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Omosessualità e omofobia

Scritto da – martedì, 26 aprile 2011 – 08:00Un commento
Omosessualità e omofobia

Una rubrica di sessualità aperta a trecentosessanta gradi si propone in maniera “provocatoria” e riceve “ciò che si merita”. Abbiamo ricevuto alcune sollecitazioni che riportiamo sinteticamente: può scrivere sull’omosessualità? Che succede se nella coppia uno si scopre omosessuale? Il pianeta delle coppie omosessuali?

Ciascuno di questi argomenti meriterebbe un intero seminario o fior di Convegni che in realtà si tengono. Quindi non è possibile esaurire tutto in una volta e ne tratteremo, con il vostro aiuto, di volta in volta, cercando di esplorare, con tatto e discrezione, le varie caratteristiche di questo territorio.

In questo primo step vorrei provare a tranquillizzare le persone che, ignorando la tematica, per paura dell’ignoto, si trincerano dietro e dentro il nascondimento fobico. Partiamo dalla chiarezza del termine e dalla confusione di cui è spesso oggetto, “grazie” all’intemperanza, per non dire altro, che fa rima con ignoranza.

Per quanto concerne gli aspetti omofobici prendo spunto da alcune notizie di cronaca: a Napoli alcuni turisti gay vengono inseguiti e aggrediti dal branco; a Caserta ci sono stati insulti omofobi di un intero condominio ad una coppia gay: “Faremo una raccolta di firme per mandarli via dal quartiere”, aggiungono; a Parma un proprietario sfratta l’inquilino, motivando: “Avrebbe dovuto dirlo prima che era gay”; a Roma succede peggio: un quarantenne aggredisce una coppia gay per strada, colpendo uno con una bottiglia e accoltellando il compagno: “Mi dava fastidio che si tenessero per mano.”

Secondo Alfred Kinsey, già negli anni quaranta del secolo scorso, dopo un attento studio di 18.000 casi di comportamento sessuale, si poteva sostenere che ben un terzo degli uomini ha avuto un rapporto omosessuale e tanti altri, dei restanti, lo ha desiderato. Ancora a Kinsey si deve l’introduzione dell’educazione sessuale nelle scuole, la nascita della scienza sessuologica e quel primo riconsiderare la posizione della donna nella società, con i propri diritti inalienabili al piacere sessuale. Ad oggi, la sua scala per l’orientamento sessuale, è considerata da studiosi di tutto il mondo, ancora attuale. Possiamo leggerla e commentarla brevemente:

0) Esclusivamente eterosessualeSolo individui dell'altro sesso ci attraggono, nessuna fantasia in merito a persone del nostro stesso sesso.
1) Eterossesuale predominanteSiamo eterosessuali, ma in alcune nostre fantasie siamo in compagnia di individui del nostro stesso sesso.
2) Bisessuale, ma tendente all'eterosessualitàAbbiamo avuto rapporti con individui di entrambi i sessi, ma preferiamo i rapporti eterosessuali.
3) BisessualeDesideriamo allo stesso modo avere rapporti sessuali con uomini e donne.
4) Bisessuale, ma tendente all'omosessualitàAbbiamo avuto rapporti con entrambi i sessi, ma preferiamo i rapporti con persone del nostro stesso sesso.
5) Omosessuale predominanteSiamo omosessuali, ma in alcune fantasie erotiche ci sentiamo eterosessuali.
6) Esclusivamente omosessualeCi piacciono solo persone del nostro stesso sesso e non abbiamo alcun tipo di fantasia differente.

Con questa scala “particolare”, Kinsley ci invita a seguire i nostri istinti e a vivere di conseguenza, senza forzature nei confronti di noi stessi dovute alla morale o alle imposizioni sociali. Nonostante la chiarezza e la liceità della ricerca scientifica su cui molti studiosi hanno investito le loro energie, resta un alone di dubbi ed incertezze, per non ribadire l’ignoranza più nefasta, se restano le notizie di cronaca su menzionate.

Ancora uno spunto sulle critiche mosse alle ricerche sul gene gay e sulle presunte giustificazioni a chi presume di intervenire per prevenire l’omosessualità, continuando a considerarla un’anomalia o peggio una malattia come succedeva in passato. L’aspetto istintuale e naturale che sta alla base, comunque, dell’essere umano è di origine animale, ma l’essere umano ha maturato insieme agli istinti e più degli istinti la sensibilità/sensitività ed i sentimenti che sono intrisi e sostenuti dalle emozioni; e quando nasce una simpatia ed è ricambiata e si trasforma in un sentimento più intenso e profondo e poi e poi… c’è un sentimento che non ha una connotazione sessuale di natura etero o omo o bi o, quanto maggiormente può essere semplice e complicato nel contempo.

Incontro sempre più spesso ragazzi più che ragazze (ma sono frequenti anche queste) che per riservatezza o timidezza si estraniano da qualunque forma di coinvolgimento affettivo e sentimentale e vivono una vita asettica e nessuno si allarma o critica. Forse sta nella natura educativa e di accadimenti nelle fasi evolutive, ma qui il tema si fa delicato.

Per queste ed altre domande è disponibile questa rubrica a cui risponde il sessuologo dottor Francesco Tassiello 06.98.52.852 – 392.97.53.748
E-mail

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Foto | extranoise

Un commento »

  • Angelo scrive:

    Salve, sono un pedagogista e uno scrittore esordiente.
    Ho letto il suo articolo e lo trovo molto interessante. Mi sono occupato di omosessualità (riconoscersi omosessuali, accettarsi ed essere accettati) e ho scritto un saggio sulla base dei miei studi e delle mie ricerche su campo.
    Mi piacerebbe promuoverlo e siccome la tematica gay vede un pubblico di nicchia mi piacerebbe avere l’opportunità di collaborare con la sua rubrica,e magari avere l’occasione di proporre il mio lavoro.
    Ci tengo molto a scrivere per difendere la libertà di espressione delle proprie idee e della propria sessualità.
    Grazie in anticipo per la sua gentile risposta, cordiali saluti.

    Angelo

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