15 Sep
Appassionata di scrittura Titty Cerquetti lo è di certo, e ce lo dimostra non tanto nel modo più consueto, ovvero attraverso l’elenco delle sue pubblicazioni, quanto più discretamente attraverso i post del suo blog.
Le parole superano lo spazio tra lo sguardo e il monitor del computer e passano velocemente dalla sua anima (“La mia colpa è essere diversa. Diversa perché accetto che gli altri siano diversi da me…”), a quella di chi legge. Malinconia, fierezza, desiderio di avere a disposizione più di una vita.
Cos’è per te, Titty, raccontarti in un blog?
Pubblica intimità. Mi piace pensare, fin da quando ho cominciato cinque anni fa, che il blog sia il luogo più adatto alla condivisione della propria anima e del proprio talento. Sul blog mi sono raccontata, confrontata, ho messo a disposizione di tutti i miei pensieri ma anche e soprattutto i miei lavori letterari. È un ponte tra quello che realmente siamo e ciò che vorremmo essere. È una ricerca di altri sé tra coloro che navigando si riconoscono in un pensiero, in una frase, in una intima sensazione. Nessuno di noi si metterebbe così a nudo che so, per la strada, in mezzo alla gente, il blog, invece, concede questa possibilità senza esporsi completamente. Trovate le anime amiche il percorso prosegue insieme, sul proprio o sui rispettivi blog, fino ad arrivare al tavolo di un pub. Per questo amo il blog e detesto i social network. (more…)
30 Aug
È la prima volta che su GraphoMania intervistiamo una blogger “impegnata” dal punto di vista della fede: parlo di Maria Concetta Bomba, laica carmelitana, che cura il blog Solo per oggi… Prima di tutto, le chiedo di sciogliere la sigla ocds che vediamo giustapposta al suo nome nella firma dei post
È l’acronimo di Ordo Carmelitarum Descalceatorum Saecularum… In termini comprensibili (!), è la sigla che indica quella comunità di laici/e, molto spesso sposati, che fanno parte della Famiglia religiosa del Carmelo, e che cercano di vivere la loro fede cristiana riferendosi a questa esperienza, incarnandola non in un convento, ma nella loro vita quotidiana, fatta di famiglia, lavoro, impegno sociale… Una di queste persone sono io. Ma parliamo di un’appartenenza che va oltre il fatto “giuridico”: è un sentirsi parte di un cammino, di una storia di vita incarnata, in compagnia di tutti coloro che si riconoscono accomunati da una stessa passione…
Abituati a navigare per blog di scrittura, forse un blog “spirituale” ci è estraneo. (more…)
15 Aug
Simone Ghelli, se si dovessero elencare le tue passioni occorrerebbe spazio perché sembrano davvero tante, benché tutte ruotino attorno al magico mondo della scrittura. Il nome del tuo blog è intrigante: cacciatore di storie. È questo che sei?
In fondo sì, lo sono sempre stato. La passione per i libri e per la lettura è esplosa da piccolo. Pensa che alle elementari mi premiarono con una copia di Ventimila leghe sotto i mari per essere stato l’alunno che aveva letto più libri di tutti. La scrittura però è arrivata molto tempo dopo. Ho scritto il mio primo racconto di senso compiuto che avevo già superato i diciotto anni. Il periodo delle superiori è stato un calvario, poiché feci l’errore d’iscrivermi a ragioneria, per via del fatto che all’epoca si pensava che il liceo non desse sbocchi lavorativi, visto che nella mia famiglia, a parte un fratello di mia madre che fa il giornalista a Parigi, non c’era nessuno che avesse scelto di continuare gli studi all’Università. In compenso ho avuto la fortuna d’incontrare una professoressa d’italiano che mi ha sempre incoraggiato a scrivere e a coltivare la mia passione.
Altra frase che funge da calamita, per i lettori del tuo blog è: “Rubo il mio tempo per scrivere”. Lo rubi alle incombenze quotidiane, che vorrebbero avere la meglio su tutto?
Innanzitutto lo rubo al lavoro, ma per fortuna in questo periodo ho trovato un buon part-time. Quando si lavora otto-nove ore al giorno, è praticamente impossibile trovare il tempo di scrivere… e la scrittura è un lavoro a tutti gli effetti, un lavoro che esige il suo tempo per essere fatto bene. Ci vuole molta costanza e volontà per trovare il modo di disciplinarsi. Il talento è importante, ma da solo porta ben poco lontano.
Hai espresso la tua convinzione che la parola debba prendere corpo, peso e consistenza, e che la scrittura ha fatto sì che tu scoprissi la necessità di uscire da te stesso. Scrittura dunque come efficace mezzo per esternare la nostra vera essenza?
Non so se la scrittura sia capace di esternare la nostra vera essenza; sicuramente, come l’arte in genere, è utile a liberarsi da se stessi. In questo senso deve prendere corpo, deve diventare qualcosa che ci sfugge. Penso che la peggiore scrittura in assoluto sia quella legata a doppio nodo all’autore, che spesso si risolve in una sorta di cerimonia di se stessi. Questa scrittura è quella che cade più facilmente nel cliché, nel già sentito. La scrittura che a me interessa è invece quella che a un certo punto sfugge al suo artefice, perché m’interessa proprio sentire questa lotta tra un essere che tenta in tutti i modi di aggrapparsi alle proprie idee, e una nuova creatura che nasce e cresce, che sputa pezzi da tutte le parti. E qui subentra il discorso sulla tecnica, che ci porterebbe via troppo tempo. Quello che intendo dire è che la scrittura è come una macchina che, per quanto si voglia rendere perfetta, s’inceppa sempre da qualche parte e disarciona il proprio conducente. A me piace andare in cerca dei pezzi che questa corsa pazza si perde per strada, pezzi che funzionano benissimo anche da soli… (more…)
30 Jul
Madame Tutli-Putli dell’omonimo film ci accoglie nel blog Pensieri di carta, curato da Silvia che così si presenta: “Io sono colei che mi si crede. IN.Attesa. Qui, non c’è niente di sacro. Tranne l’osso dove si prendono i calci”.
Cosa sono i pensieri di carta?
Quando mi sono trovata a “dover intitolare” il blog la prima cosa a cui ho pensato sono stati i libri. Ero semplicemente alla ricerca di un posto in cui mettere le frasi dei libri che leggevo e che mi parevano significative e magari riuscire a incrociare qualcun altro che leggeva, per discutere di libri, di argomenti vari. Onestamente non avevo la più pallida idea di quello che ne sarebbe venuto fuori. Da qui i “pensieri” perché il pensiero è comunque alla base di un po’ tutto: ogni cosa, pratica o meno, anche le stesse emozioni, scaturiscono da un pensiero, o ne fanno a loro volta scaturire altri. La “carta”, poi, è dovuta al fatto che i libri sono di carta, perché sulla carta ci si scrive con l’inchiostro, ci si disegna. I segni che lasciamo su un foglio devono essere ragionati, sono più consapevoli, forse di quelli lasciati sullo schermo di un computer, favorito dalla presenza dei tasti canc, delete, save, cut, past… e compagnia dicendo. La carta poi, è un materiale meraviglioso, versatile all’ennesima potenza. Per non parlare di quella meravigliosa metafora vivente che è la carta vetro: graffiare per togliere, per far diventare tutto liscio e lucido…
Perché parlare di “carta” (una cosa concreta) in un blog online (una cosa virtuale)?
Pensieri di carta perché la persona dietro il blog pensa carta, fondamentalmente. (more…)
15 Jul
Nel luglio 2005, nasce a Roma il circolo letterario Bel-Ami, un’associazione senza scopo di lucro, così come si precisa nel blog. Oggi, per voi lettori di GraphoMania, ne intervistiamo il Presidente, Cristiano Sabbatini.
Per cominciare, una domanda forse ovvia ma inevitabile: che scopi si propone il Circolo?
Tra gli scopi “istituzionali” del Circolo vi sono sicuramente la realizzazione e la valorizzazione di iniziative culturali nei settori della letteratura, del teatro, della pittura, e dell’arte in genere, promuovendo e organizzando mostre, convegni, dibattiti, stage, conferenze e concorsi letterari. Ma lo scopo principale del Circolo è quello di individuare talenti in numerose discipline artistiche e metterli in contatto tra loro.
Quali sono le difficoltà che un’associazione di questo tipo incontra?
Dal mio punto di vista, l’organizzazione interna è tra le problematiche principali di qualsiasi struttura associativa in quanto deve tener conto delle individuali esigenze, problematiche e peculiarità caratteriali cercando comunque di creare un contesto coordinato e, soprattutto, culturalmente proficuo. (more…)