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La libreria Mangiaparole a Roma

Oggi intervistiamo la Libreria Mangiaparole – affamati di cultura… e non solo, il cui nome è già attraente!

Si legge nel vostro sito   che unite sapientemente cibo, vini e cultura, connubio da sempre affascinante. Volete raccontarci in che modo lo fate?
In primo luogo la scelta del vino è stata fatta in modo da privilegiare bottiglie che hanno attinenza con il mondo della letteratura: ad esempio la cantina Terre da vino ha una serie di vini dedicati ai romanzi di Pavese: La bella estate; Tra donne sole; La casa in collina. Oppure abbiamo “riesumato” vini dell’antica Roma come il Falerno oppure il Cecubo, amati da Cicerone e Catullo.

Vogliamo inoltre rendere il cibo protagonista delle presentazioni, in più, durante gli aperitivi letterari, metteremo un audiolibro come sottofondo. (more…)

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  • Libri che sanno di antico, di soffitta e di vento

    Antonella Serrenti, che ormai abbiamo conosciuto anche attraverso i brevi racconti che GraphoMania le ha pubblicato, è anche un’accanita lettrice; un libro in mano in ogni occasione: in spiaggia, in casa, in autobus, ovunque!

    Per te, leggere, è semplicemente un momento rilassante o qualcosa di più profondo che ti resta dentro?
    Non so se leggere mi rilassa o se invece è un espediente per cercare quella parte di me che vive una vita propria eludendo l’altra. Fin dalle mie prime letture, io mi sono sempre immedesimata in qualcun altro. Leggevo tutto quello che riuscivo a trovare, dai Bolero di mia zia (severamente proibiti da mia madre), alle biografie dei santi collezionate da mia madrina, che tante paure contribuirono ad alimentare in me. Alla fine degli anni cinquanta, poca gente comprava libri e giornali, i soldi erano pochi e servivano per mangiare, ma io ben presto scoprii la piccola biblioteca del mio paese e la mia fantasia di bambina spaziò da una favola all’altra interpretando ogni volta il ruolo della protagonista. Come vivere più e più vite. Anche nei i testi scolastici mi risultò facile immedesimarmi: una volta, in Lucia innamorata di Renzo, un’altra in Elena moglie di Menelao e innamorata di Paride, e quante lacrime per il tamburino sardo. C’è sempre stato un libro a timbrare le tappe fondamentali, dolorose o liete che siano state, della mia vita. Per esempio ricordo il libro sugli Angeli, letto in ospedale seduta accanto al letto di mio padre ammalato di leucemia; e quello riletto più di una volta, mentre aspettavo la nascita della mia primogenita, Donne che corrono coi lupi, e ricordo il romanzo Siddharta, letto due giorni prima di mettere al mondo mio figlio. Ieri come oggi, leggere per me non è semplicemente un momento rilassante ma una continua ricerca, forse di quella parte di me che vive una vita tutta sua.

    Non ti chiedo, come di solito faccio, cosa leggi più volentieri, ma quale libro rileggeresti e perché.
    Un libro che mi capita di leggere molto spesso è Le poesie di Pablo Neruda; è sempre lì, a portata di mano per quando ho bisogno di verità. Perché le sue poesie sono storie, sono vissuto. Un altro che ho letto più di una seconda volta, è Karma di Fausta Leoni. Quando lo comprai avevo diciannove anni, e ignoravo il significato di quella parola. La storia autobiografica contenuta in quelle pagine, oramai ingiallite, rivela come la scrittrice riesce, andando a ritroso nel tempo e grazie a una serie di viaggi in India e in Tibet, a ritrovare le sue radici e liberare la sua reale entità, individuando la catena delle rinascite. Un tema misterioso che mi affascina, quello del karma e dell’ipnosi regressiva. Questo libro è per me la risposta a tante sensazioni, ai ricordi che richiamano esistenze anteriori, agli incontri con amori e amicizie, al mio interesse per il mistero e la trascendenza, e mi aiuta alla comprensione della solitudine e della morte. (more…)

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  • Intervista ad una lettrice: Adriana Mulas

    Intervista ad una lettrice: Adriana Mulas

    Oggi, per la consueta intervista ai lettori, vi presento la signora Adriana Mulas di Aprilia.

    Adriana, lei che lettrice è, saltuaria, accanita, avida o pacata?
    Diciamo che sono pacata per necessità! Purtroppo le incombenze quotidiane, gli impegni lavorativi e tutto ciò che può distogliermi dalle passioni – in questo caso quella della lettura – finisce per limitare o educare il mio essere “avida”. Infatti la mia indole di grande curiosa è quella frenetica di chi tutto vorrebbe sapere e conoscere, ma ahimè  non posso permettermela…

    Che cosa cerca in un libro? Cosa la appassiona al punto da indurla ad andare avanti, pagina dopo pagina?
    Intanto la conoscenza. Dell’essere umano per esempio, poiché colui che scrive trasmette sempre qualcosa di se. Cerco l’intimo, l’essenza, ma anche la cultura perché come ho detto prima sono curiosa, assetata del nuovo, dunque tra le pagine vivo la cultura sviluppata da altri e lascio che mi venga trasmessa, mi apro per coglierla riga dopo riga. (more…)

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  • Leggiamo insieme ai nostri figli

    Mi dai un passaggio?In questa rubrica dedicata alle interviste ai lettori e alle librerie, abbiamo parlato di tante cose e toccato ogni età; se ricordate, l’ultimo lettore intervistato aveva ben novant’anni e affascinanti aneddoti da raccontare, per esempio. In questo periodo invece, mi è capitato di conversare con giovanissime proprio sui loro gusti in fatto di lettura, e tra varie risposte ne è emersa una che abbraccia una precisa fascia d’età che va dai dieci anni ai dodici più o meno (adolescenza e preadolescenza), e che rivela un grande apprezzamento per il settimanale Cioè. Io dico sempre che non importa ciò che si legge, purché si legga; tuttavia devo ahimè fare un piccolo appunto per questa rivista della Panini tanto in voga.

    Mi rivolgo con solidarietà ai genitori, che tanto faticano a star dietro ai loro figli proprio mentre attraversano quel campo minato che è l’età della “crisi”, delle novità, della destabilizzazione e della naturale confusione. Sudate sette camicie per insegnar loro per esempio a non fidarsi degli sconosciuti, a non accettare passaggi da ragazzi mai visti prima, a non fingere scioltezza per colpirli di più. Cercate di sapere sempre con chi escono e con chi rientrano, temete i motorini altrui e la cronaca – in tv o sui giornali – vi fa star male, con tutto ciò che ci racconta sempre più spesso. È così, non è vero? Non è facile, certo che no. E non possiamo certo tenerli dentro una campana di vetro, questi figli, perché paghino il prezzo delle nostre lecite paure. Ma… a proposito dei vostri sforzi, oggi mi preme segnalarvi uno dei tanti consigli preziosi della loro rivista preferita. Ditemi cosa ne pensate…

    Dritte furbe per agganciarlo. Mi dai un passaggio?
    La festa sta per finire. Lui ti ha colpita davvero tanto, ma sei riuscita solo a scambiarci qualche battuta e non hai ancora il suo numero di cellulare! Da un momento all’altro potrebbe andare via e tu potresti non rivederlo presto! Allora, quando sta per lasciare la festa, corri da lui trafelata e un po’ preoccupata. Inventati che hai litigato con la tua amica – consiglia chi scrive – e che non sai come tornare a casa! Lui si offrirà di sicuro di accompagnarti e allora avrai un’occasione in più per prendere tutto il coraggio del mondo e chiedergli il suo numero… (Cioè, 51/52-2009, pag 23). (more…)

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  • Piazza Repubblica Libri di CagliariLa libreria Piazza Repubblica Libri di Cagliari, si presenta ai lettori come una inesauribile fonte di idee e iniziative apprezzatissime dal pubblico sardo e non solo; sono tanti coloro che me l’hanno segnalata come delizioso punto d’incontro tra chi legge e chi scrive, dunque oggi la visiteremo insieme attraverso un’amichevole chiacchierata con coloro che l’hanno creata.

    Benvenuti su GraphoMania, un po’ blog un po’ magazine, ci raccontate la storia di questa vostra libreria?
    Patrizio Zurru: Ho deciso di aprire una libreria mia dopo aver lavorato per altri per più di quindici anni. Ho scelto come posizione il centro commerciale vicino al tribunale, dove già ci sono sei librerie “storiche”. Una pazzia sembrava, invece il modello inglese di zone ad alto tasso di librerie sta iniziando a pagare, specie per l’offerta di servizi e iniziative particolari.

    Mossa coraggiosissima davvero! E, a proposito delle vostre iniziative particolari, parliamo un momento di “Scrittori socialmente utili”, che vi ha portato popolarità in tutta Italia. Di cosa si tratta?
    Patrizio Zurru: Smontiamo l’idea di Scrittore come entità irraggiungibile. L’Autore viene in libreria e fa il commesso per noi: sistema libri a scaffale, organizza le vetrine, ma soprattutto si occupa dei clienti. Ad una condizione però. Può consigliare qualsiasi libro tranne quelli scritti da lui, per quello ci siamo io e mia moglie Daniela. (more…)

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