Perché tu non mi veda
Perché tu non mi veda –
In vita – io d’invisibile,
Spinosa siepe mi circondo.
Di caprifoglio mi cingo,
In calaverna scendo.
Perché tu non mi senta
Di notte – io mi fortifico
Nella scienza dei vecchi:
Nella riservatezza.
Di fruscii mi cingo,
Di brusii mi copro.
Perché tu non fiorisca
Troppo – in me – per boscaglie: per libri
Viva mi caccio, dove càpita:
Fantasie cingo,
Finzioni vesto.
25 giugno 1922
Marina I. Cvetaeva











Nostalgia inesauribile
per eccezione.
Minuziosamente
stringo a me
l’ ascendente
passato.
Fulcro dei miei
pensieri
evoluzione.
Vent’ anni
i sensi non toccano
limiti.
La vanità,
la libertà’,
al limite
dell’ allucinazione.
cosi’ profonda,
cosi’ distante.
mani smerigliate,
marmore ,
inconsapevole,
in abbandono.
ed i implacabilmente
arcaico ,inatteso,
mi giunge il suono.
Un forte piano
cantabile, fallace,
solo un ricordo