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	<title>GraphoMania &#187; Valeria</title>
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		<title>Stranger love: concorso letterario</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 05:56:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1954" style="margin: 5px; float: left;" title="Stranger Love, il nuovo concorso letterario di My secret diary" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/03/strangerlove.jpg" alt="Stranger Love, il nuovo concorso letterario di My secret diary" width="250" height="347" />È partito il 1 marzo scorso il concorso <em>Stranger Love</em> indetto da <em><a href="http://www.mysecretdiary.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mysecretdiary.it/?referer=');">My Secret Diary</a></em>. La scadenza è il 31 maggio prossimo. Chi volesse parteciparvi, trova tutte le info <a href="http://www.mysecretdiary.it/Concorsi/Strangerlove.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.mysecretdiary.it/Concorsi/Strangerlove.htm?referer=');">qui</a>. Intanto, di seguito, l&#8217;idea centrale del concorso.</p>
<blockquote><p>Uno tra i maggiori pregi di uno scrittore è quello di saper entrare nei panni dei propri personaggi, viverli, assaporarli e condividerne le storie e le passioni.</p>
<p>Il sesso e l&#8217;erotismo fanno parte della vita di tutti, entrano di norma nella quotidianità più semplice e vengono vissuti come uno dei tanti aspetti dell&#8217;esistenza di ognuno.</p>
<p>Ma vi siete mai chiesti come vivono l&#8217;eros &#8211; e il sesso &#8211; le persone &#8220;ai margini&#8221;? Questa volta My Secret Diary lancia ai suoi autori una nuova sfida: vestite i panni di chi vive sul ciglio della strada, ai bordi estremi della &#8220;normalità&#8221;.</p>
<p>E cos&#8217;è, per voi, la normalità?</p>
<p>Scrivete di vizi e corruzioni, raccontate di immoralità e turbamenti. Guardate il sesso con occhi diversi. Guardate il sesso come finora non avete mai fatto.</p>
<p>Come vive l&#8217;erotismo una prostituta o un maniaco? E un assassino? Monache di clausura o attori porno, esibizionisti o voyeur. Amanti, traditi o traditori. Tutti con un lato erotico da scoprire e &#8211; poi &#8211; raccontare. Mille personaggi, in cerca d&#8217;autore.</p></blockquote>
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		<title>Il blog di Pierluigi Adami</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 23:02:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1707" style="margin: 5px; float: left;" title="Pierluigi Adami" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/01/pierluigiadami.jpg" alt="Pierluigi Adami" width="200" height="150" />Pierluigi Adami si può definire con tre semplici parole: scrittore, ingegnere, ambientalista. Nato a Roma Cinecittà proprio il giorno in cui Pierpaolo Pasolini completò la sceneggiatura di <a href="http://www.italica.rai.it/cinema/film/accattone.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.italica.rai.it/cinema/film/accattone.htm?referer=');"><em>Accattone</em></a> e “l’estate ardeva ancora bollente” come scrisse il poeta-regista. A Cinecittà vive tuttora: “Dal mio balcone vedo il Parco degli Acquedotti, e con un po&#8217; di fantasia posso allungare lo sguardo sino all&#8217;Appia Antica. È un bel posto, e non mi lamento”.</p>
<p>Pierluigi ha scritto un romanzo storico uscito in libreria nel 2003, varie sceneggiature e soggetti per Cinema e TV. “Scrivere è la mia vita, ma non vivo scrivendo. Pochi se lo possono permettere in Italia. Sono ingegnere di comunicazioni spaziali, satelliti (ooh! qui ci vuole un segno di attonita sorpresa: che c&#8217;entrano i satelliti con la scrittura?). Essere ingegnere mi aiuta anche nella scrittura, grazie a una voglia di organizzare e progettare che fa comodo nella stesura di un romanzo. Non per questo consiglierei a chi vuole scrivere di studiare la meccanica quantistica. Anzi, lo sconsiglio fortemente! Non sono un ingegnere pentito, però. Mi piace il lavoro che faccio. Spero, tuttavia, di realizzare sempre di più la mia vocazione naturale: scrivere”.</p>
<p>Pierluigi è anche molto impegnato sul fronte delle battaglie civili e ambientali: “Ho fondato insieme con altri amici un circolo ecologista dedicato alla memoria di Alex Langer, formato da persone che si danno da fare per tutelare l’ambiente in cui viviamo, la qualità della nostra vita”. Chi è interessato può dare un’occhiata al <a href="http://www.ecologistidemocratici.it/forum-locali/lazio-1/circolo-ecologisti-democratici-alex-langer " target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ecologistidemocratici.it/forum-locali/lazio-1/circolo-ecologisti-democratici-alex-langer?referer=');">loro sito</a>.<span id="more-1704"></span></p>
<p>Il <a href="http://www.pierluigiadami.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pierluigiadami.it?referer=');">sito di Pierluigi</a>, invece, è nato nel 2002, all’inizio con l’intento di promuovere l’attività di scrittore di Pierluigi. “Ben presto, però, con la messa a disposizione su Web del mio Manuale di scrittura creativa e di sceneggiatura (scaricato liberamente da 20000 lettori), l’obiettivo principale del sito è diventato quello di condividere con tutti l’esperienza acquisita nelle tecniche di scrittura. Vengo da una famiglia di insegnanti, e sento molto il valore etico della didattica.</p>
<p>Il sito di Pierluigi è stato completamente rinnovato da poco proprio per centrarlo sul progetto editoriale sul quale sta ora lavorando: “la costruzione condivisa e interattiva di un nuovo, grande manuale di scrittura creativa, completamente libero e accessibile a tutti. Per rendere davvero interattivo il tutto, ho installato personalmente un server wiki e un motore di blog. Nel wiki sto ogni giorno inserendo nuove pagine del Manuale, che si compone di circa 150 pagine. <a href="http://www.pierluigiadami.it/w/index.php?title=Pagina_principale" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.pierluigiadami.it/w/index.php?title=Pagina_principale&amp;referer=');">Sono già nel wiki</a> la prima parte del Manuale, incluso un interessante capitolo su come ‘superare il blocco da pagina bianca’ e un archivio dei generi narrativi, con indicazioni di opere letterarie, teatrali, cinematografiche e televisive rilevanti per ciascun genere. È un grande archivio in costruzione che vorrei completare con il contributo di tutti, per cui invito i lettori a iscriversi nel wiki e partecipare attivamente”.</p>
<p><strong>Che riscontro hai da parte degli utenti?<br />
</strong>È sempre emozionante condividere la propria passione letteraria e scoprire tante affinità con persone che sono magari lontanissime (mi scrivono anche dall&#8217;estero). Ricevo molte email di scrittori esordienti che chiedono consigli e, per quel che posso, cerco di rispondere a tutti. Tuttavia non riesco più a fornire letture critiche ai testi che mi inviano, perché il poco tempo a disposizione non me lo consente. Ricevo racconti e persino romanzi interi o copioni ma con rammarico devo rispondere che non riesco a leggere tutto il materiale che ricevo. Credo che il Manuale che via via sarà inserito nel wiki sia il miglior aiuto che posso offrire a chi scrive per passione e desidera migliorare la qualità del proprio testo.</p>
<p>Degno di nota del sito di Pierluigi un breve post, di cui riporto qui un estratto:</p>
<p style="padding-left: 30px;">Molti pensano che gli scrittori producono pagine guidati da una sorta di estasi letteraria chiamata ispirazione.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Che cos’è l’ispirazione? È un motore nascosto, misterioso, che lancia messaggi interiori e li costringe a manifestarsi come parola scritta. È quella strana cosa che si ha dentro che ti porta a camminare per strada con una bozza d&#8217;idea in testa, ancora informe, una frase che gira nel cervello per giorni, affiora talvolta e poi scompare travolta dalle faccende della vita. Poi all&#8217;improvviso si fa coraggio e spunta con chiarezza, e diventa racconto, soggetto per il Cinema, trama di romanzo. Recentemente, m&#8217;è capitato di essere accompagnato dalla frase &#8220;Tutto cominciò per un paio di scarpe&#8221;. Non so perché. Quelle scarpe mi giravano in testa alla ricerca di un padrone, di un paio di piedi che le indossassero. Ebbene, quelle scarpe sono diventate un racconto. Però l’ispirazione è solo l’inizio di un lungo cammino, quello del “saper narrare”. Scrivere è soprattutto un processo artigiano, fatto di taglia e cuci e incolla. Più dell&#8217;arte sublime servono gli strumenti artigiani della pratica e dell&#8217;esperienza.</em></p>
<p>“C&#8217;è un po&#8217; della mia vita e nei commenti alcune indicazioni sul processo della scrittura. Rispecchia la filosofia del mio blog: più che un diario personale, una condivisione con intento didattico dei metodi per scrivere bene.</p>
<p>Un commento successivo l&#8217;ho scritto su sollecitazione di una lettrice, Elsa, che si lamenta per l&#8217;angoscia che le prende ogni volta che tenta di buttare giù delle idee, mentre la pagina resta inossidabilmente bianca: <em>Quella pagina che non ne vuole sapere di riempirsi di parole, che s’intigna nel restare vuota, che non si riesce a scalfire, genera la situazione più sconfortante che vive chiunque voglia scrivere (&#8230;) Non bisogna spaventarsi e mollare tutto. Bisogna convincersi che nessun ostacolo è insormontabile e, come in ogni altra attività, con la pratica e l’esperienza s’impara via via a governare i problemi.</em></p>
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		<title>The cats will know</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 23:02:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1563" style="margin: 5px; float: left;" title="The cats will know" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2009/01/thecatswillknow.jpg" alt="The cats will know" width="250" height="286" />Il blog <a href="http://thecatswillknow.splinder.com/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/thecatswillknow.splinder.com/?referer=');"><em>The cats will know</em></a> è un blog collettivo. Il nome deriva da <a href="http://www.la-poesia.it/italiani/fine-1900/pavese/CP_verra_the-cats-will-know.htm" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.la-poesia.it/italiani/fine-1900/pavese/CP_verra_the-cats-will-know.htm?referer=');">una poesia di Pavese</a> e, oltre a essere un bel ricettacolo di versi, è legata a un momento importante della vita di Francesco, curatore principale.</p>
<p>“<em>The Cats Will Know</em> nasce un giorno di settembre del 2007 a Santarcangelo di Romagna, dopo un bel po&#8217; di tempo passato fra blog tradizionali e siti di scrittura, esperienze che in noi suscitavano un interesse sempre più modesto e che ritenevamo ormai confondibili, anzi fuse e orientate entrambe verso il social networking e lo sfogo personale”, ci racconta Francesco. “Pensavamo insomma a qualcosa che preservasse la nostra presenza on line (ci era per qualche motivo ancora necessaria) e che continuasse ad alimentare la passione per la scrittura e la lettura, intese come attività arricchenti e non come mero passatempo o fonte di più o meno intense relazioni virtuali”.</p>
<p>Hanno immediatamente pensato, per loro natura, a qualcosa di nicchia: “Avevamo già provato il blog collettivo, anche con discreto successo. Ma a quel punto volevamo fondamentalmente essere diversi, farci collettori di autori di talento, e, inutile negarlo, allo stesso tempo dare spazio al nostro gusto personale, frustrato dalla lettura di una miriade indistinta di scrittori improvvisati e parecchio sedicenti. Dunque io e colei che di lì a poco sarebbe divenuta mia moglie, oltre che poetessa ufficiale (Maeba Sciutti), iniziammo una ricerca capillare di voci a nostro modo di vedere interessanti e che ci sarebbe piaciuto vedere riunite sotto lo stesso tetto”.<span id="more-1561"></span></p>
<p>Successivamente, hanno iniziato ad affiancare Francesco e Maeba un paio di ottime collaboratrici: “La definizione dei ruoli è peraltro una semplificazione espositiva: tutti i membri di <em>The Cats Will Know</em> hanno contribuito a dare al sito la sua impronta, con alcune punte rappresentate da eccellenti lettori, il nostro fiore all&#8217;occhiello insieme alla qualità dei testi pubblicati”.</p>
<p>Il successo del sito, ci dice Francesco, è molto variabile: “Gli impegni personali, l&#8217;approccio anarcoide e a-progettuale, il boom delle reti sociali sono elementi che lo influenzano grandemente, ma la passione è immutabile e posso dire con certezza che la nostra esperienza è solo all&#8217;inizio: a breve sono previste alcune innovazioni a livello di grafica e interazione, nel futuro, compatibilmente con le nostre possibilità, anche la trasformazione in sito e l&#8217;attività editoriale su carta che, al momento, mi trova ancora scettico, viste le potenzialità della rete in termini di divulgazione dei contenuti”.</p>
<p>Francesco afferma che non c’è stato un blog o un sito dal quale abbia preso spunto: “I ritrovi di poesia on line, come detto in precedenza, non mi piacevano e non mi piacciono, sicché parlerei di ispirazione al contrario. Ho un bel ricordo solo del sito <a href="http://www.buffonimaledetti.org/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.buffonimaledetti.org/?referer=');"><em>Buffoni Maledetti</em></a>, per lo spirito dissacrante e per l&#8217;assenza di condiscendenza caritatevole e comaresca nei confronti delle brutte poesie. Ho certamente fatto tesoro di un paio di esperienze precedenti di blog collettivi da me co-gestiti, dei quali serbo un bel ricordo, ma che s&#8217;imperniavano su tutt&#8217;altro”.</p>
<p>E per quanto concerne l&#8217;editoria italiana? “Non farei discorsi particolareggiati: si tratta di commercio, al pari di quello dei dischi, dei cellulari o della pizza surgelata. La qualità va cercata e ciò comporta dedizione e fatica, e testa. I libri scadenti c&#8217;erano anche prima, oggi sono solo diffusi in quantità maggiore, grazie all&#8217;editoria a pagamento. Tonnellate di carta sprecata per vanagloria, boria, ingenuità, disperazione di aspiranti scrittori: una moda ancora in crescita (mi domando se il fenomeno sia globale), figlia io credo dell&#8217;era post-blog, l&#8217;era delle grandi illusioni di chi ha raggiunto per (auto-)induzione la convinzione erronea di conservare le pagine del proprio capolavoro a fianco dei calzini, quando in realtà si tratta di un diario in banale copia carbone o peggio di un modesto tema in classe delle superiori. Come dire che, pagando, tutti quelli in grado di tirare calci a un pallone potrebbero giocare in serie A. Solo che questo non è possibile perché non risulta profittevole quanto puntare sulla qualità. La professione di scrivere, intesa con il virgolettato, è figlia della solitudine, dell&#8217;inquietudine e del talento (e anche della patologia cerebrale). Tutte queste cose portano già di per sé malessere: se poi ti trovi a scrivere, e non sei un professionista della scrittura, ti trasformi semplicemente da alieno ad alieno che sa usare la parole”.</p>
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		<title>Simone Navarra, Il gatto che cadde dal Sole</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 23:03:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1318" style="margin: 5px; float: left;" title="Il gatto che cadde dal sole" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2008/12/ilgattochecaddedalsole-194x300.jpg" alt="Il gatto che cadde dal sole" width="200" height="309" />Che bello ritrovare per caso <a href="http://www.graphe.it/GM/2007/12/simone-navarra/" target="_blank">un “vecchio” blogger di GraphoMania</a> e scoprire che, come a volte succede, non ha abbandonato la passione per la scrittura – magari deluso o demoralizzato dagli sconforti che, qualche volta, toccano noi scrittori – ma anzi è qui che ci presenta il suo nuovissimo lavoro, un romanzo ad ambientazione fantastica distribuito in formato ebook attraverso appunto il sito dell&#8217;autore.</p>
<p>Avete mai immaginato di essere un gatto randagio, e scoprire che cosa significa vivere tra le strade di Roma? Cosa pensereste degli esseri umani e delle loro automobili? Capireste mai il significato di una manifestazione, oppure avreste addirittura delle idee politiche tutte vostre? Credereste mai nell&#8217;esistenza di un dio dei gatti, o vi sembrerebbe una semplice storia inventata?</p>
<p>La storia del piccolo Nessuno, il cucciolo caduto dal Sole e adottato da una colonia di gatti randagi, vi mostrerà il mondo attraverso gli occhi di un altro mondo più piccolo, che gli scorre accanto non visto. Nascosto tra marciapiedi, cassonetti e auto parcheggiate. Simone Navarra ci racconta come nasce <em>Il gatto che cadde dal Sole</em>.<span id="more-1317"></span></p>
<p>“L&#8217;idea di questo romanzo mi è venuta due o tre anni fa. Avevo appena terminato di correggere per l&#8217;ennesima volta uno dei miei primi romanzi di fantascienza, e mi sono detto che – una volta tanto – mi sarebbe piaciuto buttarmi su una storia meno complessa e intricata del solito.</p>
<p>L&#8217;idea di un gattino abbandonato in mezzo a un temporale e di tutte le vicende drammatiche a cui sarebbe andato incontro mi è parsa allora l&#8217;ideale per accantonare un po&#8217; contenuti filosofici e trame intricate, pensando solo a una storia in cui contassero soltanto personaggi e situazioni, e così ho deciso di provare a scriverla.</p>
<p>Inizialmente, il testo doveva avere un taglio epico: una sorta di Odissea con i gatti randagi, per farmi capire, tant&#8217;è che nella prima pagina c&#8217;è anche un&#8217;invocazione alle muse che poi ho deciso di lasciare anche nella stesura definitiva. Dicevo inizialmente, perché mi sono presto reso conto che una storia di quel genere non avrebbe funzionato, o che forse non ero semplicemente pronto a scrivere qualcosa del genere.</p>
<p>Il romanzo insomma si è trasformato in un dramma con i gatti randagi ambientato tra le strade di Roma. La cosa più bella, secondo me, è che la storia è completamente ambientata in posti esistenti e riconoscibili visti però dal punto di vista dei gatti. In fin dei conti, credo che il fascino del libro nasca proprio da questo: metterci nei panni di un gatto randagio può farci vedere e anche vivere la realtà di tutti i giorni con altri occhi, e la fantasia può rinnovare posti e situazioni che in genere diamo per scontati”.</p>
<p><strong>Come si è svolta la stesura?</strong><br />
Proseguendo con il lavoro, poi, mi sono detto che alla trama mancava ancora qualcosa. È vero che ero partito con l&#8217;idea di un libro “facile“, ma lasciare il tutto così senza aggiungere delle idee o delle semplici riflessioni che uscissero dalla banalità di una storia di gatti mi sembrava sempre più necessario. Insomma mi piaceva la storia che stavo scrivendo, ma volevo aggiungerci un livello di lettura in più che del resto ho sempre cercato in tutti i miei lavori. Ecco allora come sono nate tante delle idee e degli spunti che troverete nel libro, e che spero possano rendere piacevole la lettura anche a chi non è semplicemente in cerca di un romanzo con gli animali.</p>
<p>Anche se è un romanzo di fantascienza o fantasia che dir si voglia, dietro c’è un gran bel lavoro di studio.<br />
Ci tengo anche a sottolineare infatti che il testo ha avuto una grossa parte di ricerca e di preparazione. Tutti i luoghi in cui è ambientata la storia sono reali, e ho avuto anche la fortuna di essere aiutato da due amici veterinari, che mi hanno dato spiegazioni e chiarimenti su tanti aspetti della vita dei gatti di strada. Se anche si tratta di un romanzo autoprodotto e distribuito gratuitamente, insomma, potete aspettarvi la stessa qualità e preparazione che vi aspettereste da un libro comprato in libreria.</p>
<p>Il romanzo di Simone Navarra può essere scaricato <a href="http://www.ilmondoquasinuovo.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ilmondoquasinuovo.com?referer=');">dal suo blog</a>, oppure direttamente <a href="http://www.simonenavarra.it/file/SimoneMariaNavarra-IlgattochecaddedalSole-A4.pdf" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.simonenavarra.it/file/SimoneMariaNavarra-IlgattochecaddedalSole-A4.pdf?referer=');">in formato A4</a> e in formato <a href="http://www.simonenavarra.it/file/SimoneMariaNavarra-IlgattochecaddedalSole-Lettore.pdf " target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.simonenavarra.it/file/SimoneMariaNavarra-IlgattochecaddedalSole-Lettore.pdf?referer=');">per lettori portatili</a>.</p>
<p>Buona lettura…</p>
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		<title>Letteratitudine</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 23:02:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Francesca Mazzuccato]]></category>
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		<category><![CDATA[Massimo Maugeri]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggo sulla tua biografia che hai iniziato a scrivere nel 2003. Ma prima del 2003, chi era Massimo Maugeri e come passava il suo tempo? Ci dici in quale occasione e ci racconti com’è nata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1443" style="margin: 5px; float: left;" title="Massimo Maugeri di Letteratitudine" src="http://www.graphe.it/GM/wp-content/uploads/2008/12/letteratitudine.jpg" alt="Massimo Maugeri di Letteratitudine" width="150" height="150" /><strong>Leggo sulla tua biografia che hai iniziato a scrivere nel 2003. Ma prima del 2003, chi era Massimo Maugeri e come passava il suo tempo? Ci dici in quale occasione e ci racconti com’è nata questa passione per la scrittura?<br />
</strong>In verità scrivo da tempo immemore; praticamente da quando ho imparato a tenere la penna in mano e a buttare giù due parole una dietro l&#8217;altra. Il primo romanzo l&#8217;ho scritto a quindici anni (un romanzo breve assai scadente, per la verità). Una passione di antichissima data, dunque. La &#8220;velleità&#8221; di pubblicare è arrivata molto più tardi. In effetti quella data che citi (2003) si riferisce alla mia prima pubblicazione ufficiale; ovvero l&#8217;uscita del racconto <em>Muccapazza</em> sulla rivista di letteratura <a href="http://www.lunarionuovo.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.lunarionuovo.it/?referer=');"><em>Lunarionuovo</em></a>. Prima di quella data Massimo Maugeri era uno dei tanti che ama scrivere. Dopo quella data Massimo Maugeri continua a essere uno dei tanti che ama scrivere&#8230; con un pizzico di visibilità in più.</p>
<p><strong>“Identità distorte” è il tuo primo romanzo. Ci racconti com’è nato e di cosa tratta?<br />
</strong><a href="http://provadautore.it/scheda.php?ID=00011" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/provadautore.it/scheda.php?ID=00011&amp;referer=');"><em>Identità distorte</em></a> è uscito nel 2005, per i tipi della casa editrice Prova d’Autore. Si tratta di una sorta di thriller psicologico e a sfondo sociale ambientato a Catania. Come mi è capitato di dire altre volte, questo romanzo è nato da una sorta di visione onirica: c&#8217;è un uomo che entra in un ascensore e (dopo aver accusato un malore) ne esce nei panni di un&#8217;altra persona. Il romanzo racconta la storia di Claudio Crivi, imprenditore di successo nel settore della new economy, che ha fondato a Catania, insieme a Valerio Giordano – suo vecchio amico &#8211; , una società internet: la Cwt. Una mattina uggiosa Crivi resta &#8211; appunto &#8211; bloccato nell’ascensore della ditta a causa di un black out. Tornata l’energia elettrica, e uscito dall’ascensore, scopre di aver assunto le sembianze di un’altra persona: Stefano Re, un giovane poco più che ventenne da poco assunto alla Cwt. Ovviamente nessuno crede a un ragazzo che sostiene di essere il famoso Claudio Crivi. Non vi crede Valerio Giordano, né la figlia Lara che decide di aiutare Stefano; anche perché c’è un particolare che rende la vicenda ancora più inquietante: Claudio Crivi è morto da un anno.</p>
<p><a href="http://provadautore.it/scheda.php?ID=00011" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/provadautore.it/scheda.php?ID=00011&amp;referer=');"><em>Identità distorte</em></a>, per quanto mi riguarda, è un romanzo sulla crisi d’identità dei nostri giorni ambientato agli inizi del nuovo millennio: dalla vigilia del recente crollo delle Borse mondiali &#8211; e tracollo dei titoli tecnologici &#8211; (fine 1999, inizi 2000) all’esplosione del terrorismo internazionale (settembre 2001).<span id="more-1442"></span></p>
<p><strong>Parlaci un po’ del tuo blog. Quando è nato e per quale motivo hai avuto l’idea di aprirlo?<br />
</strong><a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> nasce da un mio desiderio di comunicazione, fondamentalmente. Dalla voglia di raggiungere più gente possibile per condividere la passione per la scrittura, per i libri, per la letteratura. Non è un caso che il blog ha visto la luce quasi contestualmente alla nascita della mia secondogenita (mentre l&#8217;altra, la primogenita, aveva appena un anno). Avevo deciso di rimanere il più possibile in casa anche per via delle bimbe piccole. Mi sono chiesto: come fare per incontrare persone con cui condividere le mie passioni letterarie pur rimanendo in casa? Pensai di creare un blog. In fondo uno degli aspetti positivi della Rete è, appunto, quello di unire (non per nulla si chiama Rete). Così creai un <a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> (erano gli inizi del settembre 2006)&#8230; uno tra i tanti milioni di blog nati in Italia. Certo, allora non avrei mai potuto immaginare che avrebbe avuto successo.</p>
<p><strong>Cosa contiene?<br />
</strong><a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> è un open blog perché nasce con l&#8217;idea dell&#8217;apertura, dello scambio, della condivisione. Alterno cose mie a contributi di altri scrittori o giornalisti culturali. Alcuni curano una vera e propria rubrica a loro nome, all&#8217;interno del blog. Per questo considero <a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> il mio blog, ma anche il nostro blog. Il blog di tutti coloro che vi scrivono. E mi riferisco anche, e soprattutto, ai commentatori/frequentatori, che sono la vera anima del sito. Sono loro a renderlo bello e speciale. A volte leggo commenti che sono di gran lunga superiori ai miei stessi post. Per me la vera &#8220;fortuna&#8221; e forza di questo blog è proprio questa: avere frequentatori/commentatori di altissimo livello che condividono con me le passioni di cui ho parlato prima. Ne nascono dibattiti a volte anche accesi, ma che non scadono nell&#8217;offesa o in commenti irrispettosi per persone o opinioni.</p>
<p>Aver avuto, poi, la possibilità di ospitare personaggi importanti, tra cui Dacia Maraini, Valerio Evangelisti, Paolo Di Stefano (Camon e Alajmo hanno pure una rubrica fissa all&#8217;interno del blog) è una bella soddisfazione e una grande responsabilità.</p>
<p><strong>Hai avuto il riscontro che ti aspettavi?<br />
</strong>Per la verità il riscontro è stato di gran lunga superiore alle aspettative. Oggi <a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> è uno dei litblog più noti e frequentati della Rete&#8230; oltre a essere uno dei blog d&#8217;autore del <em>Gruppo L&#8217;Espresso</em>.<br />
Inoltre <a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> è anche diventato&#8230; libro. Il meglio delle discussioni del primo biennio di vita del blog &#8211; incorniciato da un testo inedito e divertente &#8211; è stato raccolto in volume appena pubblicato dalla casa editrice Azimut. Il libro si intitola, appunto, <a href="http://www.ibs.it/code/9788860030931//LETTERATITUDINE-LIBRO.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788860030931//LETTERATITUDINE-LIBRO.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Letteratitudine, il libro &#8211; vol. I &#8211; 2006-2008</em></a> e sarà il primo volume di una sorta di bi-annuario.</p>
<p><strong>Parlaci del progetto con Francesca Mazzucato e de “Le aziende in-visibili”. Come sono nati i due progetti e cosa ti hanno portato come esperienza?<br />
</strong>Tempo fa Francesca Mazzucato (nota scrittrice&#8230; anche lei gestisce un blog &#8220;d&#8217;autore&#8221; del <em>Gruppo L&#8217;Espresso</em>) mi scrisse una mail dal titolo: <em>a Massimo da Francesca</em>. Riporto una parte del testo: “<em>Seguo il tuo blog da quando è nato anche se non lascio commenti. Come forse ti sarà capitato di vedere, nel mio Books preferisco, per varie ragioni, interagire via mail con le persone piuttosto che attraverso i commenti, e naturalmente rispondo a tutti. Pensavo, che ne diresti di una &#8211; come dicono con la solita orrenda parola &#8211; sinergia fra i nostri due blog, entrambi blog d’autore di kataweb? Io pensavo a una cosa: ti piacerebbe Dirimpettai?</em>” È così che è nata l’idea. A me è piaciuta subito. E mi sono sentito molto, ma molto onorato che a propormela sia stata proprio Francesca Mazzucato… scrittrice che stimo tantissimo da tempi non sospetti. Ed ecco <em>Dirimpettai</em>. Una rubrica epistolare destinata a rimbalzare, nel tempo, tra <a href="http://letteratitudine.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/letteratitudine.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Letteratitudine</em></a> e <a href="http://scritture.blog.kataweb.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/scritture.blog.kataweb.it/?referer=');"><em>Books and other sorrows</em></a> (il blog di Francesca Mazzucato). Insomma, uno scambio epistolare pubblico-privato tra me e Francesca.</p>
<p>Per quanto riguarda <a href="http://www.ibs.it/code/9788876445699//LE--AZIENDE-IN-VISIBILI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788876445699//LE--AZIENDE-IN-VISIBILI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Le aziende In-Visibili</em></a>&#8230; be&#8217;, tempo fa Marco Minghetti mi parlò di questa sua idea. Quando mi chiese se ero disponibile a dargli una mano, accettai con entusiasmo. Si tratta di una sfida molto ambiziosa a cui hanno lavorato un centinaio di personalità dell’economia e della cultura (scrittori, manager, sociologi, attori, filosofi, economisti, musicisti e designer) virtualmente costituenti la Living Mutants Society. La sfida che hanno accettato è stata quella di mettere a disposizione la propria conoscenza umana e professionale in un capitoletto di un’opera narrativa collettiva, ispirata al <a href="http://www.ibs.it/code/9788804425540/CALVINO-ITALO/LE--CITTA-INVISIBILI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788804425540/CALVINO-ITALO/LE--CITTA-INVISIBILI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Le città invisibili</em> di Italo Calvino</a>.  Al posto di Marco Polo e l’Imperatore della Cina, nel romanzo collettivo a colori <a href="http://www.ibs.it/code/9788876445699//LE--AZIENDE-IN-VISIBILI.html?shop=3297" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.ibs.it/code/9788876445699//LE--AZIENDE-IN-VISIBILI.html?shop=3297&amp;referer=');"><em>Le Aziende In-visibili</em></a> (edito di recente da Scheiwiller) il lettore si imbatte in un dialogo tra l’Amministratore Delegato di una Corporation e il suo Direttore del Personale: una cornice che utilizza la metafora dell’azienda per parlare della nostra contemporaneità. A me è stato proposto di tradurre, nella sezione Le aziende e i morti, la città calviniana di Adelma (Episodio n. 78 del volume). Ancora una volta ho accettato con entusiasmo, proponendo una sfida nella sfida: mescolare la mia scrittura a quella di Calvino (operazione rischiosissima), e paragonando il licenziamento di un lavoratore a una sorta di trapasso.</p>
<p>Come tutte le esperienze di scambio (e di qualità) ho ricevuto moltissimo in termini di crescita personale. E ne sono felice.</p>
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