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Zeitgeist

Scritto da – mercoledì, 29 giugno 2011 – 08:00Un commento
Zeitgeist

Qualche giorno fa, proprio su queste pagine, mi interrogavo – sia pure retoricamente, e non in senso meteorologico – sulla direzione del vento. Il vento è cambiato? Al di là di ogni considerazione presentata e oltre le parole già spese, la cronaca ha prontamente dato la sua tragica e allarmante risposta.

Lunedì 27 giugno i quotidiani raccontano dello stupro di una ragazzina quindicenne avvenuto sulla spiaggia di Fano, a opera di tre minorenni “di buona famiglia”, in vacanza coi genitori sulla riviera marchigiana, e in libera uscita per una di quelle ormai numerosissime notti bianche che in tutta Italia promettono – soprattutto ai/lle giovani – di tutto e di più. Una notte che si è colorata del rosso della violenza e del nero della paura per la giovane vittima e che ha macchiato per sempre le esistenze dei ragazzi, che a tutt’oggi continuano a negare il malfatto e a volerlo allontanare da sé, con il racconto della presunta complicità della ragazza, certo consigliati e forse sostenuti da adulti (spero non familiari, di certo avvocati) ormai assuefatti a difendere l’indifendibile: il tradimento della giovinezza, dell’amicizia, dell’innocenza, del desiderio, della speranza, dell’attesa, dell’amore.

Ancora di ieri la notizia di un altro stupro di gruppo, da parte di due minorenni, nei confronti di una dodicenne e di una quattordicenne, a Villaricca, nel napoletano. Nel caso di Villaricca, però, la storia è durata non una sola notte ma quattro mesi: una violenza sistematica. Se non ricordo male, nel febbraio scorso una undicenne di Arzano, sempre nel napoletano, fu portata da cinque ragazzi in un luogo appartato: la immobilizzarono, la spogliarono, iniziarono a toccarla e grazie alle sue grida d’aiuto e all’intervento di passanti, la violenza finì. Anche quella volta – come in altre volte – i responsabili erano minorenni: il più piccolo quattordici anni, il più grande solo sedici.

Le cronache ci dicono che fra gli stupratori di Villaricca c’è il nipote di un boss della camorra, quasi a voler trovare nel degrado sociale e culturale una qualche possibile spiegazione alla violenza. Ma gli altri?

I giornali ci informano che i tre umbri della notte di Fano avevano bevuto. Del resto che ci vai a fare alla notte bianca se non a eccedere? E si sa, eccesso chiama eccesso, l’alcol fa perdere la misura e il senso delle azioni, e tutto diventa possibile. È questo che forse si vorrebbe far credere – e credere – per vincere il disgusto, l’angoscia e l’apprensione che questi eventi suscitano. Trovare spiegazioni che li rendano comprensibili e soprattutto limitati a certi soggetti e a certe contingenze.

Ma bastano uno zio compromesso, un quartiere degradato e una bevuta in comitiva a rendere conto dell’orrore ? O bisogna cercare più a fondo e in più direzioni? Le femministe di Fano scrivono che

“Un clima di totale mancanza di rispetto dell’altra, in cui una coetanea è vista solo come un corpo da usare, non è frutto della cattiveria dei giovani o dell’alcool, ma è di certo alimentato dall’atteggiamento “viriloide” e “populista” di certe manifestazioni culturali, che spesso sono anche spazi dove si incentiva alla spettacolarizzazione del corpo delle donne (le vallette della Fano dei Cesari o quelle del Carnevale, meglio se giovani e poco vestite), senza investimento culturale su modalità corrette e rispettose delle relazioni umane e sociali tra i generi”.

Aggiungerei, per completezza d’analisi, anche il disinvolto uso di certe immagini nella propaganda commerciale e politica. E questo ci riporta al punto da cui siamo partiti, con una correzione però della domanda iniziale. Infatti, che il vento non sia cambiato mi sembra risulti con una evidenza innegabile, la questione vera da porre, dunque, è: il vento potrà mai cambiare? E quando, se non ora?

Ma badiamo bene: la direzione del vento – o spirito del tempo, per rendere la metafora più chiara – non riguarda solo le donne, ma la salute mentale e spirituale di tutta la società e in primis delle nuove generazioni, a cui da adulte/i dobbiamo evitare di essere fagocitate dalla follia di un mondo dove tutto appare possibile, meno che il necessario cambiamento.

Un commento »

  • Livio scrive:

    Come si può non darti ragione? Scusami se la metto anche sul piano politico, ma quando tanti anni fa sentii Bossi che gridava al “celodurismo” l’ho trovato oltre che rozzo,grossolano,cafone, fuori luogo e anche molto diseducativo nei confronti delle nuove generazioni, che hanno idealizzato il tutto, scavandosi diritti inesistenti, come sanno fare i giovani quando diventano anche “teste calde”, col favoritismo di adulti molto consenzienti. Poi è avvenuto tutta una serie di altri episodi che riguardano scandali su giovani escort che hanno montato la testa ancora di più di quegli adolescenti spettatori di questi scenari dei politici dissacratori di quei pochi principi che stavano per entrare nel nostro “organismo” grazie alle femministe degli anni ’70, ideali puliti e rispettosi che potevano ancora salvarci dalla brutalità che è ormai un continuo sui mezzi di informazione, senza giustamente, considerare l’ancora brutta abitudine di usare e mandare messaggi super negativi attraverso la pubblicità che caratterizza ancor di più che il corpo di esseri umani, in questo caso la donna, può essere utilizzato a scopi di puro piacere.
    Se non si varano delle leggi per reagire abbassando l’età dei “consumatori di reati” simili punendoli in maniera adeguata continueremo a subirne le conseguenze e questa gente se non viene punita cresce con l’idea che è una cosa giusta e che può continuare a ripeterla.
    Sono dell’idea che si deve incominciare una educazione fin dalle elementari e coinvolgere anche i genitori per evitare che si insegnino cose opposte che confondano il bambino. E poi si procede con tutta una serie di altre iniziative educative.
    Ma se non si cambia tutta questa classe di politici che agisce solo per scopi di arricchimento personale, senza fare differenze di partiti, perchè notiamo che tutti sguazzano nei privilegi pur essendo oberati oggi, noi cittadini, dalla crisi economica, mentre questi dimostrano di pensare solo a loro e non a noi. Figuriamoci se si preoccupano di quel che succede ai nostri figli. E’ un lusso che le loro teste non si possono permettere.

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