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I libri sono presentazioni ai sogni

Scritto da – giovedì, 30 giugno 2011 – 08:00Nessun commento
I libri sono presentazioni ai sogni

Ci sono dei libri che vi sono particolarmente cari? Libri che leggete e rileggete e che ogni volta vi regalano nuove emozioni, anche se già li conoscete a menadito? Inoltre, ci sono dei libri che vi servono come spunto per iniziare con altre riflessioni che, probabilmente, non hanno nulla a che vedere con il libro stesso che state leggendo?

Fernando Pessoa ne Il libro dell’inquietudine ci parla di queste sue letture. Se volete, nei commenti, potete parlarci delle vostre letture.

Non conosco piacere come quello dei libri, pur leggendo poco. I libri sono presentazioni ai sogni e, chi entri in conversazione con essi con la stessa facilità della vita, non ha bisogno di presentazioni. Non ho mai potuto leggere un libro immergendomi completamente in esso; infatti, a ogni passo, il commento dell’intelletto o dell’immaginazione è venuto sempre a intralciare la sequenza della narrativa stessa. Dopo pochi istanti, ero io che scrivevo e quello che c’era scritto non stava da nessuna parte.

Le mie letture predilette sono la ripetizione di libri banali che dormono insieme a me sul comodino. Ce ne sono due che non mi abbandonano mai: La Retorica, di Padre Figueiredo, e le Riflessioni sulla lingua portoghese, di Padre Freire. Rileggo sempre e attentamente questi libri; e, se è vero che li ho già letti molte volte, è altrettanto vero che non li ho mai letti tutti di seguito. A questi due libri debbo una disciplina che ritengo quasi impossibile in me: una regola di scrittura oggettiva, una legge della ragione secondo cui le cose vengono scritte.

Lo stile affettato, claustrale, frusto, di Padre Figueiredo è una disciplina che fa la delizia del mio pensiero. La prolissità, quasi sempre priva di disciplina, di Padre Freire, intrattiene il mio spirito senza farlo stancare e mi educa senza darmene pensiero. Sono spiriti di eruditi e di persone tranquille che fanno bene alla mia inesistente disposizione a essere come loro, o come qualunque altra persona.

Leggo e mi abbandono, non alla lettura, ma a me stesso. Leggo e mi addormento e seguo la descrizione delle figure retoriche di Padre Figueiredo come in un sogno; e attraverso boschi di meraviglia, ascolto Padre Freire mentre insegna che si deve dire Magdalena, perché solo il popolo dice Maddalena.

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