O come Oscar di Daniela Zincone
O come Oscar, Tullio Pironti Editore, prima pubblicazione di Daniela Zincone (ma non primo romanzo scritto), è qualcosa che lascia senza fiato. La quarta di copertina già ci prepara al “viaggio” tra le sue cinquecento pagine con la frase “un libro che può cambiare la coscienza del lettore”, e a dire il vero la strattona, la coscienza, e ci trascina verso le nostre ipocrisie e quelle crude realtà davanti alle quali, tendenzialmente, ci voltiamo dall’altra parte.
Due anime totalmente differenti che si incontrano e si confrontano senza fronzoli, che si raccontano, che si ascoltano, che si aiutano a superare ognuna i propri limiti e barriere. Oscar è un giovane omosessuale che viene “costretto” a disintossicarsi dalla dipendenza della cocaina, da Rosa, la madre di un suo caro amico, una insegnante e scrittrice che, nel tentativo di riportare alla vita il ragazzo, si mette in gioco ribaltando le sue stesse certezze. Entrambi, in un difficile e spietato percorso compiuto insieme tra i nascondigli e le difese della mente, soffriranno ma approderanno in un futuro migliore e più consapevole.
Le lettere sono un vacuo dire, le parole lo sono, la scrittura è violentemente impotente a raccontare l’assenza del pianto dove c’è dolore tinto di porpora – scrive l’autrice – Ma io scrivo, mentre i tasti ubbidienti si preoccupano di resuscitare il suo incubo e incastrarlo qua, a renderlo plausibile, fra il rossore stridente del mio trauma e del suo ricordare.
Daniela Zincone, nella sua introduzione, ci fa sapere che racconta una storia vera, una vicenda umana densa di paura e di dolore, di emarginazione, di mancanza d’amore, di solitudine, di umiliazioni, ma anche della viltà e delle ipocrisie di un mondo borghese indifferente. Lei, un’artista che oltre alla scrittura ama dipingere, si interroga interrogando il giovane e cercando risposte per se stessa e per lui, ma finisce forse consapevolmente, per interrogare anche il lettore, per coinvolgerlo, e per obbligarlo a scavare dentro l’abisso della propria essenza.
“Perché Rosa, gli artisti soffrono sempre?”
“Perché è come se vedessero meglio il mondo, come se avessero dentro di sé una coca naturale, che illumina e mette a fuoco le cose.”
Daniela Zincone
O come Oscar
Tullio Pironti, 2009
pp. 495, euro 18,00










