere unico e speciale qualsiasi particolare della vita?</strong><br />
Noi siamo la vita, noi e nessuna altro può rendere particolare ogni suono, ogni immagine, ogni contatto. La poesia è un modo molto immediato per avvicinarci al nostro mondo interiore e a quello degli altri, entrando in sintonia con la nostra “intelligenza emotiva”.</p>
<p>Da un anno circa ho “conosciuto” in modo un po’ inusuale il popolo Tuareg, un popolo che mi ha affascinato per la sua incredibile civiltà, sensibilità e per la loro cultura di tipo matrilineare. Purtroppo è in pericolo di estinzione, e allora ho deciso di <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=32797071273&amp;nctrct=1239436117887" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.facebook.com/group.php?gid=32797071273_amp_nctrct=1239436117887&amp;referer=');">creare il mio primo gruppo su Facebook</a> che fosse un punto di incontro e che creasse opinione. In soli sei mesi ho visto nascere un interesse che non mi sarei mai aspettato. Più che un gruppo, <em>Salviamo i Tuareg</em> è una grande famiglia, con membri di diverse nazionalità, e naturalmente loro, i Tuareg.</p>
<p><strong>Parliamo di te come scrittrice: i tuoi libri affrontano un tema delicato, cosa ti ha spinto in questa direzione? Perché questa strada?<br />
</strong>Ho cominciato a scrivere per i bambini dislessici, poi per i genitori e per i tecnici. E nel frattempo ho scoperto che tutti e due i miei figli stavano manifestando i segni della dislessia. Da allora ho avuto una marcia in più che mi ha legata a questo mondo meraviglioso e complesso che è il pensiero divergente, tipico del modo di pensare di gran parte di chi possiede una “Neurodiversità”, come i dislessici o gli Asperger. Neurodiversità non significa malattia, ma solo un diverso modo di funzionamento di alcune parti del cervello di queste persone. È questo che li rende più creativi, se vengono adeguatamente potenziate le loro caratteristiche. Purtroppo però, se non vengono compresi, la loro vita e quella delle loro famiglie, diventa un incubo.</p>
<p><strong>“Creatività è guardare le cose da punti di vista diversi”, hai scritto. Credi che lo sviluppare e ascoltare la propria creatività, realmente possa guarirci da tanti mali?</strong><br />
Creatività significa essere in contatto con la parte più primitiva e più vera di noi stessi, quella meno mediata dal cervello razionale. Partire dalla creatività per giungere a un processo logico è una strada che possiede sia l’andata che il ritorno!</p>
<p>Ringraziandoti per questa piacevole e interessante chiacchierata, concludiamo con una tua poesia dal titolo <em>Parole</em>:</p>
<blockquote><p>Le stesse<br />
di nuovo.<br />
Penna di pianto<br />
discioglie<br />
voglia di abbraccio<br />
divino o terreno.<br />
Cristallo lucente<br />
intriso di nebbia.</p></blockquote>
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		<title>Leonardo Colombi</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2009 22:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2263" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Leonardo Colombi" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/04/leonardo_colombi.jpg" alt="Leonardo Colombi" width="250" height="246" /><a href="http://www.graphe.it/tag/Leonardo-Colombi" target="_blank">Leonardo Colombi</a> si è presentato nella nostra casella email con una newsletter frizzante e interessante. Così, dopo averlo seguito un po’ in questi suoi invii periodici che ci aggiornavano della sua “vita, opere e miracoli” abbiamo deciso di conoscerlo meglio. Ecco che oggi presentiamo la nostra intervista a Leonardo Colombi che ha un <a href="http://leonardocolombi.blogspot.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/leonardocolombi.blogspot.com/?referer=');">blog</a> e un <a href="http://digilander.libero.it/LeonardoColombi/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/digilander.libero.it/LeonardoColombi/?referer=');">sito web</a>.</p>
<p><strong>Chi è Leonardo Colombi e perché ha un blog?</strong><br />
Secondo alcune leggende (non ancora confermate in verità) sembra che Leonardo Colombi sia un ragazzo di <a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=trebaseleghe,+padova&amp;ie=UTF8&amp;z=13&amp;iwloc=A" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/maps.google.com/maps?f=q_amp_source=s_q_amp_hl=it_amp_geocode=_amp_q=trebaseleghe_+padova_amp_ie=UTF8_amp_z=13_amp_iwloc=A&amp;referer=');">Trebaseleghe (PD)</a> nato il 17 giugno 1982. Un gemelli insomma, relativamente convinto di rispecchiare le caratteristiche di questo segno zodiacale nel suo modo di dire, fare e pensare. Nonostante una laurea in Informatica conseguita presso l’Università degli Studi di Padova, qualche lavoretto svolto come commesso al soldo di aziende quali Carrefour e Unieuro prima e come programmatore per Infracom IT e N-aitec poi, sembra che il ragazzo abbia da sempre coltivato una certa malsana passione per la lettura e la scrittura. Dicono infatti che non disdegni la lettura di libri di tutti i generi, con una malcelata preferenza per quelli di genere fantasy, e fumetti. Manga soprattutto. Ma più di tutto sembra che adori scrivere testi di vario genere, in prosa per lo più, ma anche tentativi di poesia e romanzi, opere che negli ultimi anni ha iniziato a proporre nel web. In alcuni casi sono addirittura approdate sulla carta stampata all’interno di riviste, antologie oppure sotto forma di libricini – <a href="http://www.rundetaarnedizioni.it/colombileonardo-condannato.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.rundetaarnedizioni.it/colombileonardo-condannato.htm?referer=');"><em>Condannato (non vita)</em></a>, Runde Taarn edizioni. Con il trascorrere del tempo, oltre all’attivazione di alcune collaborazioni nel web (ad esempio con la rivista <a href="http://www.terrediconfine.eu/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.terrediconfine.eu/?referer=');"><em>Terre di confine</em></a>), la sua voglia di comunicare l’ha portato alla creazione di un <a href="http://leonardocolombi.blogspot.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/leonardocolombi.blogspot.com/?referer=');">blog</a>, quello della domanda cioè. Non si è mai chiesto esattamente a quale scopo dovesse servire, se cioè fosse meglio consacrarlo ad una tematica precisa o che: semplicemente i post del blog sono divenuti per lui uno strumento con cui proporre all’attenzione degli altri i suoi pensieri, le sue osservazioni e critiche sulle dinamiche del mondo, ma anche per veicolare consigli di lettura, ascolto e visione. Già, perché dicono sia anche appassionato di cinema e animazione e che apprezzi molto anche la musica.<span id="more-2262"></span><strong></strong></p>
<p><strong>Leonardo Colombi autore: raccontaci qualcosa dei tuoi testi</strong><br />
Una domanda semplice ma che al contempo sottintende varie sfaccettature, direi. Essenzialmente i miei testi sono una parte di me. Nascono quasi tutti dall’esigenza di fissare su carta o computer emozioni, sentimenti, pensieri e “immagini” che sento crescere dentro di me. Alcuni sono il frutto di esperienze dirette, altri di rielaborazioni di quanto visto, letto o sentito. Ho scritto ad esempio dei racconti ispirandomi al lavoro di altri autori, creando personaggi e situazioni che in parte avevo apprezzato. Mai copie, ovviamente, semplicemente una rielaborazione di alcuni elementi. Non ho poi preferenze di generi o, quanto meno, mi sforzo di essere un autore a tutto campo. Con i miei limiti, ovviamente. Scrivo quindi testi che spaziano dalla narrativa tradizionale al fantasy, dal genere demenziale all’horror, dalle riflessioni a brani simil-poetici. Dico così perché, in quest’ultimo caso devo riconoscere che non sempre riesco a liberarmi dalla prosa e dalla “logica”, probabilmente a causa degli studi e di esperienze lavorative in campo informatico. Tendo a spiegare troppo, diciamola così. Ultimamente infine mi sto cimentando anche con testi più lunghi e romanzi mentre grazie alla collaborazione con la rivista <a href="http://leonardocolombi.blogspot.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/leonardocolombi.blogspot.com/?referer=');"><em>Terre di confine</em></a> sto imparando a realizzare recensioni di libri e film.</p>
<p><strong>Che ne pensi dell&#8217;editoria in Italia?</strong><br />
Probabilmente non penso. Purtroppo, allo stato attuale, non ho molte esperienze dirette su cui basarmi per argomentare eventuali critiche o strategie editoriali. Posso esporre alcune mie idee e constatazioni, questo sì, ma premetto che si tratta di visioni parziali di un mondo vasto, diversificato e in evoluzione. Mi riferisco in particolare ai nuovi media, che dovrebbero rappresentare un mercato per i molti editori italiani ma che, di fatto, non vedo particolarmente sfruttato da chi “produce” libri. Molti di questi signori hanno un sito o un blog, non lo nego, ma pochissimi offrono una piattaforma in cui coltivare giovani autori che magari possono proporre i propri testi online. Anche perché, per una serie di dinamiche tutte da capire, gli autori, quelli veri intendo, sono ancora solo quelli che approdano al cartaceo. Avere un blog, siti web, pubblicare ebook che magari verranno letti da migliaia di persone non contribuiscono alla creazione di un “nome” come accade invece nel momento in cui uno scrittore riesce a farsi pubblicare. Il libro in questo senso ha ancora un certo valore, senza contare il diverso rapporto che permette di instaurare con il lettore e tutte le dinamiche che vertono sul raggiungimento di un certo livello qualitativo ecc… Posso quindi capire “perché” la maggior parte degli editori sia ancora legata ad un certo modo di fare e di proporsi sul mercato (prima) e sul piano culturale (poi). Da capire però se effettivamente questa sia una formula vincente. In fondo, di editori ce ne sono moltissimi, alcuni più stampatori a dire il vero (e che magari chiedono un contributo agli autori e poi “chi s’è visto s’è visto”), di libri se ne producono a tonnellate ma solo nel caso dei grandi editori questi circolano per davvero, vengono venduti e producono “cultura”. O qualcosa che per lo meno ci si avvicina parecchio. In questo contesto, l’editoria italiana si rivela essere un gioco tra pochi grandi nomi e svariate decine di piccoli editori che cercano di farsi conoscere, di proporre autori (anche meritevoli) ma che nella maggior parte dei casi finiscono per ottenere solamente una visibilità limitata, senza dimenticare i casi in cui, nel meccanismo perverso dell’economia, divengono solo opportunisti nei confronti di chi aspira a pubblicare. In questo senso, gli autori giovani e meno giovani sono tantissimi, quasi di più di coloro che comperano libri e riviste. In definitiva penso quindi che l’editoria in Italia abbia buone potenzialità di crescita ma che al contempo debba trovare nuove formule, instaurare nuove dinamiche e, soprattutto, guardare anche all’estero. Già, perché è facile trovare nomi di autori stranieri nelle nostre librerie ma non sono così certo che avvenga anche il contrario. E in tal senso, forse, si riflette un problema culturale del nostro Paese che, negli ultimi anni, sembra più in attesa di qualcosa che intenzionato a riconquistare un certo primato artistico di cui magari ha goduto in passato.</p>
<p><strong>Non solo scrittore, ma anche recensore: quali sono le caratteristiche che deve avere un libro per piacerti?</strong><br />
Riagganciandomi alla risposta di prima, e giusto per divagare un poco, sottolineo il valore della parola “libro” presente in questa domanda. Spero non stia a significare, come spesso accade, che fumetti e/o testi on-line non abbiano rilevanza nel panorama culturale moderno. Ad ogni modo, per cominciare mi aspetto una copertina che richiami alla mente il contenuto del testo: questo non significa che debba necessariamente essere sgargiante o “forte”, ma per lo meno che sia coerente. Altrimenti è più facile mettere modelle e modelli ovunque e tutto finisce lì. Parlando invece del libro in sé, non ho vere e proprie caratteristiche che ricerco o che pretendo vengano rispettate. Ci sono anche lettori di questo tipo, quelli che “già sanno”, quelli che prima ancora di leggere hanno già deciso come dev’essere la narrazione, ma io non appartengo a questa categoria. Cerco piuttosto un po’ di originalità, uno stile coinvolgente, un intreccio che non sia troppo prevedibile ma soprattutto coerenza. Non in termini di pignoleria, ovviamente, ma una certa logica nello svolgersi delle vicende oppure situazioni che, seppur improbabili, siano credibili. Mi riferisco quindi a situazioni in cui un’eroina dotata del corpo e della grazia di una top-model riesce a tagliare in due metà esatte un paio di uomini corazzati, oppure a uomini che non dormono mai e che in due giorni sbrogliano casi che neanche l’FBI e la CIA messe assieme… ecco, tutto questo lo detesto. Quanto al resto, sono abbastanza incline ad appassionarmi alla lettura, ad immedesimarmi. O almeno ci provo. Se posso poi, cerco anche di dare consigli, soprattutto se sono in contatto con l’autore di un libro. Non tanto per arroganza o vanità simili, sia chiaro, ma perché sento di dover fare così. In fondo, chiunque quando scrive si aspetta un feed back da parte dei lettori, no?<br />
<strong><br />
Un libro che avresti voluto scrivere&#8230;</strong><br />
Sinceramente non saprei. <a href="http://www.ibs.it/code/9788845210273/TOLKIEN-JOHN-R-R/IL--SIGNORE-DEGLI-ANELLI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788845210273/TOLKIEN-JOHN-R-R/IL--SIGNORE-DEGLI-ANELLI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Il signore degli anelli</em></a>, forse. O <em><a href="http://www.ibs.it/code/9788834713624/MATHESON-RICHARD/IO-SONO-LEGGENDA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788834713624/MATHESON-RICHARD/IO-SONO-LEGGENDA.html?shop=3297&amp;referer=');">Io sono leggenda</a></em>. Si tratta in entrambi i casi di romanzi a cui sono molto legato e che considero dei capi saldi della letteratura. Ovviamente ce ne sono molti altri, tuttavia ora come ora non ho alcun titolo altrettanto forte per la testa. Certo, anche l’aver scritto <a href="http://www.ibs.it/code/9788817018012/ALIGHIERI-DANTE/LA--DIVINA-COMMEDIA.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788817018012/ALIGHIERI-DANTE/LA--DIVINA-COMMEDIA.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>La divina commedia</em></a> sarebbe stata una soddisfazione mica da poco. Ad ogni modo vedremo: chi lo sa che non mi riuscirà di produrre prima o poi qualcosa di altrettanto significativo e rilevante. Magari – abbassando il tiro – più vicino a <em>Io sono leggenda</em> di Matheson che a <em>La divina commedia</em>.<br />
PS: modesto vero? ^_^</p>
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		<title>Le nuvole non chiedono permesso</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 22:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Susanna Trossero</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2250" style="border: 1px solid black; margin: 5px; float: left;" title="Tito Barbini a Capo Horn" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/04/tito_barbini.jpg" alt="Tito Barbini a Capo Horn" width="250" height="263" /><a href="http://lenuvolenonchiedonopermesso.blogspot.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/lenuvolenonchiedonopermesso.blogspot.com/?referer=');"><em>Le nuvole non chiedono permesso</em></a>, è il nome insolito del blog che vi presentiamo oggi, con la primavera che ci rallegra la vita e ci spinge a vivere con le imposte aperte. Non appena si apre la finestra-home page di questo blog invece, eccole le nuvole, a far da cornice a ghiaccio e mare in una splendida foto, invitando a percorrere altre vie lontano da casa. Un blog, questo, che ignorando la superficialità della vacanza, vuole condurci verso l’essenza del viaggio, attraverso scritti e immagini davvero seducenti.</p>
<p><strong>Tito Barbini, ex sindaco, viaggiatore nonché scrittore, quando e come hai scoperto il piacere del viaggio raccontato?<br />
</strong>Non pensavo di scrivere. Scrivere è stato un imprevisto, una sorta di urgenza, o forse un movimento naturale come un movimento che scende a valle. Non è che su una scelta del genere non ci abbia pensato a lungo alla vigilia di ogni partenza. Una ragione vera non l’ho ancora trovata. E sarà che questa voglia di raccontare possiede la stessa insensatezza della voglia di partire che ogni poco mi afferra e mi vince. Quando si viaggia bisogna stare attenti a non lasciarsi appagare dalla pura contemplazione della bellezza dei luoghi ma raccontare il viaggio. Sarebbe troppo facile inchinarsi alla maestosità dei ghiacciai antartici o all’immensità del nulla patagonico e non chiedere di più. A me comunque non basta. Per me i luoghi contano di più, contano davvero perché abitati, dagli uomini ma anche dagli animali, perché plasmati e segnati dalla vita. I luoghi sono anche le fermate di un itinerario immateriale. Voglio dire che i miei viaggi non sono stati solo viaggi nella geografia fisica ma anche in quella dell’anima. Per questo ho deciso di raccontarli nei libri che ho scritto.</p>
<p><strong>Fermo restando che ogni luogo da scoprire possiede l’irresistibile fascino dell’ignoto, c’è un angolo del mondo che ti ha rapito più di altri e che ti porterai dentro per sempre?</strong><br />
Sì, forse l’Antartide. L’Antartide continuerà ad abitarmi dentro per sempre. In Antartide la natura si riappropria completamente del suo tempo e lo lascia scorrere a modo suo. È  questo tempo e questo paesaggio che non mi lascia. Un tempo fuori dal tempo, dal tempo esatto misurato dall’orologio o dal calendario. Per questo ho dato il titolo al libro sull’Antartide <a href="http://www.ibs.it/code/9788859603337/BARBINI-TITO/ANTARTIDE-PERDERSI-RITROVARSI-ALLA-FINE-DEL-MONDO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788859603337/BARBINI-TITO/ANTARTIDE-PERDERSI-RITROVARSI-ALLA-FINE-DEL-MONDO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Perdersi e ritrovarsi alla fine del mondo</em></a>.<span id="more-2248"></span></p>
<p><strong>Qual è stato per te il mezzo più suggestivo con il quale percorrere chilometri e chilometri di “nuovi lidi”?</strong><br />
Ho camminato a piedi, con il treno e con la corriera. Sempre con i mezzi pubblici dalla Patagonia all’Alaska, da Berlino al Tibet. Diceva Proust che il vero viaggio non consiste nel trovare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. Ebbene non è possibile vedere se non si cammina e non si incontra la gente del posto. Conoscere l’altro, il diverso da te. E questo è possibile solo viaggiando a piedi o nei mezzi pubblici. E da solo…</p>
<p><strong>Nel tuo blog dici: “Il viaggio, se è vero viaggio può concludersi solo a casa, con un ritorno che è un nuovo inizio.”  Vuoi spiegarci meglio?</strong><br />
<a href="http://www.ibs.it/libri/Barbini+Tito/libri.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/libri/Barbini+Tito/libri.html?shop=3297&amp;referer=');">I miei libri</a> non sono stati solo dei diari di viaggio. Ma soprattutto un cammino a ritroso tra i miti che hanno popolato la mia adolescenza e la mia gioventù, ho riannodato i fili della memoria e fatto anche una profonda riflessione sulla mia stagione politica. Ebbene, il viaggio quando è vero viaggio, presuppone appunto il ritorno a casa.  Andare avanti e tornare indietro fanno parte dello stesso cammino. Altrimenti è una fuga.</p>
<p><strong>Per concludere, vuoi scegliere per i lettori di GraphoMania un tuo libro?</strong><br />
Scelgo il mio ultimo libro: <a href="http://www.ibs.it/code/9788884271389/BARBINI-TITO/CADUTI-DAL-MURO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788884271389/BARBINI-TITO/CADUTI-DAL-MURO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Caduti dal Muro</em></a> nella bellissima collana <em>Off The Road</em> della Vallecchi. È un libro scritto a due mani con un giovane scrittore e giornalista (Paolo Ciampi). Racconto di un grande viaggio dalle macerie del Muro di Berlino all’estremo oriente. Un viaggio vero, fatto di persone e paesaggi straordinari, ma anche un viaggio verso il fallimento storico del comunismo. Raccontato, credo con leggerezza e ironia, in uno scambio di lettere con un giovane scrittore di una generazione anagrafica e politica molto diversa dalla mia.</p>
<p>Grazie Tito, per questo viaggio all’interno delle tue passioni e per quella parte dell’anima che ci hai concesso e che ci spinge verso la conoscenza e la scoperta. Buon viaggio a te e a tutti noi.</p>
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		<title>Pane e Paradossi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 23:02:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Russo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BlackArcana è la blogger che incontriamo oggi. Il suo blog è intitolato Pane e Paradossi ed accoglie i visitatori con un turbinio rosse e nero di ghirigori e fiori. BlackArcana ci spiega il perché del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2141" style="margin: 5px; float: left;" title="BlackArcana" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/03/blackarcana.jpg" alt="BlackArcana" width="250" height="250" /><em>BlackArcana</em> è la blogger che incontriamo oggi. Il suo blog è intitolato <a href="http://paneeparadossi.netsons.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/paneeparadossi.netsons.org/?referer=');"><em>Pane e Paradossi</em></a> ed accoglie i visitatori con un turbinio rosse e nero di ghirigori e fiori. BlackArcana ci spiega il perché del nome Pane e Paradossi che “deriva dalla teoria che tutto si basa e prende energia dagli opposti. Volevo che questa <em>forza perpetua</em> contagiasse in qualche modo anche il mio blog ed ecco perché la presenza nel titolo di due concetti all&#8217;antitesi. Da una parte il <em>pane</em>, inteso a rappresentare le cose più comuni e usuali, mentre dall&#8217;altro i <em>paradossi</em>, e cioè tutte le cose un po&#8217; folli, strane e inspiegabili che contribuiscono a renderci più interessanti la vita”.</p>
<p>Il <a href="http://paneeparadossi.netsons.org/?page_id=7" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/paneeparadossi.netsons.org/?page_id=7&amp;referer=');">disclaimer</a> di BlackArcana è interessante:</p>
<blockquote><p>Questo blog, frutto di immani fatiche per chi, come la sottoscritta, tutte le volte che usa un pc rischia di provocare il blackout di mezza Italia (altro che scoiattolo suicida svizzero), ha il solo scopo di incensare il mio già megagalattico ego. Dico questo perché sono un po’ stufa dei blogger che si nascondono dietro un mare di parole per poi fare esattamente quello che ho testé dichiarato.<span id="more-2139"></span></p></blockquote>
<p><strong>Un blog, quindi, che vuole essere sincero in un mondo virtuale?</strong><br />
Qualche anno fa il mio sguardo di curiosa “navigante” è rimasto impigliato e sedotto da quel <em>maelström</em> di blog in perenne nascita che l&#8217;evoluzione della comunicazione continuava a sfornare a ritmo serrato. Ce n&#8217;erano di tutti i tipi e per tutti i gusti. Migliaia di piccole vetrine in cui individui di tutti i tipi mettevano in mostra, coscientemente o meno, parte di se stessi. L&#8217;idea ha iniziato a farsi strada in me poco a poco fino a che un anno fa ho dovuto cedere. E così ecco nascere <a href="http://paneeparadossi.netsons.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/paneeparadossi.netsons.org/?referer=');"><em>Pane e Paradossi</em></a> che, come ho tenuto a sottolineare, serve sicuramente (come per tanti altri blogger)in buona parte ad appagare quell&#8217;individualismo affamato che mi perseguita, ma che nonostante, o forse per questo, cerca sempre di non eccedere nell&#8217;egoismo e di tenere fede a quella necessaria sincerità che il mezzo virtuale, proprio perché così distaccato dalla realtà fisica, dovrebbe mantenere.</p>
<p><strong>Dacci una breve spiegazione di ogni categoria del tuo blog</strong><br />
Il mio blog nasce prettamente come bacheca di tutte quelle informazioni che per un motivo (positivo o meno) hanno colpito la mia attenzione. Da qui la suddivisione in categorie. In <em>libri</em> potrete trovare tutto quelle letture che le mie avide manine hanno sfogliato e trovato degne di menzione. Stessa cosa per la categoria <em>Movie</em> e <em>serie Tv</em>. La situazione cambia un po&#8217; per le cosiddette <em>varie ed eventuali:</em> lì si accatastano tutte quelle curiosità, sfoghi o informazioni che altrimenti non troverebbero una precisa collocazione.</p>
<p>Nel suo blog BalckArcana parla anche di libri, soprattutto di testi che parlano di di vampiri, streghe e compagnia cantando. Le chiedo, allora, di consigliare un percorso di lettura su questi temi a chi – come me – è del tutto digiuno dell&#8217;argomento&#8230;</p>
<p>“Ebbene sì, lo ammetto senza problemi. Sono una fruitrice accanita di tutte quelle letture (di cui ultimamente ogni libreria abbonda) in cui i protagonisti sono vampiri, licantropi e amenità del genere. Inutile negare che la mia passione è nata anni fa, prima che tutti questi esseri sovrannaturali invadessero con le loro avventure ogni casa editrice. Per chi non ha mai provato il genere consiglierei di iniziare coi <em>classici</em> targati <a href="http://www.ibs.it/libri/Rice+Anne/libri.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/libri/Rice+Anne/libri.html?shop=3297&amp;referer=');">Anne Rice</a>. Se poi il <em>contagio letterario</em> avesse luogo e l&#8217;idea di abbandonare il genere vi suonasse eretica, ecco la possibilità di rivolgersi ad autori come <a href="http://www.ibs.it/libri/Hamilton+Laurell+K./libri.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/libri/Hamilton+Laurell+K./libri.html?shop=3297&amp;referer=');">Laurell K. Hamilton</a> o <a href="http://www.ibs.it/libri/Harris+Charlaine/libri.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/libri/Harris+Charlaine/libri.html?shop=3297&amp;referer=');">Charlaine Harris</a> (apprezzabile per la scelta di sdrammatizzare un po&#8217; il mondo dei vampiri così come siamo abituati a conoscerlo)”.</p>
<p><strong>Concludiamo dall&#8217;inizio: il tuo primo post è di maggio 2008 e hai esordito con una dedica e un ringraziamento ai lettori. Quanto ritieni importanti “le buone maniere” in un&#8217;epoca in cui si “parla” con le persone per mezzo di tastiere e schermi?</strong><br />
Trovo che considerarsi un ospite quando si usa internet sia l&#8217;approccio migliore ad un mezzo che conta milioni di utenti. Senza un po&#8217; di comune cortesia sarebbe impossibile comunicare efficacemente, che poi è proprio lo scopo ultimo di chi come noi cerca quotidianamente nuovi contatti da esplorare.</p>
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