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Amore e odio

Scritto da – martedì, 22 febbraio 2011 – 08:00Nessun commento
Amore e odio

Nel lavoro sessuologico gli utenti sono le coppie, da quando nascono a quando muoiono. La nascita presuppone un atto d’amore, la morte e per essa la separazione evidenzia con frequenza un odio senza limiti. Questa è una delle domande difficili e semplici nel contempo. Sono i temi che furono, sono e saranno “nei secoli dei secoli”. Il film Via col vento, per chi ne ha memoria, è un concentrato di questi argomenti.

Freud affermò che l’odio è correlato antiteticamente all’amore. Tutti sappiamo che l’uno può trasformarsi nell’altro. Ma come? Per capire dobbiamo definire tutti i termini.

Possiamo definire l’odio? Nell’accettare la natura dell’odio, dobbiamo cominciare con una distinzione importante: l’odio e la collera non sono la stessa cosa. La collera è un sentimento caldo che ha come oggetto la rimozione di un ostacolo al flusso di libido; come dire che l’amore non è bello se non è… anche i bimbi usano dire “collera, collera e collera” con una forma cantilenata. L’odio è freddo e immobile. Quando subentra all’amore è devastante. Mentre l’ira può essere distruttiva nella sua azione manifesta, il suo scopo è fondamentalmente costruttivo. La collera non mira a distruggere l’oggetto dell’attaccamento libidico, l’odio invece sì. La collera è il flusso di aggressività non mescolata a nessun sentimento tenero. Tuttavia, appena il flusso recede, i sentimenti di tenerezza rifluiscono. Scrive Lowen in maniera poetica:

“La collera è il temporale in un giorno di estate, seguito dallo splendore del sole. L’odio lo si può paragonare al freddo incessante e alle tenebre di un deserto gelato…”

L’aspetto preoccupante, per chi si occupa di questo lavoro con le coppie, è rappresentato dalla presenza dei figli che, qualunque sia la loro età, vivono immersi e nutriti dai e dei sentimenti in cui sono, appunto, immersi.

Alcuni studiosi dicono che l’odio colpisce anche nella maternità. Qual è l’effetto dell’odio sul neonato sensibile e dipendente? Il figlio di una donna piena di odio è soggetto a questo freddo già molto prima di nascere. Gli stessi autori dicono che,

“se il cuore è duro e freddo, cosa possiamo aspettarci dall’utero?”

E l’amore? Abbiamo parlato dell’odio e delle sue caratteristiche e peculiarità, riservandoci di controbattere ed opporre all’odio l’amore. Abbiamo già detto che Freud affermò che l’odio è correlato antiteticamente all’amore. Tutti sappiamo che l’uno può trasformarsi nell’altro. Ma come?

Un esempio, abbiamo detto, lo troviamo ben descritto e rappresentato nel film Via col vento, le cui vicissitudini mostrano passaggi anche repentini dall’amore più passionale all’odio più profondo e viceversa.

Per tentare una spiegazione di questi mutamenti sentimentali seguiamo il pensiero di alcuni autori, tra cui Lowen, come abbiamo fatto per l’odio, così per capire l’amore. Forse è più facile tentare di definire l’amore, soprattutto in termini bioenergetici, poiché gli ingredienti fondamentali sono noti. Nel concetto di amore gli istinti fondamentali sono sentimenti di tenerezza e movimenti di aggressività. I sentimenti di tenerezza sono chiari, un po’ meno i movimenti di aggressività; ma seguiamo ancora il pensiero degli autori di cui sopra.

L’amore, nel senso più stretto, può essere descritto come il più forte sentimento di tenerezza espresso con la più forte aggressività. Tale affermazione implica che esso è l’espressione più completa di un organismo. Possiamo identificare il più profondo sentimento di tenerezza con quello che nasce direttamente dal cuore e in cui il cuore è completamente coinvolto. L’azione aggressiva più forte coinvolge tutta la muscolatura corporea, ed esprime nell’azione la piena intensità del sentimento del cuore.

È ovvio che una definizione così rigorosa non vale per tutte la manifestazioni che sono descritte come amore. La definizione può essere quindi estesa come vogliamo per includere le espressioni in cui i sentimenti del cuore sono debitamente espressi in un’azione aggressiva, pur variando l’intensità del sentimento e la forza dell’aggressività. Vediamo un esempio: l’amore di una madre per il suo piccino è sentito e profondo. Tuttavia, mentre l’intensità dei sentimenti teneri è al culmine, l’aggressività è sensibilmente ridotta.

L’esempio di aggressività presente nell’amore è rappresentato dal sadismo; se nell’azione fisica non è implicita nessuna tenerezza, la sua qualità emozionale può essere, appunto, definita sadismo. G. Mattioli, descrive nelle sue opere il piacere paradossale, come probabile origine nel dolore più intenso.

Per queste ed altre domande è disponibile questa rubrica a cui risponde il sessuologo dottor Francesco Tassiello 06.98.52.852 – 392.97.53.748
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Foto | A.gonzalez

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