28 Feb

La solitudine è una sensazione che compare forte e chiara quando non ci sentiamo sostenuti, amati o compresi, come noi riteniamo giusto che sia.
Vogliamo che gli altri si diano a noi secondo la nostra modalità, la nostra misura di sostegno e di amore, altrimenti ci sentiamo soltanto parzialmente accolti, parzialmente compresi e amati, e sempre mancanti del poco che ci renderebbe felici.
Ognuno di noi ha un carattere, una personalità, un modo di essere, che in parte riceviamo come patrimonio genetico dai nostri genitori e dalle loro famiglie, e in parte ci viene da quello che nella nostra esperienza di vita abbiamo avuto o non avuto, quello che abbiamo provato o non provato, quello che abbiamo fatto o non fatto.
Le sensazioni che proviamo oggi e che ci fanno soffrire o gioire, sono talmente personali e intime che nessuna persona al mondo può provarle come me o per me, nemmeno mia madre. (more…)
15 Feb
Mi sono imbattuta, durante l’ennesima e disperata “messa in ordine” dei miei quaderni, in un pensiero di Gandhi trascritto su un foglietto, in un tempo e in un luogo di cui non ho memoria, ma il testo è bello e così lo condivido per una breve riflessione.
Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: “Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?” “Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro. “Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore. “Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti ” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date, ma nessuna convinse il pensatore. Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona, quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte i loro cuori sono talmente vicini che neanche parlano, sussurrano solamente. E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. È questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano”. Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete, non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare”.
È innegabile che viviamo in un tempo rumoroso e strillone, dove ogni piano confronto ha lasciato il posto ad uno stile di insulti e offese così ripetute e indifferenziate da essere, nei fatti, indirizzate anche a chi ne è spettatore o spettatrice, come quando in una rissa i colpi feriscono chi passa per caso o vuole solo capire cosa sta succedendo. Forse è per questo che sempre meno persone si soffermano a pensare il contenuto dei confronti/scontri che la televisione quotidianamente ci propina, ma anche di quelli familiari, che ci riguardano più da vicino e tanto meno si tende ad intervenire nei diverbi altrui, nel timore di essere raggiunti dalla selva di violenza che minaccia la nostra integrità fisica e psichica, se non altro per l’effetto di contagio che le male azioni sembrano avere sul tessuto sociale e sugli individui che lo animano: in famiglia, a scuola, nei marciapiedi cittadini, nello sfrecciare del traffico, nei locali pubblici, nelle istituzioni… la parola gridata ed il gesto sguaiato sono ormai norma e fanno consuetudine. (more…)
30 Jan

Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più fortunato del reame?
Vite appannate. Vite soppresse. Vite spezzate. Vite adagiate.
Chi sono i morti e chi sono i vivi?
Non saremo forse noi i morti sotto le macerie dell’indifferenza che riesce ancora a far capolino nonostante la drammaticità degli eventi?
L’orizzonte finisce dietro casa, abitato da notizie sempre nuove che riempiono il piccolo spazio del nostro cortile.
Senso di soffocamento. Senso di impotenza. (more…)
15 Jan

Sopravvissute/i ad una maratona di cibo – le feste spesso si possono ricondurre ad una grande abbuffata di sapori – molte/i di noi stanno già pensando ad un qualche regime dietetico che compensi l’inpiù di calorie accumulate ed esorcizzi il senso di colpa con cui la maggior parte delle persone accompagna l’indulgenza verso uno dei peccati più praticati: la gola.
Il cibo è la croce e la delizia dei nostri tempi, in questa parte del mondo in cui l’obesità è di gran lunga più vicina alle porte di casa che non la denutrizione; la malnutrizione e i disturbi dell’alimentazione di gran lunga le esperienze più condivise e più tematizzate nella comunicazione sociale, che pure le induce attraverso la pubblicità e modelli di consumo alimentare sempre più lontani dai bisogni organici della nutrizione.
Ma il cibo non è solo questo e l’aver dimenticato il rapporto profondo che ogni essere ha con la necessità – e il piacere – di alimentarsi è uno dei veri e grandi peccati della nostra società. (more…)
30 Dec
Il punto di vista di oggi è affidato a Concetta Bomba, che abbiamo intervistato qualche tempo fa.
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Ancora un 31 dicembre, un altro; ancora una fine che segna un nuovo inizio, un ricominciare daccapo ciò che si è già vissuto ripetutamente nel tempo precedente, ma che pur lo si affronta come possibilità di un tempo di nuova specie.
Se tutto ritorna, le stesse cose di prima non possono mai più essere come prima: tornano, ogni volta, come infinita possibilità di divenire ciò che non sono mai state prima. Ma non in quanto le cose passate non abbiano alcun valore; ciò che è stato, pur se accompagnato da una insopprimibile sensazione di inconsistenza, di vacuità, è “tempo vissuto” e, in quanto tale, mai tempo “perso”.
Basterebbe entrare nell’ottica del tempo che “irrompe” nella propria vita trascinandoci al suo interno in un processo di metamorfosi continua che, eliminando la distinzione tra un passato rimpianto o rinnegato, un presente appagante o deludente, ed un futuro desiderato o minaccioso, rende eterno l’istante di un “adesso” non più frantumato. (more…)